Via Lattea, metà è materia ''migrante'' extragalattica: il vento spaziale

28 luglio 2017 ore 10:28, Stefano Ursi
Uno studio condotto da un team di astrofisici coordinato dalla Northwestern University, in via di pubblicazione sui Monthly Notices of the Royal Astronomical Society e disponibile on line su arXiv.org, ricostruisce le origini e la formazione della Via Lattea e da questo studio, secondo quanto si legge, emerge come metà della materia di cui è composta la nostra galassia sia, in realtà, proveniente da altre galassie. Una storia che si riscrive, spiegano analisti e commentatori scientifici, relativamente ai risultati dello studio. Gli astrofisici, si legge, hanno utilizzato delle simulazioni al computer con modelli di galassie in 3D, arrivando a comprendere, spiegano, come le galassie acquisiscano materia in virtù di un fenomeno chiamato ''trasferimento intergalattico''.

Via Lattea, metà è materia ''migrante'' extragalattica: il vento spaziale
Photo - Pixabay
E di qui le risultanze dello studio che diventano ancora più importanti relativamente alla 'nostra' galassia. Ma come si verifica questo fenomeno? Gas e materiali vengono sprigionati nello spazio e poi veicolati da una galassia all’altra grazie alle esplosioni di supernove. Circa metà della materia di cui la Via Lattea è composta, si legge, proverrebbe dunque da altre galassie distanti, portato qui dal fenomeno che prima si descriveva. Così Daniel Anglés-Alcázar, primo firmatario dello studio: ''Visto che per gran parte la materia di cui siamo fatti proviene da altre galassie, ognuno di noi può considerarsi un viaggiatore spaziale o un migrante extragalattico. È probabile che molta della materia di cui è fatta la Via Lattea si trovasse in altre galassie, prima di essere spazzata via da un potente vento galattico, per poi viaggiare attraverso lo spazio interstellare e trovare alla fine una nuova dimora nella Via Lattea''.

Così Faucher-Giguère: ''Lo studio modifica la nostra comprensione di come le galassie si siano formate dopo il Big Bang. Ci dà la misura di come le cose intorno a noi – spiega – siano connesse a oggetti distanti nel cielo. E ci porta a concludere che le nostre origini sono meno locali di quanto pensassimo''. Uno studio, dunque, che potrebbe riscrivere quelle che pensavamo fino ad oggi essere le origini della nostra galassia, e potrebbe indirizzare la scienza verso ulteriori approfondimenti relativamente ai fenomeni che si verificano nello spazio e fra le galassie.

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autore / Stefano Ursi
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