Pensioni, Ape sociale: novità e polemiche dopo la ‘Manovrina’

05 giugno 2017 ore 12:29, Luca Lippi
La Camera dei deputati ha approvato la manovra correttiva di bilancio, con qualche piccola novità per quanto riguarda le pensioni. L’art. 53, in particolare, definisce alcuni dei criteri validi per l’accesso all’Ape sociale nel caso dei lavoratori che svolgono mansioni definite come gravose o pesanti.

Ape sociale. Le novità dalla manovrina - L’art 53 del disegno di legge “Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo” recita: “La disposizione è diretta a chiarire che le attività lavorative incluse negli elenchi degli allegati C ed E della legge  n. 232 del 2016, per le finalità di cui rispettivamente ai commi 179, lettera d), e 199, lettera d), si considerano svolte per sei anni in via continuativa anche tenendo conto di interruzioni per un periodo comunque complessivamente non superiore a dodici mesi, a condizione che il periodo complessivo di interruzione corrisponda, in ogni caso, a un periodo di attività lavorativa di cui ai predetti allegati effettivamente svolto nel periodo immediatamente precedente l’intervallo considerato, vale a dire nel settimo anno precedente il momento di decorrenza dell’indennità di cui al comma 181 e il momento del pensionamento di cui al comma 199?.
Pensioni, Ape sociale: novità e polemiche dopo la ‘Manovrina’
Fp Cgil alza il tiro - La Fp Cgil vorrebbe l’inclusione degli assistenti sociali e delle figure professionali del ruolo tecnico e sanitario che lavorano su turni nel sistema sanitario pubblico, privato e accreditato nonché delle figure professionali che lavorano nel settore socio sanitario assistenziale addetti alla non autosufficienza, oltre che alla polizia locale nell’elenco dei beneficiari dell’Ape sociale. Il sindacato, inoltre, vorrebbe la stabilizzazione dello strumento per le pensioni anticipate con onere a carico della finanza pubblica.

Le polemiche – La maggior parte sono in merito ai ritardi nella pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei decreti attuativi per l'Ape Sociale e i precoci. A questo proposito le critiche hanno investito l'ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il quale, nel corso di un'intervista al quotidiano 'Il Sole 24 Ore', ha confermato il proprio sostegno all'attuale governo Gentiloni che “sta lavorando nel solco tracciato insieme”, anche per quanto riguarda la questione relativa alla riforma Pensioni. Se prima gli italiani non erano soddisfatti di quanto operato dal Governo Renzi, lo sono, però, ancora meno oggi dell'esecutivo Gentiloni, reo di prendersela ancora più comoda rispetto al suo predecessore.

La campagna elettorale – Sul piano politico, nuove dichiarazioni propagandistiche arrivano dal Movimento Cinque Stelle. Il vice presidente della Camera, onorevole Luigi Di Maio, ha ribadito l'obiettivo che intende proporsi il suo movimento nel caso in cui salisse al Governo. Cominciano le promesse e la più evidente la cancellazione della legge Fornero, della riforma Jobs Act e la Buona Scuola. Di Maio parla di opportunità unica per far saltar fuori un po' di vergogne di questo Paese e solamente chi queste vergogne non le ha votate può abolirle. Occorre, però, considerare che un conto è il dire, un altro è il fare: si fa presto a dire di voler eliminare la Legge Fornero per ottenere consensi elettorali, un po' più difficile sarà realizzare questo obiettivo.
 
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autore / Luca Lippi
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