La previdenza in Italia, Mannucci (Ugl): "Perché il bilancio dell'Inps è in profondo rosso"

05 maggio 2017 ore 14:16, intelligo
Di Francesco Martire

Come sta la previdenza pubblica in Italia? Qual è' il suo effettivo stato di salute? E' ciò che molti si chiedono preoccupati per un futuro pensionistico che appare sempre di più a tinte fosche per i pensionati di oggi e quelli di domani. Intelligonews ha rivolto queste domande a Corrado Mannucci, segretario nazionale dei pensionati dell’UGL  e, per molti anni, componente dei consigli di indirizzo e vigilanza di INPS ed INPDAP.

La situazione pensionistica in Italia induce più all’ottimismo o al pessimismo ?

"Per  quanto riguarda i futuri trattamenti, consiglio a chi può, di pensare per tempo ad una forma di previdenza integrativa volontaria, poiché il futuro è tutt’altro che roseo".
La previdenza in Italia, Mannucci (Ugl): 'Perché il bilancio dell'Inps è in profondo rosso'

Le riforme degli ultimi decenni, a partire dagli anni 1992-95 con le progressive norme restrittive, da quella di Amato alla famigerata e discussa legge Fornero, come hanno inciso sulle pensioni ?

"In Italia, come tutti hanno compreso a loro spese, le riforme si fanno soltanto per tagliare le pensioni e ridimensionare i cosiddetti diritti acquisiti che si stanno riducendo sempre di più ad un vago ricordo per i pensionati normali, nonostante siano essi diritti conquistati a suon di contributi versati per anni".
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Da autorevoli studi, risulta che le attuali pensioni avrebbero perso 1/4, del potere d’acquisto rispetto agli anni  80. E' così?

"Ritengo la valutazione improntata ad un ottimismo fuori luogo. Per avere dati realistici consiglio di rivolgersi alle vere esperte del settore, le massaie che ogni mattina vanno al mercato tentando di fare la spesa".

Gli immigrati che lavorano regolarmente sono davvero determinanti per il pagamento delle pensioni agli italiani?

"Nel 2001 nel corso di un convegno da me organizzato, alla presenza dei big della previdenza ebbi a dichiarare, partendo da statistiche reali, che il loro apporto – dal punto di vista previdenziale - è irrilevante, poiché la maggior parte di loro lavora in nero".

E sul terreno dell’accesso alle provvidenze, alle prestazioni, ai benefit inerenti il welfare, gli stranieri come sono collocati?

"Mi basta citarle l’art.41 del testo unico sull’immigrazione, che prevede l’equiparazione degli stranieri (titolari della carta o permesso di soggiorno della durata inferiore ad un anno) ai cittadini italiani, per ciò che concerne la fruizione delle provvidenze e delle prestazioni anche economiche e di assistenza sociale, compreso l’assegno sociale". 

Un trattamento alla pari quindi ?
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"Magari! Approfondendo ogni aspetto della citata normativa non direi affatto! Mentre i versamenti previdenziali degli italiani che non raggiungono il minimo pensionistico (in generale 20 anni) non vengono restituiti agli interessati, per gli extra comunitari al contrario, la normativa prevede che –se lasciano l’Italia - possono richiedere ed ottenere il rimborso dei contributi versati sino a quel momento maggiorati di un  5x100 a titolo di interessi. A tal proposito ricordo che il ministro Tremonti dichiarò all’agenzia ANSA  che 'solo dei dementi possono dire che il problema delle pensioni si possa risolvere con l’immigrazione'".

Qual è quindi l’effettivo stato di salute del maggior ente erogatore, cioè l’INPS, e delle nostre pensioni? 

"Per rispondere in modo esaustivo alla domanda è necessario partire da lontano per spiegare cosa è accaduto e accade all’istituto creato nel 1935 per assicurare una pensione a chi avesse lavorato una vita mediante trattenute in busta paga obbligatorie e/o versamenti dei datori di lavoro. L’INPS con il passare degli anni si è trasformato, vedendosi assegnare altre funzioni definite  di assistenza. In questa trasformazione va ricercata la causa della confusione che consente ai governi  di affermare che non sarebbe possibile aumentare gli importi delle pensioni costringendo i pensionati, più che a vivere, a sopravvivere. A questo punto, è bene chiarire che il bilancio dell’INPS  è la sommatoria di due bilanci: quello della previdenza e quello della pubblica assistenza che per legge è a carico dello stato e che l’Istituto gestisce in cambio di rimborsi tutt’altro che puntuali  e che quindi creano problemi di quadratura del bilancio".
 
Sta dicendo che non è la previdenza pubblica la responsabile del bilancio in rosso dell'INPS?

"No, ed è perlomeno azzardato affermarlo. Ma c’è di peggio! Vi sono da sempre rilevanti voci di spese che pur essendo chiaramente di carattere assistenziale sono state caricate sul bilancio della previdenza; ne cito una per tutte : 'L’integrazione al minimo' che altro non è che pura assistenza che lo Stato, sul piano umano giustamente, elargisce  a chi riceve assegni ritenuti inadeguati".

Come valuta il conflitto generazionale tra gli attuali pensionati e i giovani che aspirerebbero a diventarlo in futuro ma vedono la strada dura a causa dei tagli e dei limiti d’età?

"A mio parere tale conflitto è stato creato ad arte per coprire l’incapacità dei governanti di assicurare un posto di lavoro alle nuove generazioni. I più fortunati cominciano a lavorare verso i 35-40 anni . L’equazione è semplice: più tardi si entra nel mondo del lavoro meno contributi si versano". 

Come uscirne?

"Come UGL pensionati abbiamo lanciato l’idea di iniziare i versamenti di contributi volontari sin dalle scuole elementari per poi ricongiungerli ai contributi acquisiti in ambito lavorativo. Credo sia interessante poi far sapere ai lettori che, già nel 1999, la spesa per voci assistenziali travestite da spese previdenziali era stata da noi accertata in sede CIV INPS in ben 7.170 miliardi di lire annui e che tale anomalia si protraeva da almeno 9 anni; faccia lei i conti".  

Ci sarà concesso prima o poi di conoscere con esattezza il reale dato contabile dell’INPS? 

"Rispondo affermando che il vero bilancio potremo conoscerlo soltanto dopo una seria riclassificazione di tutte le uscite attribuite alla previdenza , con l’individuazione di quelle assistenziali e la loro conseguente collocazione in altro bilancio apposito. Quando ciò avverrà, le sorprese saranno clamorose".





 






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