Corea del Nord, Kim ''perde la testa'': incubo ''decapitazione'' Usa

28 giugno 2017 ore 12:28, Stefano Ursi
Il clima intorno alla Corea del Nord si fa sempre più complesso. E soprattutto teso. Oggi, su Corriere.it, un pezzo a firma Guido Olimpio e Guido Santevecchi, rispettivamente da Washington e Pechino racconta alcuni retroscena interessanti relativamente all'atmosfera che si respira attorno al leader di Pyongyang, Kim Jong-un, il quale, si legge, secondo le rivelazioni dell'intelligence sudcoreana in un'audizione a porte chiuse con i parlamentari, sarebbe ''nervoso'' e colto da ''un’ossessione per «l’operazione decapitazione», un’azione clandestina di americani e sudcoreani che avrebbe l’obiettivo di eliminare la catena di comando di Pyongyang partendo dai vertici, in caso di guerra imminente''.

Corea del Nord, Kim ''perde la testa'': incubo ''decapitazione'' Usa
Kim Jong-un
''Primo obiettivo da «decapitare», sarebbe naturalmente proprio Kim Jong-un''. I timori, secondo quanto si legge su Corriere.it, sarebbero legati ad alcune operazioni e iniziative intraprese dalla Corea del Sud, che avrebbe ''costituito una unità di élite del suo esercito che si sta addestrando per infiltrarsi a Nord del 38° parallelo'' e degli Usa, che hanno ''imbarcato sulla portaerei Carl Vinson impegnata in manovre di fronte alla penisola coreana i Navy Seal del Team 6'', ricordato per l'operazione Osama Bin Laden. Il pezzo riporta le parole del deputato Lee Cheol-woo, seguite al briefing ricevuto dalla National Intelligence Agency (Nis) di Seul: ''Kim – si legge – ha messo pressione sulle sue spie per raccogliere ogni informazione possibile sul piano. E intanto, come precauzione immediata, ha cominciato a muoversi all’aperto solo prima dell’alba, non viaggia più sulla sua Mercedes-Benz 600 ma cambia spesso auto, usando quelle dei subordinati, Lexus tutte uguali e anonime''.

Inoltre, spiegano gli autori, le indiscrezioni e i retroscena sarebbero avvalorati dalle sempre più sporadiche apparizioni in pubblico di Kim nell'anno in corso, con ''un taglio del 32 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016''. Apparizioni che, ad ogni modo, si legge, sarebbero diminuite anche in virtù della ormai solida posizione di Kim come leader a capo del Paese, che nei primi anni necessitò di conferme e di una politica di repressione del dissenso, anche e soprattutto alle alte sfere. La questione nordcoreana è un elemento di forte instabilità e soprattutto di tensione continua nel quadrante e rischia di inasprirsi progressivamente se le posizioni, fra Usa e Corea del Nord non dovessero allentarsi di pressione: non va mai dimenticato, infatti, che la Cina gioca un ruolo importante, se non decisivo, negli equilibri locali e, in sostanza, globali.

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autore / Stefano Ursi
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