Def arriva l''aggiornamento': non sarà Manovra lacrime e sangue

25 settembre 2017 ore 11:25, Luca Lippi
Def, è stata approvata la nota di aggiornamento con il via libero definitivo del Consiglio dei ministri. Non sarà una manovra depressiva, si congeleranno le clausole di salvaguardia con l’estremo tentativo di eliminarle definitivamente. Allo studio anche una seconda fase di rottamazione di cartelle ex Equitalia. 
Ha dichiarato Padoan: "Nel 2017 il Pil crescerà dell'1,5% e manterrà lo stesso trend anche nel 2018 e nel 2019. Qualcuno potrà dire che è una previsione troppo ottimistica, ma credo che sia pienamente giustificata dalle politiche che metteremo in atto. Da quest'anno il debito pubblico inizierà a scendere e si attesterà al 131,6% del Pil. Il prossimo anno continuerà invece a calare e si collocherà al 130% del Prodotto interno lordo”. Il presidente del consiglio, invece, ha precisato che la Manovra non sarà “repressiva, non preoccupa la scadenza della legislatura".
Def arriva l''aggiornamento': non sarà Manovra lacrime e sangue
LA STIMA IN FAVORE DEGLI ITALIANI
Si legge nella nota di aggiornamento che Gli italiani pagheranno 20 miliardi in meno rispetto al 2013. La stima emerge per effetto degli interventi di riduzione delle tasse adottate negli ultimi anni, "i contribuenti italiani pagheranno rispetto al 2013 minori imposte per circa venti miliardi di euro". Questo è possibile grazie alla riduzione dell'Ires e dell'Irpef per i lavoratori con remunerazioni più basse, la cancellazione della componente Irap sul lavoro dipendente, dell'Imu sui beni strumentali imbullonati e sui terreni agricoli, dell'imposta sulla casa di proprietà e residenza (Tasi).

BLOCCO ALLE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA
Particolare attenzione alla sterilizzazione dell’Iva che grazie agli spazi di deficit per 6 decimi di punto, pari a poco più di 10 miliardi di euro metterebbero al sicuro dal rischio di aumento delle aliquote Iva. Inoltre c’è una riduzione del traget delle privatizzazioni che passa dallo 0,3% (circa 5 miliardi di euro) allo 0,2% del Pil (circa 3 miliardi e mezzo). Dal 2018, e fino al 2020, il target resta fissato allo 0,3% l'anno.

PAREGGIO DI BILANCIO
Il rapporto tra deficit e Pil si attesterà, dopo il 1,6% del 2018, allo 0,9% in 2019 e allo 0,2% nel 2020, quando verrà centrato il "sostanziale raggiungimento dell'equilibrio", ha sottolineato il ministro dell'Economia. L'obiettivo del pareggio di bilancio era fissato al 2019.

ROTTAMAZIONE CARTELLE BIS
Ha precisato Padoan che potrebbe essere predisposta nell’immediato un’altra fase di rottamazione di cartelle ex equitalia. Nello specifico Padoan ha detto che potrebbe inserire in Manovra la rottamazione bis ma che il provvedimento dovrà essere messo a puntosolo dopo un’attenta valutazione. Parlando poi delle clausole di salvaguardia su Iva e accise, il ministro ha affermato: "Il quadro di finanza pubblica sarà riempito dalla legge di bilancio, ma è un quadro che permette di dire con chiarezza che le clausole saranno totalmente eliminate".

SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Gentiloni: "Non sarà una manovra repressiva". Ha inoltre commentato il primo ministro:  “I dati della nota di aggiornamento del Def  ci porteranno a proporre al Parlamento, nella seconda metà di ottobre, una legge di bilancio certamente non repressiva e che non sarà elemento di freno alla nostra economia". Paolo Gentiloni ha poi aggiunto: "Abbiamo margini molto più incoraggianti di quelli che discutevamo solo sei-sette mesi. Dobbiamo fare tutto tranne che dare un messaggio di preoccupazione, perché il Paese va alle elezioni alla sua scadenza naturale. Il nostro compito come governo è portare la legislatura a una conclusione ordinata, con risultati di finanza pubblica finalmente incoraggianti".

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