Macron Presidente, Perucchietti: "E' un misto fra Renzi e Monti, con la visione di Huxley"

08 maggio 2017 ore 15:22, Stefano Ursi
Emmanuel Macron è il nuovo presidente della Repubblica Francese. 39 anni, il più giovane di sempre all'Eliseo, Macron ha battuto la sfidante del Front National Marine Le Pen, battendola con il 66% dei voti. Le reazioni a livello internazionale si rincorrono e ogni analista e osservatore ha avuto modo di delinare i tratti del nuovo presidente. Molte le domande sulla sua persona, sui suoi programmi e sul futuro che attende la Francia. Alcuni di questi interrogativi, IntelligoNews li ha posti alla giornalista Enrica Perucchietti, che non è per nulla sorpresa del risultato: ''Non mi aspettavo diversamente. Ha vinto il figlio della finanza, il cavallo di Troia di poteri mondialisti, europeisti, un finto rottamatore diventato milionario facendo il banchiere per i Rotschild. Ha vinto la finanza''.

Macron Presidente, Perucchietti: 'E' un misto fra Renzi e Monti, con la visione di Huxley'
Enrica Perucchietti
Macron ha vinto. Se lo aspettava? Come ha visto questo ballottaggio?

''Sicuramente un risultato scontato, non mi aspettavo diversamente. Ha vinto il figlio della finanza, il cavallo di Troia di poteri mondialisti, europeisti, un finto rottamatore diventato milionario facendo il banchiere per i Rotschild. Ha vinto il Renzi francese, ha vinto la finanza''.

Qualcuno dice che la scelta del Louvre, vista la forma piramidale, possa essere anche un messaggio alla massoneria. Secondo lei?

''Devo dire che quando ho visto ieri sera il discorso, con le immagini di lui in piedi esattamente al centro della piramide, l'ho pensato. Ma, comunque sia, veniva assolutamente normale pensare ad un riferimento massonico, per tutta una serie di scelte che ha fatto. Come la scelta dell'inno alla gioia come musica per la sua marcia, e, appunto del Louvre''.

Il prof. Cacciari parlando con noi (LEGGI) ha detto che Le Pen ha perso perché è stata 'troppo nazionalista e poco populista'. E' d'accordo?

''Secondo me Le Pen ha perso perché aveva tutti contro, e difficilmente avrebbe potuto vincere anche con la stampa, non solo francese ma anche globale, che ha fatto una campagna molto aggressiva contro di lei. E con una campagna mediatica, come nei precedenti di Obama e Renzi, che ha investito sul pupillo della finanza facendolo diventare il 'fenomeno Macron' in pochissimo tempo: addirittura fino a qualche mese fa fuori dai confini francesi nessuno sapeva chi fosse Macron''.

In Italia qualcuno dice che Macron è un po' un misto fra Renzi e Monti. È così?

''Sono d'accordo. Ma è anche di più; secondo me cosa possa essere Macron lo si capisce dal suo padre spirituale che è, come lui stesso ha raccontato, l'economista e banchiere francese Attali. Che non è stato solo lo storico consigliere di Mitterand ma anche un personaggio visionario, che ha rivendicato la paternità spirituale di Macron, che lo ha presentato a Hollande, lo ha portato nel 2014 alla riunione del Bilderberg accompagnandolo nei grandi salotti europei e mondialisti. E va ancora oltre secondo me l'immagine che di Macron possiamo avere: perché Attali ha una visione assolutamente distopica del futuro e nelle sue opere tratteggia un domani da qui fino al 2070 con le nuove generazioni nasceranno all'interno di uteri artificiali, in cui non ci sarà più la monogamia, in cui ci sarà l'eutanasia per quando gli anziani non saranno più utili alla società e così via. Esattamente una visione del futuro come quella di Aldous Huxley nel 1932 in Mondo Nuovo. Se fossi un francese mi preoccuperei che i burattini della finanza cosmopolita abbiano alle spalle personaggi che sognano un mondo distopico, fatto di clonazione, uteri artificiali e poligamia. E dove qualsiasi identità nazionale viene distrutta. Questo mi spaventa di più del fatto che Macron possa ricalcare le orme di un finto rottamatore o di un tecnico''.

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autore / Stefano Ursi
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