Birmingham, covo dello stragista: 200 moschee e bimbi bianchi in minoranza

24 marzo 2017 ore 13:27, Adriano Scianca
Era di Birmingham, quindi, Khalid Masood, l'attentatore di Londra conosciuto anche con diversi altri nomi. E sempre nella capitale delle Midlands sono stati compiuti i primi 8 arresti subito dopo l'attacco. C'era una vera e propria cellula operativa? Le indagini ci diranno qualcosa di più, ma per quel che è certo è che Birmingham è la vera capitale dello jihadismo made in Uk. 

Birmingham, covo dello stragista: 200 moschee e bimbi bianchi in minoranza

IL CALIFFATO INGLESE
Un recente rapporto, condotto dalla polizia su ordine del capo dell'antiterrorismo britannica, Mark Rowley, ha preso in esame vari reati fra cui i 269 attentati e attacchi censiti perpetrati da cittadini del regno (nel Paese o all'estero) dal 1998 in avanti. Se ne deduce che un decimo di tutti i presunti jihadisti britannici è originario di appena “5 quartieri di Birmingham”, nella cui area metropolitana vivono oltre 234.000 musulmani: più del totale di Yorkshire, Grande Manchester e Lancashire messi insieme. La città ha visto 39 condanne per terrorismo in pochi anni e la partenza di almeno un quinto dei foreign fighters britannici. La composizione etno-religiosa della città, del resto, dice tutto: il 22% della popolazione è musulmano, ma in alcuni quartieri periferici come Washwood, Bordesley o Sparbrook, la proporzione islamica supera il 70%. Prima della Grande Moschea di Roma la Moschea Centrale di Birmingham è stata la più grande di Europa. In città si contano, in totale, circa 200 moschee. 

BAMBINI BIANCHI IN MINORANZA
Secondo il Daily Mail già nel 2011 i bambini bianchi erano in minoranza in città, pur rappresentando, con il 47% del totale, il gruppo unico tuttora più numeroso. Nella vicina Leicester si prevede che i bambini provenienti da famiglie bianche costituiranno il 31,8% dei minori di 16 anni entro il 2026. Un anno fa, il giornalista americano di Fox News, Steve Emerson, disse che “ci sono città come Birmingham che sono totalmente musulmane e dove i non musulmani non si avventurano ad entrare”. Seguirono molte polemiche e le scuse di rito. Scuse di cui forse, alla luce dei fatti, non c'era affatto bisogno.
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