Ludopatia, Meluzzi difende Crepet: "No a radiazione, ma azzardo è eutanasia dell'anima"

28 marzo 2017 ore 16:48, Andrea De Angelis
La ludopatia è una "patologia gravissima". Così il professor Alessandro Meluzzi, intervistato da IntelligoNews, dopo che è esploso un caso in merito a una presunta difesa del gioco d'azzardo da parte del collega Paolo Crepet. A pagina 18 del Corriere della Sera di oggi viene presentata la questione. "Crepet, autore di una perizia dalla parte di Lottomatica contro il Comune di Bergamo [...] quanto alle invocazioni di una svolta radicale contro l'azzardo, si spinge a dire: "Non si tengono in considerazione alcuni effetti potenzialmente positivi del gioco, quali la socializzazione, il diritto al sogno...". Piccata la risposta del sindaco di Bergamo: "Ippocrate si starà rivoltando nella tomba". E il Codacons rincara la dose chiedendone la radiazione dall'Ordine dei Medici. Chi ha ragione? Meluzzi difende il collega ma ha un'altra opinione.

E' d'accordo con Crepet o come considera la ludopatia? 
"Io non so letteralmente cosa abbia detto. Se è vero, come dice il Codacons, che ha fatto l'elogio del gioco come strumento di speranza per le persone, come diritto al sogno è una cosa che non condivido in nessun modo e in nessuna forma. Semmai proprio nei momenti di grande depressione sociale, di disperazione e di crisi la presenza del gioco non rappresenta una valvola di sfogo, ma un elemento di distruzione in più. Una specie di eutanasia dell'anima. Basta vedere lo sguardo perduto delle persone di tutte le età, dai pensionati agli adolescenti, davanti alle macchinette nelle più sperdute tabaccherie d'Italia per capire quello che voglio dire". 

Ludopatia, Meluzzi difende Crepet: 'No a radiazione, ma azzardo è eutanasia dell'anima'
Insomma, più che un sogno è un incubo?
"Assolutamente, anche perché i giocatori di cui stiamo parlando non sono quelli di Dostoevskij o del tavolo verde del casinò di Venezia, ma persone fragili, deboli, socialmente vulnerabili. Esposte all'autodistruzione. Che con il meccanismo del gioco non fanno che perdere le loro poche risorse economiche. Non solo. Sviluppano delle dipendenze talmente distruttive e autodistruttive che arrivano anche alla sintesi finale della ludopatia. La manifestazione di una sindrome ossessivo-compulsiva, con degli approdi anche di tipo bipolare e con un finale tragicamente depressivo che porta fino al suicidio o alla distruzione della famiglia". 

Sul fatto che la ludopatia sia una patologia mi pare di capire che non ci siano dubbi. 
"Una patologia gravissima, sulla quale in questo momento lo Stato sta anche investendo delle risorse per terapie pubbliche. Considerare il gioco un elemento di liberazione, consolazione o sogno, se Crepet ha detto questo, mi pare o che non sia stato ben interpretato o che abbia detto una sciocchezza. Il gioco è soprattutto in queste forme una tragica forma di droga e dipendenza. Colpisce anche gli anziani, tra i consumatori di gettoni delle macchinette ci sono molti pensionati. Stanno lì non sull'onda di un sogno, ma semmai di un incubo. Vanno a tentare la fortuna per poi comprare un chilo di bistecche, non certo la felicità maligna del giocatore di Dostoevskij".

Il Codacons ha chiesto la radiazione dall'Ordine dei Medici per Crepet. Come commenta?
"Io sono un libertario e un garantista, quindi sono contrario alle radiazioni. Per me hanno il sapore dei gulag staliniani o dei regimi totalitari. Quindi lungi dal me perorare la radiazione di qualcuno, anche perché credo che gli Ordini sono fatti per tutelare i loro iscritti, non per punirli. Se necessario lo facciano lo leggi. Il problema in questo caso credo che sia la necessità di un dibattito scientifico e culturale forte, se serve anche duro. Ma senza pensare alle radiazioni che sono espressione di un burocratismo totalitario lontanissimo dalla mia sensibilità".

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