Mps, via la privacy per Patuelli? E ora il garante Soro risponde all'Abi

09 gennaio 2017 ore 13:28, Luca Lippi
Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, in una intervista rilasciata al Mattino ha dichiarato:Io chiedo a titolo personale che vengano resi noti i primi cento debitori insolventi delle banche che sono state salvate. E per farlo, penso al varo di una norma di legge sia per le banche risolute sia per quelle preventivamente salvate dallo Stato”. 
Al presidente dell’Abi ha fatto eco il sottosegretario al ministero dell’Economia, Pier Paolo Baretta: “Il fatto che sia il presidente dell'Associazione tra le banche italiane ad avanzare l' idea di rendere pubblici i nomi dei primi cento debitori colpevoli del fallimento delle loro banche o di avere costretto lo Stato e i risparmiatori a intervenire per salvarle dalla risoluzione è sicuramente un bel segnale di moralizzazione che va raccolto e approfondito. Nel settore bancario molta gente, molte famiglie hanno pagato prezzi rilevantissimi in questi anni. Mi pare eticamente giusto proporre che siano noti i nomi di chi ha contribuito a creare questa situazione. La proposta non è di facile realizzazione perché un intervento legislativo agirebbe direttamente su una situazione di mercato e la cosa potrebbe creare più di un dubbio. Il tema posto da Patuelli, però, merita di essere affrontato anche perché non c’è solo l'elenco degli investitori da rendere eventualmente pubblico ma anche quello degli amministratori che hanno delle responsabilità per avere condotto le loro banche in questi anni e averle gestite spesso in modo tale da danneggiare i risparmiatori. In questa fase serve prudenza. Si parla del decreto salvabanche come possibile opportunità per mettere nero su bianco. Il decreto inizierà il suo iter in questi giorni e avrà i suoi tempi per essere approvato. Non c'è al momento alcuna decisione sui nomi dei debitori colpevoli. La discussione del resto sarà fatta in Parlamento dove c’è già la proposta di istituire una commissione d' indagine sullo stesso argomento che noi pensiamo possa essere decisiva per accrescere la trasparenza e la chiarezza sull’operato delle banche. Vorrei ricordare che parliamo di commissione d' indagine e non di inchiesta per non invadere il compito della magistratura cui sono appunto delegate le inchieste sul fallimento degli istituti di credito”.

Mps, via la privacy per Patuelli? E ora il garante Soro risponde all'Abi

Patuelli, inoltre, ha proseguito toccando un tema importantissimo: “Bisognerebbe fare un’eccezione alle attuali regole della privacy proprio alla luce del fatto che si tratta di banche nelle quali sul piano della risoluzione o del salvataggio preventivo è intervenuto lo Stato o le altre banche e i risparmiatori. Una norma come quella proposta farebbe più chiarezza e contribuirebbe anche a evidenziare più facilmente i casi di violazione di una norma che si chiama mendacio bancario, attualmente vigente, e che si verifica quando qualcuno prende in prestito dei quattrini raccontando cose false alla banca a cui li chiede in prestito. La legittimità di questa semplice norma, che può essere anche un emendamento, deriva eticamente dal fatto che se lo Stato decide di fare un intervento preventivo, vi può essere un’eccezione alla regola della privacy. Lo stesso avrebbe valore nel caso in cui, come avvenuto con il provvedimento del 22 novembre 2015, lo Stato ha deliberato di procedere con la risoluzione per le quattro banche in crisi. In quel caso ha costretto i risparmiatori da un lato e tutte le altre banche italiane dall'altro a sacrifici. Per me è eticamente giusto che si vedano quali sono stati almeno i principali debitori insolventi”.
Ma chi sono i debitori insolventi del Monte dei Paschi di Siena? 
Il 69,7% dei crediti in sofferenza riguarda pratiche con importi compresi tra uno e tre milioni, che rappresentano il 24,3% delle sofferenze per un valore di quasi 2,5 miliardi, mentre quelle superiori ai tre milioni sono il 32,4%, per un valore di oltre 3 miliardi.
Complice la crisi economica, hanno accumulato un’esposizione di 1,6 miliardi che le banche hanno dovuto ristrutturare aggiungendo altri 500 milioni. 
In Commissione Finanze al Senato Massimo Fedriga della Lega Nord ha annunciato che presenterà un emendamento per rendere pubblici i nomi dei debitori insolventi di Mps e delle quattro banche. Dichiara Fedriga: “È un’idea che abbiamo sempre sostenuto, perché è giusto che siano noti i nomi di chi ha sottratto soldi ai risparmiatori. Siamo convinti della nostra tesi e la porteremo avanti: abbiamo ascoltato con piacere le dichiarazioni del presidente dell’Abi che avvalora la nostra posizione”.
Prosegue il presidente del Carroccio alla Camera Massimiliano Fedriga: “Alla riapertura delle Camere presenteremo una proposta di legge…al contrario degli ultimi governi che l'hanno sempre rifiutata e criticata. Magari ora cambieranno idea così come accaduto sull'immigrazione”.
In questo modo forse si riuscirebbe anche ad anticipare in parte i risultati di una eventuale Commissione parlamentare d’inchiesta su Mps. Sempre domani, e sempre in Senato, è atteso il voto sulla richiesta di istituire la Commissione sul dissesto dell’istituto.
In conclusione, Patuelli ha fatto riferimento al ‘Mendacio bancario’ che è una norma del 1993, quindi le regole ci sono, sarebbe altresì giusto fare conoscere chi procura il dissesto e la mancata restituzione di un debito, in particolare quando oltre causare nocumento al creditore, costringe la collettività a farsi carico del problema. Sarebbe corretto nei confronti di chi deve farsi carico del problema, che il debitore, e anche chi lo ha agevolato, sia responsabilmente indicato a chi deve porre rimedio. Ricordiamo, non sono errori ‘comuni’ ma una vera e propria violazione delle competenze e dei ruoli. Il debitore che non riconosce i suoi limiti è altrettanto responsabile nei confronti della comunità in cui opera.
E alla fine è arrivata la risposta del garante della privacy, Antonello Soro, in una dichiarazione alla stampa: "In relazione alle dichiarazioni del Presidente dell'Abi, che auspica la pubblicazione dei nomi dei ''debitori colpevoli'', va anzitutto precisato che la maggior parte di essi, in quanto presumibilmente persone giuridiche, non gode più dal 2011 di alcuna tutela, almeno sotto il profilo privacy".

autore / Luca Lippi
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