Usa: il vero presidente Kushner incontra israeliani e messicani, Trump su twitter

05 aprile 2017 ore 10:40, intelligo
Il nuovo presidente degli Stati Uniti ha 36 anni, è ebreo ortodosso e non è mai comparso in un programma tv. Si chiama Jared Kushner, ed è il genero della star di reality che è riuscita a conquistare l'elettorato americano ma difficilmente sarebbe in grado di governarlo senza l'aiuto del marito della figlia Ivanka.

Il ruolo fondamentale giocato da Kushner ormai è innegabile e va analizzato: in questi giorni è volato a Baghdad - prima di Trump e prima pure del Segretario di stato Rex Tillerson – per seguire la nuova offensiva dell'esercito iracheno contro l'Isis, ha organizzato il delicatissimo incontro bilaterale che si terrà in Florida tra il suocero e il Presidente cinese Xi Jinping e ha persino incontrato il ministro degli Esteri messicano Luis Videgaray (e stavolta non solo Tillerson era assente, ma non era stato neanche informato del meeting). I due hanno discusso del celebre muro lungo il confine tra i due paesi e della revisione dell'accordo di libero scambio NAFTA che Trump vorrebbe rivedere a favore di Washington. Trovando un'intesa immediata, sono riusciti a convincere l'inquilino della Casa Bianca ad ammorbidire i toni nei confronti dei vicini e a capire che un Messico forte e stabile è interesse anche degli Stati Uniti.
Ma il compito più ambizioso è un altro: riaprire il tavolo delle trattative tra Israele e Palestina, in questi anni rimasto bloccato a causa dei pessimi rapporti umani prima ancora che professionali tra l'ex presidente Obama e il primo ministro Benjamin Netanyahu. La strategia di Kushner dovrebbe sfruttare l'attuale debolezza del Regno Unito, allontanato dalla Ue e alle prese con le nuove ambizioni indipendentiste di Irlanda del Nord e Scozia, per forzare Teresa May ad appoggiare i nuovi insediamenti israeliani nei territori occupati e rivoluzionare le condizioni di un accordo con i palestinesi tutto a favore di Israele. Una missione delicata e controversa che Trump non vuole – e probabilmente non saprebbe – affrontare in prima persona.

Vista un'agenda del genere ci si aspetterebbe di leggere nel curriculum di Jared un lungo elenco di studi ed esperienze nel mondo della diplomazia, o almeno uno stage al Palazzo di vetro dell'Onu che sta di fronte casa sua, ma l'esperienza del giovane nel campo è praticamente nulla: mediocre studente ad Harvard, dove riuscì a entrare grazie a una donazione a sei zeri pagata da papà, è entrato subito nell'azienda di famiglia – tanto per cambiare attiva nel settore immobiliare - dove tra l'altro non ha brillato. Dopo aver lavorato con grande successo alla campagna presidenziale del suocero, questi si è però convinto di avere in casa un genio della diplomazia e ha deciso di impiegarlo nei dossier più scottanti, soprattutto in quelli dove l'incendiario “stile Trump” rischierebbe di compromettere gli interessi degli Usa. Insomma, praticamente tutti.

#BenjaminNetanyahu #Kushner #Trump #Messico #Israele

di Massimo Spread
autore / intelligo
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