La password della settimana è 10 febbraio e il significato della parola 'Foibe'

09 febbraio 2017 ore 16:22, Paolo Pivetti
Foiba è un termine del dialetto friulano e viene dal latino fòvea, fossa. Dunque questa terribile parola, evocatrice di un recente martirio di tanta nostra gente, ci viene da molto lontano, dall’antica lingua di Roma. Ma cos’è una foiba? Sfogliamo un dizionario. È “una varietà di dolina con profondo inghiottitoio”.
Per capire meglio dobbiamo risalire alla parola dolina. Ecco la pronta risposta. È “una cavità circolare o ellittica, comune nelle regioni carsiche, variamente profonda, formatasi per carsismo, cioè per l’erosione a opera di acque superficiali o per frane dovute ad acque sotterranee. Dallo sloveno dolina, derivato da dol, dola, valle”. Ma la definizione parlava anche di inghiottitoio. E anche di questo c’interessa sapere qualcosa di più. È “un pozzo, una buca naturale dove vanno a scaricarsi le acque che scorrono in superficie, per continuare poi il loro corso sottoterra”. Finalmente il panorama, l’oscuro panorama delle foibe, ci sembra abbastanza chiaro nella sua tenebrosa realtà. Ma anche tutte queste dettagliate informazioni geologiche non ci bastano: serve collocare storicamente le foibe. E il buon dizionario lo fa: “In Istria, al termine della seconda Guerra Mondiale, luogo di vari eccidi a opera dei titini, che qui precipitavano i prigionieri italiani, dopo l’esecuzione o ancora vivi”.
La password della settimana è 10 febbraio e il significato della parola 'Foibe'
Scientifica chiarezza, che nella lingua necessariamente fredda del dizionario, rende ancor più plastico l’orrore. Resta ancora una domanda: chi sono questi titini? E sempre il buon dizionario ci viene in aiuto con la sua risposta. “Titini: appellativo attribuito, alla fine della seconda Guerra Mondiale, ai militari e partigiani iugoslavi che occuparono l’Istria e parte della Venezia Giulia. Dal nome Tito, pseudonimo del maresciallo iugoslavo Josip Broz.” Oh, finalmente il quadro, anzi l’affresco dell’orrore è completo. In realtà una precisazione il buon dizionario l’ha dimenticata: questi valorosi soldati e partigiani jugoslavi, con il loro maresciallo Tito e con i loro fiancheggiatori italiani, erano comunisti.
Il 10 di febbraio di ogni anno, dunque anche di quest’anno, si celebra in Italia il Giorno della Memoria proprio per ricordare il martirio di tanti italiani nelle foibe disseminate lungo il confine orientale. Anche quest’anno una celebrazione, silenziosa e solenne si tiene alla foiba di Basovizza, l’unica rimasta in territorio italiano dopo le mutilazioni inflitteci dagli amici Alleati al termine della seonda Guerra Mondiale. 
I sopravvissuti e i loro figli e discendenti, con tutto il popolo che non vuol dimenticare, saranno presenti. Non sarà presente Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, prima carica dello Stato. Non sarà presente Pietro Grasso, presidente del Senato, seconda carica dello Stato. Diciamolo: non sarà presente lo Stato.

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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