La prima in classifica delle 4 università italiane tra le prime 200 al mondo

08 giugno 2017 ore 15:29, Luca Lippi
Il QS World University Rankings è una classifica mondiale di università pubblicata ogni anno da Quacquarelli Symonds (QS). È una delle più note classifiche universitarie al mondo con la Academic Ranking of World Universities e al Times Higher Education World University Rankings. In questa speciale classifica per la prima volta quattro università italiane sono nella top 200. Un risultato storico. 

In generale, i quattro atenei italiani tra le migliori 200 università al mondo sono il Politecnico di Milano, l’università di Bologna, la Scuola Superiore Sant’Anna Pisa e la Scuola Normale Superiore. Le posizioni occupate, rispettivamente, sono il 170/o posto (+ 13 posizioni), il 188esimo (+ 20 posizioni), e l’ex aqueo al 192 posto per le ultime due. 
Il Politecnico di Milano è la settima università al mondo per il Design. Gli atenei italiani, da Roma a Bologna, difendono la loro eccellenza in varie discipline. 

Nella classificazione sono anche prese in esame 46 discipline insegnate nelle università di 60 Paesi. Milano, Roma e Bologna spiccano come poli italiani d'eccellenza per l'insegnamento universitario.
A valutare i migliori atenei al mondo è stata la Quacquarelli Symonds, che ha pubblicato gli esiti delle sue valutazioni mercoledì mattina sul sito TopUniversities.com. 
Ben Sowter, Capo del Dipartimento Ricerca di QS. Ha dichiarato: I risultati dell’analisi di quest’anno indicano che il sistema universitario italiano resta forte in un’ampia varietà di discipline. Le Università italiane appaiono nella Top-50 in totale in 15 discipline, raggiungendo ottimi risultati in materie molto differenti come finanza e archeologia, fisica e arti dello Spettacolo”.
La prima in classifica delle 4 università italiane tra le prime 200 al mondo
Pubblicato anche il QS World University Rankings by Faculty che valuta la performance degli Atenei in cinque macro aree di studio: Arte e Materie Umanistiche, Ingegneria e Tecnologia, Biologia e Medicina, Scienze Naturali, e Scienze Sociali e del Management. In quest’ultima categoria il miglior piazzamento italiano: l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano è infatti salita di cinque posti, posizionandosi 17esima.

Al primo posto si è confermata l’Università di Cambridge, in Gran Bretagna: 36 presenze nelle 46 discipline considerate. Ma anche le altre britanniche, da Oxford alla London School of Economics, vantano un numero elevato di presenze tra le migliore dieci in ogni classifica.

Per la ricerca la Scuola Normale Superiore è al 18esimo posto e la Scuola Superiore Sant’Anna al 27esimo. Secondo l’opinione di ben 75mila accademici di tutto il mondo Bologna è al 77/0 posto. Per i datori di lavoro, invece, la Bocconi è saldamente posizionata al 30 posto mentre il Politecnico di Milano al 53esimo. Molte luci e qualche ombra, quindi, per le università italiane. Un segno questo che basterà qualche sforzo per farle brillare di luce propria nei prossimi anni.

Così Valeria Fedeli, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha commentato i risultato:L’Italia deve essere orgogliosa per questo risultato. Il nostro è un sistema accademico con molte eccellenze e realtà storiche prestigiose, è una risorsa fondamentale. Un volano di crescita per il Paese. Per questo dobbiamo valorizzarlo e sostenerlo, proseguendo il percorso avviato con l’ultima Legge di Bilancio. Legge che ha incrementato il Fondo di finanziamento ordinario degli atenei, riportandolo a 7 miliardi”. Soldi che hanno aumentato le risorse per il diritto allo studio e stanziato fondi per i migliori dipartimenti che potranno essere utilizzati per l’assunzione di docenti, ricercatrici e ricercatori. Prosegue il ministro Fedeli: “Il rafforzamento del sistema accademico è un rafforzamento del sistema-Paese. Oggi ci complimentiamo con gli atenei inseriti nel ranking, ma lavoriamo per l’eccellenza complessiva delle nostre università”.

In una nota congiunta il direttore della Scuola Normale Superiore, Vincenzo Barone, ed il rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, Pierdomenico Perata hanno dichiarato:Il successo conferma anche il valore del sistema  universitario e della ricerca italiano che, pur non essendo finanziato come in altri paesi europei, dimostra di saper essere largamente competitivo. I risultati del QS rappresentano poi un’ulteriore sfida. I nostri ‘fondamentali’, soprattutto la qualità della ricerca, sono solidissimi. Abbiamo potenzialità per consolidare risultati che appaiono già ottimi, tenuto conto anche del nostro dimensionamento e della particolare ‘missione’ che ci viene assegnata. Ovvero riconoscere il talento dei nostri allievi, valorizzare il merito, fare ricerca e trasferimento tecnologico ai più alti livelli. La federazione Normale, Sant’Anna, Iuss ci permetterà di aumentare la competitività grazie anche a progetti di ricerca comuni e di aumentare il nostro dimensionamento. Dimensionamento che è ancora non adeguato per competere sullo scenario globale, nonostante le continue affermazioni, certificate dai principali ranking internazionali che danno risultati univoci, al di la delle differenti metodologie utilizzate”.

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autore / Luca Lippi
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