Piano segreto Brexit chiude a migranti. Per Becchi è "miccia alla UE"

06 settembre 2017 ore 11:52, Americo Mascarucci
Il Governo britannico è pronto a mettere sul tavolo dei negoziati della Brexit un piano specifico per porre fine alla libertà di movimento degli immigranti dai Paesi Ue in cerca di lavoro, a meno che non siano particolarmente qualificati.  Il piano prevede che la libera circolazione dei lavoratori cessi con l’uscita del Paese dalla Ue, che venga scoraggiato l’ingresso di lavoratori non qualificati con permessi di residenza della durata massima di due anni e che sia introdotto l’obbligo del passaporto alla frontiera. Il documento, intitolato Border, Immigrazion and Citizenship System After the IK Leaves the European Union, vuole dare priorità ai britannici nell’accesso ai posti di lavoro. Per i lavoratori Ue qualificati sono proposti invece permessi di residenza più lunghi, da 3 fino a 5 anni. Restrizioni anche sui ricongiungimenti familiari.
Piano segreto Brexit chiude a migranti. Per Becchi è 'miccia alla UE'

LA MOSSA DI TRUMP
Intanto negli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la revoca del programma voluto da Obama a protezione di 800mila minori entrati illegalmente negli Stati Uniti i cosiddetti i 'Dreamers'. ll Daca program era stato creato dall'amministrazione Obama nel 2012 per proteggere dalle espulsioni i giovani immigranti entrati illegalmente in Usa che potevano dimostrare di essere arrivati prima del loro 16esimo compleanno e di aver soggiornato negli Stati Uniti per diversi anni senza aver commesso crimini. Trump in campagna elettorale aveva definito il provvedimento un'amnistia illegale impegnandosi a revocarla in caso di vittoria. 
Tutto ciò mentre la Corte di Giustizia dell'Unione Europea respinge i ricorsi di Slovacchia e Ungheria contro i ricollocamenti dei migranti da Italia e Grecia. Sovranità nazionali riconquistate da un lato (nel caso di Gran Bretagna e Usa) e sovranità commissariate nel caso invece dei paesi Ue? Ne è convinto il filosofo Paolo Becchi che ad Intelligonews evidenzia come il sovranismo non sia affatto morto con la sconfitta di Marine Le Pen in Francia.

L'ANALISI DI BECCHI
"Quando un paese ha le mani libere e recuperato la propria sovranità - spiega Becchi - ha anche la possibilità di gestire i flussi migratori sulla base delle proprie necessità e convenienze, come nel suo piccolo fa anche la Svizzera. E' del tutto evidente che non essendo stata l'Unione Europea in grado di gestire i flussi migratori in modo equo, ogni paese dovrebbe essere lasciato libero di gestirli come meglio crede. Siamo passati in Europa dalla crisi dell'euro mai risolta ad una nuova crisi, quella delle migrazioni, che ha aggravato la crisi finanziaria già in atto. E anche questa non è stata risolta. Noi che siamo dentro l'euro e in più abbiamo il problema dei migranti, dobbiamo purtroppo sottostare ai diktat della Ue".
Per Becchi dunque è il sovranismo la chiave di volta come dimostrano le esperienze di Trump e della Brexit: "Il sovranismo non è affatto morto, chi lo sostiene dice una sciocchezza. Recuperare la piena sovranità è l'unica strada che ogni paese ha per risolvere i propri problemi finanziari e la crisi migratoria".
Il filosofo poi guarda all'Italia: "Il prossimo anno con le elezioni politiche alle porte la situazione non potrà che peggiorare. Con le leggi elettorali vigenti, che a questo punto ritengo molto difficile riuscire a cambiare, non ci saranno le condizioni per costruire una maggioranza parlamentare a sostegno di un governo in entrambi i rami del Parlamento. Avremo l'ingovernabilità e questo ci esporrà ancora di più al potere della Troika che sceglierà un nuovo Mario Monti e governerà il Paese seguendo i diktat di Bruxelles".  

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