Licenziamento per malattia: permesso solo in due casi. E "contano" i danni

31 gennaio 2017 ore 17:14, intelligo
Il mondo del #lavoro e le sue regole sono chiare, anche in malattia vale il #licenziamento. La prima causa è detta 'superamento del comporto' e trova nella legge una previsione espressa mentre la seconda deriva dall'interpretazione dei giudici. Ma un collaborare convalescente quando può essere licenziato? Esiste un periodo massimo legato alle cure e quindi di assenza di #malattia. All'interno di questo l'azienda può #licenziare pure se il lavoratore malato non ha superato i giorni di malattia stabiliti da ogni CCNL.
Se si può dimostrare che l' #assenza prolungata ha provocato gravi danni all'organizzazione della stessa, scatta l'eccezione al periodo di comporto.
Licenziamento per malattia: permesso solo in due casi. E 'contano' i danni

COS'E' IL PERIODO DI COMPORTO
L'istituto della malattia chiama “comporto” quel tempo massimo di giorni di assenza legati alle cure. Si può calcolare in un anno solar, ossia 365 giorni dalla prima assenza. La durata varia a seconda dell'anzianità e della mansione che il lavoratore svolge all'interno dell'azienda: 3 mesi per gli impiegati che non superano i dieci anni di azienda e 6 mesi per tutti gli altri. Per gli operai valgono le regole della contrattazione collettiva di ciascuna categoria.

SCADUTO IL COMPORTO
In questo caso il datore può licenziare il dipendente senza provare l'esistenza di una giusta causa o un giustificato motivo. Tuttavia, è vietato licenziare il dipendente per superamento del comporto se la sua malattia è stata provocata o aggravata dalla nocività insita nelle modalità di esercizio delle mansioni o comunque esistente nell'ambiente di lavoro. Recente giurisprudenza sta sostenendo la possibilità per l'azienda di licenziare il dipendente assente per malattia ancor prima del superamento del comporto, quando detta assenza provoca un grave danno all'organizzazione del lavoro.

LICENZIAMENTO MALATO CRONICO Se si presta servizio alternando assenze a periodi di brevi presenza sul luogo di lavoro se l''attività per quantità e qualità è relativa è lecito e legittimo il licenziamento. Se è collegato uno scarso rendimento non c'è più la diligente collaborazione a cui il lavoratore è sottoposto.

LICENZIAMENTO LAVORATORE MALATO
Se il dipendente si trova in malattia e anche all'interno del periodo di comporto, ossia 365 giorni dalla prima assenza, e il malato non si fa trovare presso la residenza segnalata per la guarigione scatta il licenziamento disciplinare. Quanlora si sia in presenza di una crisi aziendale o di un riassetto o superamento del periodo di comporto con avviso scritto e tempestivo del lavoratore, questo potrebbe bloccare il tempo e trasformare i giorni di malattia in ferie.

autore / intelligo
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