Mentre il mondo si preoccupa delle Corea del Nord, l'Iran si riprende la Siria

05 maggio 2017 ore 10:30, intelligo
Mentre le armi di distrazione di massa di Kim Jong-Un terrorizzano l’opinione pubblica monopolizzando l’attenzione della diplomazia americana, l’Iran ne approfitta per sperimentare nella completa indifferenza dell’Occidente delle nuove armi che potrebbero rimettere in discussione l’equilibrio geopolitico del Medio Oriente e riaffermare il suo ruolo di protettore della Siria.
Mentre il mondo si preoccupa delle Corea del Nord, l'Iran si riprende la Siria
È notizia di ieri che Teheran sta testando un missile da crociera antinave nelle acque del Golfo Persico
, dove sono attive le navi statunitensi che supportano le operazioni militari in Siria. Poiché le imbarcazioni iraniane non hanno abbandonato le proprie acque territoriali Washington non ha reagito, ma il messaggio inviato è chiaro: l’Iran punta a far sentire il suo peso in un bacino di importanza strategica, dove l’Iraq ha il suo unico accesso al mare e dove si affollano i ricchi traffici tra gli Emirati e la Cina.
Se la dotazione di armi missilistiche può essere venduta con esigenze di difesa, il contemporaneo annuncio dell’invio di una delegazione militare in Siria toglie ogni dubbio circa le rinnovate ambizioni del regime. Nell’illustrare i motivi della spedizione il generale Mohammad Pakpour ha spiegato all’agenzia nazionale Fars che “l'Iran non può stare fermo e guardare i nemici della Siria tessere trame per distruggere un Paese che è all'avanguardia della resistenza al terrorismo". Il regime degli ayatollah gioca quindi su due fronti; quello militare con l’invio di addestratori altamente specializzati e di vere e proprie truppe d’assalto e quello diplomatico insieme a Turchia e Russia. I tre paesi hanno firmato oggi un accordo per creare una zona senza scontri a Idlib, la città siriana dove più duri sono stati gli scontri fra le truppe di Assad e le milizie antiregime, e in altre aree nel Nord del Paese. Discussioni e ratifica finale sono avvenuti senza coinvolgere alcun governo occidentale.
Garantiti dalla protezione di Putin da un lato e dagli affanni di Trump sul dossier nordcoreano dall’altro, gli iraniani sanno di avere di fronte a loro un periodo probabilmente breve durante il quale potranno inserirsi a pieno titolo nel processo di pace siriano: quando gli USA torneranno a voltarsi al Medio Oriente sarà troppo tardi per cacciarli dal tavolo delle trattative. E una volta cessato il conflitto la Siria difficilmente negherà ai fratelli iraniani quell’accesso diretto al Libano degli Hezbollah che farebbe di Teheran una potenza regionale e capo di un blocco che - comprendendo anche l’Iraq a maggioranza sciita - si estenderebbe senza soluzione di continuità dal Golfo Persico al Caspio e al Mediterraneo. La partita a Risiko di Trump comincia a farsi difficile.  

#iran #siria #coreadelnord

di Massimo Spread

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...