Legge elettorale, effetto Macron. Lega e M5S col cerino in mano

09 maggio 2017 ore 13:31, Americo Mascarucci
L’Italia si è risvegliata "macroniana"? Da Matteo Renzi a Silvio Berlusconi è stato un susseguirsi di dichiarazioni in favore del nuovo presidente francese che è diventato improvvisamente l' idolo dei moderati. E così se da un lato Renzi ha avuto buon gioco a rivendicare l’originalità del suo progetto politico, quello di un partito di centrosinistra con poca sinistra e molto centro, Berlusconi sull'altro fronte, ha invece colto l’occasione per intimare a Matteo Salvini di rimettersi in riga abbandonando le posizioni estremiste alla Le Pen. E adesso sulla legge elettorale sono riprese le prove di dialogo con il Ministro Dario Franceschini che ha aperto a Forza Italia con la benedizione di Mattarella. La vittoria di Macron ha fatto invece rimanere col cerino in mano le due principali forze politiche dell’anti-europeismo italiano, la Lega appunto e il Movimento 5 Stelle.

LA LEGA - Il Carroccio nelle ultime ore ha visto scemare il vento a favore che tirava in Europa e nel mondo, iniziato
Legge elettorale, effetto Macron. Lega e M5S col cerino in mano
con il risultato della Brexit e con la vittoria di Donald Trump negli Usa. Il successo di Marine Le Pen avrebbe contribuito a chiudere il cerchio legittimando definitivamente l’egemonia della Lega sul centrodestra e la leadership di Salvini. Sarebbe bastato forse che Marine fosse arrivata in testa al primo turno, cosa che invece non è avvenuta. Così già da settimane Berlusconi ha messo il cappello sulla sconfitta della Le Pen e sulla necessità di non appaltare a Salvini la leadership del centrodestra. E nelle ultime ore sembra anche in crisi l’asse Salvini-Meloni. Un comunicato di Fabio Rampelli molto critico nei confronti della leader del Front-National, è stato interpretato da tutti come un segnale in direzione di Arcore. Che Berlusconi stia tentando da tempo di riavvicinare la Meloni allontanandola da Salvini è  risaputo, ma la leader dei Fratelli d'Italia fino ad oggi è sembrata mantenere una sorta di posizione intermedia, privilegiando il rapporto con il leader del Carroccio. Il fatto che oggi però ci si affretti a prendere le distanze dalla Le Pen potrebbe proprio rappresentare il primo passo per un riavvicinamento definitivo a Berlusconi, un'operazione volta a mettere in minoranza il leader leghista e a riconsegnare al berlusconismo la leadership della coalizione.  Adesso Salvini sulla nuova legge elettorale dovrà cercare di evitare gli inciuci fra Renzi e Berlusconi.

I GRILLINI - Beppe Grillo e company non hanno sponsorizzato apertamente la Le Pen ma è chiaro che la vittoria della leader dell'estrema destra francese gli avrebbe fatto gioco. Invece il successo di Macron sembra favorire il ritorno alle larghe intese, ai Patti del Nazareno sulla nuova legge elettorale. Luigi Di Maio considerato da più parti il premier in pectore del M5S ha bruciato i tempi e dalla netta chiusura ad ogni ipotesi di collaborazione, ora apre in direzione del Pd ad una legge elettorale condivisa. "In questo momento vogliamo scrivere le regole del gioco insieme al partito di maggioranza, il Pd, e lo vogliamo fare per due ragioni - spiega Di Maio in una intervista a Rtl - C'è stato l'appello di Mattarella che chiede di fare una legge elettorale in modo che ci sia chiarezza sul risultato dopo le prossime elezioni, e poi il paese è in grave crisi e non possiamo permetterci nuove elezioni politiche in cui ancora una volta si partorisce un risultato incerto che porta ad eventuali inciuci ed eventuali grandi ammucchiate, per questo abbiamo fatto una proposta a Renzi e al Pd". E da quando in qua i 5Stelle prendono come "oro colato" le dichiarazioni del Capo dello Stato? Appare evidente il tentativo di entrare nella partita, sparigliando le carte nel tentativo di scongiurare un asse Renzi-Berlusconi incentrato proprio sulla comune volontà di ridurre al minimo le possibilità di successo dei pentastellati. Anche i grillini senza dubbio sono rimasti col cerino in mano e ora tutto sta nel non bruciarsi le dita. 

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