Neonato morto gettato, Meluzzi: "Si è perso l'ordine naturale, caos diabolico"

31 maggio 2017 ore 16:15, Americo Mascarucci
Ha partorito in casa e poi ha gettato il neonato dalla finestra. Avrebbe confessato, la donna fermata ieri sera a Settimo Torinese, dove un neonato è stato trovato agonizzante in strada da alcuni netturbini. Poi il trasporto d'urgenza in ospedale, dove il piccolo è morto.
Nelle ore successive le forze dell'ordine hanno rintracciato la presunta madre, una donna di 34 anni. Accompagnata in procura a Ivrea e posta sotto interrogatorio, avrebbe ceduto, ammettendo di aver partorito ma sostenendo di non ricordare tutto il resto.  La donna avrebbe pure detto di non sapere di essere incinta avendo continuato ad avere regolarmente le mestruazioni. Ma cosa è accaduto realmente nella mente della donna? Intelligonews ha cercato di capirlo con lo psichiatra Alessandro Meluzzi.
Neonato morto gettato, Meluzzi: 'Si è perso l'ordine naturale, caos diabolico'

Secondo gli inquirenti la donna dopo aver gettato il figlio appena nato dal balcone avrebbe accompagnato l'altra figlia a scuola e avrebbe continuato la vita di tutti i giorni. come è possibile una cosa del genere?

"Direi che c'è una forte carica di rimozione che solitamente si vede soltanto negli adolescenti che nascondono la gravidanza per tutti i nove mesi e hanno la stessa reazione dopo il parto. In una donna di questa età con una vita familiare strutturata mi sembra un comportamento davvero abnorme, una rimozione difficilmente spiegabile che mi rifiuto di evocare anche in termini psicopatologici ma che dovrà essere scrupolosamente approfondita. Si tratta di una condotta talmente assurda dopo un evento che comunque non poteva essere nascosto, da farmi ritenere che tutto questo sia a dir poco illogico".

Quindi c'è stata o no effettivamente una rimozione del gesto compiuto nella mente di questa madre?

"In termini generali mi rifiuto di crederlo anche perché significherebbe scagionarla da un gesto orribile, mostruoso e che non può trovare alcun tipo di giustificazione. Una perizia va comunque fatta". 

La donna avrebbe addirittura riferito di essere ignara della gravidanza e di aver continuato ad avere regolarmente le mestruazioni. Anche questo non è assurdo?

"Infatti questo mi rifiuto di crederlo. E' assolutamente privo di senso". 

Nella società di oggi non nota una certa schizofrenia? Si ricorre all'utero in affitto pur di avere figli nel momento in cui non si possono avere in natura e contemporaneamente chi ha invece la fortuna di farli li uccide come in questo caso. E' un mondo a rovescio?

"Si tratta di persone diverse, non metterei sullo stesso piano il bisogno abnorme di figli con chi li butta via. L'unica cosa che li accomuna è l'aver perso un ordine naturale delle cose. Così c'è chi vuole ma non può e chi può ma non vuole. C'è un caos diabolico che porta a far sì che tutto avvenga nel luogo sbagliato, nel momento sbagliato e con le persone sbagliate". Sarebbe bastato che questa donna avesse partorito autonomamente in ospedale e dato il bimbo in adozione e tutto si sarebbe risolto per il meglio".

Perché invece una scelta così estrema?

"E' una scelta folle, distruttiva, autodistruttiva e priva di senso. Le dinamiche che l'hanno prodotta devono essere esaminate".

Le sono capitati casi analoghi nella sua attività?

"Mi è capitato certo, ho scritto anche un libro sulle madri assassine. Le madri assassine in condizioni para puerperale vengono inserite in una branca criminologica che porta a trattare l'omicidio del neonato come un attenuante che può essere certamente discutibile ma che riconosce alla donna che ha appena partorito uno stato psichico particolare. Ogni caso però è sempre diverso dall'altro. Bisogna sempre entrare nel merito". 


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