Libretto al portatore, da oggi è vietato: le alternative

04 luglio 2017 ore 15:30, Luca Lippi
Da oggi il ‘Libretto al portatore’, forma evoluta di ‘materasso’ per le famiglie dal dopoguerra, dopo oltre un secolo scompare definitivamente. Con la nuova normativa antiriciclaggio con importanti modifiche alla vecchia, già sistemata da anni tutta la materia per quanto riguarda gli usi delle transazioni più comuni, oggi arriva al capolinea anche l’ultimo baluardo di (solo apparente) anonimato finanziario che è quello dei libretti al portatore, sia bancari sia postali. Da oggi tutti i titoli non nominativi scompariranno, perché non garantiscono la tracciabilità del denaro. Lo prevede il decreto legislativo 90/2017, che recepisce la direttiva europea sul risparmio, volta a contrastare il riciclaggio e il finanziamento occulto del terrorismo.
L’anagrafe dei rapporti finanziari è obbligatoria già per effetto del D.Lgs. n. 231/2007, ma già prima del 2000 banche e poste dovevano necessariamente censire chiunque aprisse un rapporto al portatore, e contestualmente registrarne l’anagrafica per ogni operazione di versamento o prelievo, di fatto tracciando l’operatività del rapporto stesso.
Libretto al portatore, da oggi è vietato: le alternative
In ogni caso, da oggi (4 luglio) sarà possibile emettere solo libretti nominativi. Saranno vietati il trasferimento e l'emissione di quelli al portatore. Si estingue così uno strumento largamente usato in Italia dalle famiglie, soprattutto come forma di deposito per i risparmi dei minori. 
I libretti al portatore scompaiono perché ritenuti in contrasto con la IV direttiva europea sul risparmio in tema di prevenzione del riciclaggio internazionale e del finanziamento al terrorismo. La norma ‘Limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore’ stabilisce infatti che è ‘ammessa esclusivamente l’emissione di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi ed è vietato il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore che, ove esistenti, sono estinti dal portatore entro il 31 dicembre 2018’.
L’intermediario dovrà sempre eseguire tutta la procedura di identificazione sia del richiedente che del beneficiaio. Verranno quindi bandite tutte quelle soluzioni che, per decenni, hanno consentito facilmente di oscurare l’intestazione di denaro, utilizzando titoli di credito ‘al portatore’ che vengono pagati semplicemente a chi li tiene in tasca. Ricordiamo che, ad oggi, è vietato detenere o trasferire libretti al portatore per importi superiori a 1.000 euro.
La stranezza, ma neanche poi così grave, è che il reato di disattesa della norma antiriciclaggio è stato depenalizzato. Per effetto delle modifiche, si passerà così dalle attuali sanzioni penali (punite solo con pene pecuniarie) a sanzioni di carattere amministrativo (pecuniarie anch’esse).
Sono tre le condotte depenalizzate:
– Obblighi di identificazione della clientela per intermediari, professionisti e revisori. Tale obbligo, per i professionisti, scatta per esempio:
a) quando la prestazione professionale ha per oggetto mezzi di pagamento, beni o utilità di valore pari o superiore a 15mila euro;
b) quando eseguono prestazioni professionali occasionali che comportano la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15mila euro;
c) tutte le volte che l’operazione è di valore indeterminato o non determinabile.
La sanzione penale prevista dall’attuale normativa prevede una multa da 2.600 a 13mila euro; con la depenalizzazione si passa invece ad una sanzione di tipo amministrativo che parte da un minimo di 5mila a un massimo di 30mila euro.
– Obblighi di registrazione: la norma sanziona la mancata, tardiva o incompleta effettuazione della registrazione e conservazione di tutta la documentazione e di tutte le informazioni, per i 10 anni previsti dalla legge, sulle operazioni interessate da parte di intermediari, professionisti, revisori e altri soggetti. In pratica viene imposta la conservazione della documentazione servita per la verifica e l’identificazione della clientela: i professionisti, in particolare, sono tenuti all’istituzione di un archivio digitale dentro il quale collocare i dati su cliente e operazione, entro 30 giorni dall’accettazione dell’incarico i dati.
Attualmente la sanzione penale va da un minimo di 2.600 euro a un massimo di 13mila euro. Con la depenalizzazione si passerà ad una misura amministrativa tra 5mila e 30mila euro.
– Obblighi di comunicazione: la norma sanziona il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione dei dati che fanno capo agli agenti di cambio, ai mediatori creditizi e agli agenti in attività finanziaria.
In questo caso si passa dalla pena compresa tra un minimo di 2.600 e un massimo di 13mila euro ad una sanzione amministrativa tra 5mila e 30mila euro.
Al di là della questione (forse puramente ideologica) del passaggio delle sanzioni dall’orbita penale a quella amministrativa, la misura del massimale degli importi risulta notevolmente aumentata fino a più del doppio degli importi attualmente previsti. Insomma, più che la fedina penale, si vuol colpire il portafoglio dei professionisti.
In conclusione – importantissimo tenere a mente che chi ha a casa un libretto del portatore dovrà “cambiarlo” entro il 31 dicembre 2018.

Le alternative al vecchio libretto al portatore – tutto rigorosamente nominativo, è ovvio! 
La proposta di Poste Italiane: un libretto ‘nominativo’ che non prevede spese di apertura, chiusura e gestione, eccetto gli oneri di natura fiscale, e possono essere emessi anche in forma dematerializzata. Le operazioni di versamento e prelievo contanti possono essere effettuate in tutti gli uffici postali. Tra le formule disponibili vi sono il 'Libretto Smart', per gestire i risparmi anche online, e il 'Libretto Dedicato ai Minori', che prevede diverse condizioni in base a tre diverse fasce d'età. 
La proposta di Unicredit: il 'Libretto One', un libretto di deposito a risparmio nominativo dal costo mensile di 1 euro attraverso cui è possibile accreditare gratuitamente lo stipendio o la pensione e collegare un deposito titoli. Tra i servizi base compresi nel libretto vi sono anche una carta di prelevamento e 60 operazioni all'anno. 
Ai bambini da 0 a 12 anni è rivolto 'Genius Bimbi', un deposito a risparmio nominativo con zero spese di apertura e di gestione e imposta di bollo a carico della Banca. 
La proposta di Intesa Sanpaolo: è il 'Libretto Flash' dedicato ai ragazzi dai 0 ai 17 anni. A partire dai 12 anni i ragazzi possono operare in autonomia entro i limiti stabiliti dai genitori e consultare online le informazioni da sito e app. 4.999 euro è l'importo massimo che si può avere sul libretto mentre l'1% è il tasso fisso fino al compimento dei 18 anni. Ai pensionati invece è rivolto il libretto di deposito nominativo 'Pensione per Te' con zero spese di apertura e nessun canone annuo. 
La proposta di Bnl: si chiama 'Risparmio Libero' dal costo di 2,58€ (modello stampato) con un tasso annuo nominale non inferiore a 0,010%. 'Bnl Kids', invece, è la formula dedicata ai minori che prevede un limite di deposito non superiore a 12.500€ e un tasso annuo nominale non inferiore a 0,75%. Il libretto di deposito a 'Risparmio Vincolato', infine, è l'operazione mediante la quale la Banca acquista la proprietà delle somme depositate dal cliente, obbligandosi a restituirle alla scadenza del termine pattuito.

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autore / Luca Lippi
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