Terremoto, Di Stefano (Fi): "Non c'è solo Mattarellum o il Pd, qua la macchina è bloccata"

29 marzo 2017 ore 13:54, Adriano Scianca
Il decreto sul terremoto? "Qualcosa contiene ma è molto debole", dice Fabrizio Di Stefano, deputato di Forza Italia, che a IntelligoNews spiega: "Il Pd subordina le esigenze del terremoto alle sue dinamiche interne".

In Aula a che punto siamo col terremoto?

Terremoto, Di Stefano (Fi): 'Non c'è solo Mattarellum o il Pd, qua la macchina è bloccata'
«Credo che stiamo messi male. Non mi pare che questo decreto risolva molto. Contiene alcuni interventi ma molto deboli. Quando è arrivato in Aula era completamente vuoto, poi con il lavoro di commissione e quello qui qualcosa si è ottenuto. Ad esempio sul danno indiretto o sull'allargamento del cratere, ma è un allargamento incompleto. C'era un buon emendamento del presidente Realacci che prevedeva che l'8 per mille fosse interamente dedicato alla ricostruzione dei beni architettonici danneggiati, poi in Aula è stato decurtato dell'80%. Davvero poca cosa. Quello che manca è tutto ciò che riguarda il fuori cratere, mancano le case di classe A, cioè quelle lesionate ma che non sono da abbattere, per le quali non è previsto nessun indennizzo. Ma è la macchina che non funziona. Proprio ieri vedevo un servizio in cui gli alberghi della costa marchigiana si stanno preparando per la stagione estiva e quindi i terremotati che sono lì vanno spostati. Ecco, mentre continuiamo ad accogliere gli immigrati, e per loro problemi di sistemazione non ce ne sono, i problemi sono tutti per gli italiani. Delle casette neanche a parlarne, perché i pochi fortunati sono stati estratti a sorte. Mi sembra che siamo davvero i alto mare».

Il problema sono le promesse di Renzi o l'inefficacia di Errani?

«Il problema sono gli errori di Renzi e del Pd che hanno portato a questo scempio. Non si può nominare Errani commissario alla ricostruzione quando l'emergenza non è ancora cessata e allora convivono due commissari, uno alla ricostruzione e uno all'emergenza, che spesso confliggono tra di loro. C'era però l'esigenza di tacitare Errani per gli equilibri interni al Pd. Ma se si subordinano le esigenze del terremoto alle dinamiche interne dei congressi del Pd, chiaramente i risultati sono questi».

Sul Mattarellum non c'è accordo. Si va verso il tana libera tutti?

«Anche qui si aspetta il congresso del Pd. Da due anni si subordina tutto alle dinamiche pre-congressuali del Pd. Fino a quel momento non sapremo quale legge elettorale il Pd abbia in mente e saremo bloccati. Mi sembra che ci siano spinte verso il Mattarellum. Io sono convinto che se dovesse arrivare così in Aula noi dovremo fare di tutto per far saltare non solo il capolista al Senato, ma anche quello alla Camera. Basta con questi capilista bloccati che vanno bene alle segreterie di partito, compresa la mia, ma non certo ai cittadini che devono avere i rappresentanti scelti da loro».

In un contesto di triploarismo che agibilità resta per il centrodestra?

«Potrebbe trovare nuova agibilità, ma prima ci si deve sedere a tavolino e prima ancora individuare i soggetti che ci si devono sedere. Ci sono tavoli diffusi. Da una parte Lega e Fdi che dialogano con i cespugli ma scontrandosi con Fi, Fi che si pone come polo di centrodestra dialogante e moderato, ma alla fine di tutto questo manca una base di valori condivisi. Se si parla solo di alleanze non si trova la quadra, perché la legge elettorale sta variando e con essa varia anche il centrodestra. Ed è un vero peccato, perché in questo momento ci sono tutte le condizioni per tornare a vincere. Ma senza una base di valori condivisi si può magari tornare a vincere per debolezza altrui, ma poi si governa male».

Un commento su Alternativa popolare: che farà?

«È una domanda che girerei a un politologo. Alternativa a cosa? E poi quando ci si definisce popolari si dovrebbero avere grandi numeri alle spalle. Questo partito non mi pare alternativo a nulla e non ha i consensi per essere popolare. È una barchetta per cercare di riportare in Parlamento quanti più naufraghi possibili. Alfano finora ha accolto solo naufraghi al Cara di Mineo e oggi vorrebbe lui un barcone per ritraghettarsi dentro al Parlamento».
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