Russia choc, depenalizzazione violenze domestiche: Putin sfida le femministe

27 gennaio 2017 ore 20:00, intelligo
Altro che enfatizzazione della violenza di genere come in Occidente, per la #Russia serviva una legge sulla #violenza domestica che depenalizzasse il reato
Ed è stata approvata in terza e ultima lettura alla Duma di stato russa a condizione però che il reato non sia ripetuto e che non abbia portato a traumi che rendano necessario il ricovero in ospedale. Ora non resta che l'ultima parola del Consiglio della Federazione e la firma del presidente Vladimir #Putin
E non c'è neanche la distinzione tra i casi di violenza; sono sullo stesso piano sia che riguardino adulti o minori sia che riguardino il rapporto di entrambi i genitori nei confronti dei figli e il rapporto tra coniugi. 
Di fatto un declassamento delle violenze alle donne che da reati penali diventano amministrativi, mentre diverso è il caso di aggressioni ripetute (per quelle sono previste sanzioni fino a 40mila rubli, circa 676 dollari, più servizi per la comunità fino a sei mesi o la detenzione fino a tre mesi).
Russia choc, depenalizzazione violenze domestiche: Putin sfida le femministe
Il consenso è pressoché unanime come già in prima lettura con 368 voti favorevoli e un solo deputato contro, più un astenuto. Poi c'era stata la seconda lettura: 385 sì, due no e un astenuto. E oggi la terza lettura: 380 deputati hanno votato a favore, solo 3 contro. Dunque non resta che "sperare" nella recidiva perchè venga punita penalmente la violenza domestica, ma deve essere compiuta entro un anno dal primo reato. Se al contrario l'abuso domestico è avvenuto per la prima volta senza lesioni gravi il codice penale non c'entra, c'è la multa o l'obbligo di prestare un servizio socialmente utile. 

La proponente è una parlamentare donna, Yelena Mizulin, conservatrice e anti lobby gay, conosciuta nel mondo LGBT come un'agguerrita nemica. 
La sua proposta è stata definita “legge sugli schiaffi” perché la parlamentare ha detto che non si può essere considerati criminali e finire in prigione per uno schiaffo.
Il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, considerato molto vicino a Vladimir Putin ha sostenuto che l’iter legislativo era in linea con il volere dell'opinione pubblica dal momento che i sondaggi avevano confermato che il 59 per cento degli intervistati era favorevole alla proposta.
Olga Batalina, un’altra sostenitrice della legge, ha poi detto che "un numero significativo di intervistati ha detto che il provvedimento avrebbe portato a una riduzione del numero di aggressioni in famiglia".
Nonostante ciò Amnesty International ha lanciato un appello al parlamento russo perché non facesse passare il disegno di legge e annunciato una mobilitazione di protesta, ma le autorità cittadine di Mosca avevano negato il permesso per una manifestazione che aveva come slogan «Stop alla violenza domestica: i mostri dovrebbero andare in prigione».
I dati ufficiali sulla violenza domestica in Russia sono molto limitati e basati su stime condotte a livello regionale e non centrale: dicono comunque che circa 600 mila donne in Russia hanno a che fare con abusi fisici e verbali a casa, e che ogni anno 14 mila donne muoiono a causa della violenza di mariti o compagni: significa quasi 40 donne al giorno. Secondo le statistiche di un centro di aiuto per le donne, il 40 per cento dei reati gravi commessi in Russia avviene in famiglia: ma tra il 60 e il 70 per cento delle vittime non cerca aiuto, e il 97 per cento dei casi di violenza domestica non arriva a processo. 
Il dibattito duinque sull'opportunità di questa legge resta aperto.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...