Studenti intossicati dal Botulino: uno migliora, per l'altro è riabilitazione

31 luglio 2017 ore 17:00, Americo Mascarucci
Migliorano le condizioni dei due studenti intossicati dal botulino a Perugia. L'episodio risale a giugno quando i due, uno di Viterbo, l'altro di Lecce consumarono una cena tra studenti con prodotti confezionati in casa. Poi iniziaromo a sentirsi male e le loro condizioni andarono precipitando sempre di più fino a diventare estremamente critiche. Per settimane si è temuto per la loro stessa vita ma adesso sembra che entrambi siano fuori pericolo.
Studenti intossicati dal Botulino: uno migliora, per l'altro è riabilitazione
 
LA SITUAZIONE 
"Il quadro clinico dei due pazienti è emerso in tutta la sua gravità fin dai primi accertamenti, eseguiti la notte del loro arrivo in ospedale dal personale della struttura di microbiologia. Dopo le lunghe terapie, con monitoraggio dei parametri vitali e il costante confronto con gli esperti del centro antiveleni di Pavia, i sanitari del reparto di rianimazione hanno accertato che per uno dei due pazienti esistevano i presupposti del trasferimento in una unità di degenza, in attesa delle dimissioni», ha dichiarato, in una nota, la direzione sanitaria del Santa Maria della Misericordia.
Ora la direzione ospedaliera dell'ospedale perugino informa che uno dei due pazienti è stato trasferito dal reparto di Rianimazione alla struttura di degenza di Malattie Infettive diretta dal professor Franco Baldelli. Il ragazzo, grazie a cure efficaci, migliora e non è più in pericolo di vita. Le sue condizioni cliniche vengono definite dall’ospedale stesso "in progressivo e costante miglioramento" con la somministrazione di terapie farmacologiche, in attesa che egli possa ben presto tornare ad alimentarsi autonomamente dopo l’intervento di tracheotomia cui era stato sottoposto nelle scorse settimane". 
Resta ricoverato in rianimazione, ancora con riserva di prognosi, l’altro studente intossicato, il quale comunque dopo le dimissioni dovrà sottoporsi a un ciclo di terapie riabilitative presumibilmente in una struttura di Viterbo, la sua città. Il quadro clinico dei due giovani pazienti era emerso in tutta la sua gravità fin dai primi accertamenti diagnostici eseguiti, nella stessa notte del loro arrivo in ospedale, da parte del personale della struttura di Microbiologia.

IL BOTULINO
La tossina botulinica è una proteina neurotossica prodotta dal batterio Clostridium botulinum. È la sostanza più tossica finora conosciuta. Oltre a essere fonte di avvelenamento alimentare, in particolare nel caso in cui si consumino preparati a base di carne o conserve contaminate, la tossina botulinica trova anche utilizzo in ambito medico ad esempio nella terapia dell'acalasia; Botox è il nome commerciale maggiormente conosciuto della preparazione farmacologica che utilizza quale principio attivoquesta tossina.
La tossina fu isolata in forma pura per la prima volta da P. Tessmer Snipe e Hermann Sommer nel 1928, mentre nel 1949 il gruppo di ricerca guidato da Arnold Burgen identificò il meccanismo tramite il quale viene esplicata l'azione tossica a catena pesante della tossina è particolarmente importante per la penetrazione della stessa all'interno delle estremità assoniche, condizione alla quale è legata l'instaurarsi della paralisi. In seguito al legame della catena pesante con le proteine degli assoni terminali, la tossina può penetrare nei neuroni tramite endocitosi. Il legame della catena pesante avviene con il recettore proteico SV2 (synaptic vescicle protein 2), la cui espressione è incrementata quando la sinapsi è maggiormente attiva. La catena leggera è in grado di abbandonare le vescicole endocitotiche e raggiungere il citoplasma. La catena leggera della tossina possiede attività proteasica. La tossina A degrada proteoliticamente la proteina SNAP-25, un tipo di proteina SNARE. La proteina SNAP-25 è necessaria per il rilascio dei neurotrasmettitori dagli assoni terminali. In particolare la tossina botulinica degrada le SNARE prevenendo il rilascio dei neurotrasmettitori al livello delle sinapsi. Il botulino (Clostridium botulinum) è un batterio anaerobico che può contaminare gli alimenti rendendoli particolarmente pericolosi per la salute umana.

BOTULINO NEI CIBI
L'ingestione di questi cibi provoca un'intossicazione severa, nota come botulismo e caratterizzata da un quadro clinico specifico. Dopo un periodo di incubazione (12-48 ore fino a 8 giorni nei casi eccezionali) compaiono sintomi come nausea, vomito, diarrea e forti dolori muscolari; seguono importanti problemi neurologici, secchezza delle fauci e delle vie respiratorie, alterazioni visive, disturbi della fonazione e della deglutizione.
Il rapido aggravamento delle già precarie condizioni generali può portare a morte per paralisi respiratoria e conseguente asfissia.

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