Brexit è partita, solo la May inciampa in una serie di imbarazzi

04 ottobre 2017 ore 16:30, Luca Lippi
Prosegue a passo lento ma costante la Brexit. Data per certa, ormai da diversi mesi, la separazione dalla Ue, quest’ultima sta trasformandosi sempre più da una separazione ‘per colpa’ a una ‘consensuale’. Questo era stato già previsto da tutti gli analisti non impegnati politicamente, e questo sta accadendo con buona pace dei detrattori. Passata la ‘buriana’ si è svolto il congresso dei conservatori dove si è rinnovato il patto di unità. La May ha chiesto di tornare a parlare alla gente lasciando ad altri i giochi di potere. L’obiettivo ora deve essere quello di tutelare le nuove generazioni e soprattutto alimentare in autonomia il mai sopito British dream. Da qui si vede che la Gran Bretagna non ha alcuna intenzione di ‘chiudere’ le porte a nessuno, si torna solamente a una legittima selezione come è sempre stato da che mondo è mondo, altrimenti stavamo ancora tutti con le chiavi nella serratura di casa.
Brexit è partita, solo la May inciampa in una serie di imbarazzi

Si è poi scusata per l’improvvida prova muscolare delle elezioni anticipate, ma come biasimarla, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sull’esito negativo. Discorso concreto e disteso quello della Lady britannica. Idee chiare e agenda piena. Prossimi obiettivi: case, scuola, lotta a criminalità e povertà. E sulla Brexit ha ribadito che sarà operativa dal marzo 2019 e che Londra tratterà accordi commerciali con ogni Paese nel mondo. Si legge su la Stampa che “i negoziati sono lunghi e difficili e se non ci sarà accordo, Londra sarà pronta con piani B (o di emergenza) già allo studio a Downing Street. Più volte ha proiettato il Regno Unito sulla scena mondiale, come potenza che si muove con la forza dell’esempio e in prima linea per la sicurezza e per gli aiuti internazionali”.  

DA BREXIT RINASCE LA TERRA DELLE OPPORTUNITA’
Odio e razzismo non fanno parte della più antica democrazia del mondo. Il Regno Unito è sempre stata, è e tronerà ad essere la terra delle opportunità. Tutti realizzare sogni sotto la bandiera britannica a patto che lavorino e che dimostrino talento. Il partito deve tornare a essere conservatore e proteso agli interessi esclusivi del Paese.

GREAT REPEAL BILL
Si ricorda che a metà del mese appena trascorso è passato senza intoppi il Great Repeal Bill alla Camera dei Comuni, che è la legge per cancellare l'European Communities Act del 1972. È necessario per revocare la potestà legislativa dell'Ue sul Regno Unito e ad assorbire le norme europee per poi decidere quali mantenere e quali no. Il gruppo conservatore, puntellato dalla destra unionista nordirlandese del Dup, ma anche da singoli deputati dell'opposizione, ha tenuto a dispetto di patemi, malumori, mugugni. Quindi il P45 allungato alla May già in imbarazzo per i diversi incidenti occorsi dopo la gaffe delle gaffe delle elezioni anticipate, “da parte di Boris” (così avrebbe dichiarato il comico che irrompe sul palco di Manchester), resta solo un divertente fuori programma.

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autore / Luca Lippi
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