Poletti analizza dati Istat "positivi" sull'occupazione

03 marzo 2017 ore 15:00, Luca Lippi
Il ministro Poletti analizza i dati sull’occupazione dell’Istat relativi al mese di gennaio. Il ministro evidenzia che i dati in questione "consegnano un quadro complessivamente positivo del mercato del lavoro".
Analizzando le cifre, il ministro Poletti aggiunge che "la disoccupazione resta stabile" e "diminuisce, anche se lievemente, il tasso di inattività", che rappresenta il "segno di una maggiore partecipazione al mercato del lavoro". Poletti giudica "Importante il segnale positivo che viene dal tasso di disoccupazione giovanile", diminuito di 1,3 punti percentuali in un mese, rimanendo però elevato, 37,9 per cento. E "alla forte diminuzione degli inattivi", complessivamente "461 mila in meno", corrispondono "un notevole aumento degli occupati", oltre 235 mila in più, e un aumento di coloro "che cercano attivamente lavoro", poco meno di 130 mila. Poletti conclude così: "Da febbraio 2014 cresce di 711 mila unità il numero degli occupati".

Poletti analizza dati Istat 'positivi' sull'occupazione

RICORDIAMO LE PAROLE DI POLETTI IL MESE SCORSO
Il commento del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ai dati diffusi dall’Istat relativi a novembre, è stato: "Nel quadro complessivo preoccupa la situazione dell’occupazione giovanile, per cui alla diminuzione del tasso di inattività tra i giovani corrisponde solo un aumento della disoccupazione". "Rispetto al mese precedente l’occupazione, con un lieve aumento, si mantiene sostanzialmente stabile. All’aumento dei disoccupati corrisponde una più consistente diminuzione degli inattivi, segno che cresce il numero delle persone alla ricerca attiva di lavoro. Più consistenti e significative le variazioni su base annua, che evidenziano una forte riduzione degli inattivi (469mila in meno) a fronte di un più alto livello di occupati (201mila in più, 135mila dei quali permanenti) e di un maggior numero di persone che cercano lavoro (165mila disoccupati in più)", conclude Poletti.

IN CONCLUSIONE
In definitiva il dato evidenzia concretamente altro. Aumenta l’occupazione precaria, e a fronte di contratti a termine che non garantiscono alcun rinnovo alla loro scadenza, si determina il fenomeno della tesaurizzazione dei proventi per paura che questi non siano garantiti in futuro.
Delle due l’una, se il lavoro deve essere l’elemento per spingere la crescita, quest’ultima deve essere sostenuta dai consumi. Tuttavia, se i consumi sono frenati dalla tesaurizzazione, anche la crescita riceve un danno piuttosto grave.
Ultima considerazione, la non ripresa concreta dell’occupazione non può essere una mera conta di teste che si barcamenano per pagare le bollette, e anche le dichiarazioni sui numeri dell’Istat non può essere mai il copia/incolla della precedente. Dal ministro del lavoro e delle politiche sociali ci si aspetta altro.
I numeri della Istat si possono leggere qui.

#Istat #Occupazione #Poletti
autore / Luca Lippi
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