Che fine hanno fatto i Camaleonti?

09 marzo 2017 ore 11:32, intelligo
Quello è l’anno in cui negli States Kennedy si decide per il blocco navale all’isola di Cuba, e Betty Friedan risveglia il movimento femminista con il libro “La mistica della femminilità”. E’ anche l’anno in cui nasce Spider-Man, e in Francia 6 persone vengono condannate a morte per un fallito attentato a Charles De Gaulle.  In 5 verranno graziati, ma uno subirà la condanna. Intanto, in Siria prenderà il potere il partito Ba’th –  lo stesso che governa ancora. A Hollywood Lawrence d’Arabia vince sette oscar mentre in Italia Giovanni XXIII pubblica l’enciclica Pacem in Terris.  
In Inghilterra viene assaltato il treno postale Glasgow-Londra, e 15 rapinatori rubano 2.6 milioni di sterline.  A Washington, Martin Luther King pronuncia il famoso discorso “I have a dream”.  Davanti alle coste islandesi,  una violenta eruzione vulcanica forma la nuova isola Surtsey. Poi, il 22 di novembre, a Dallas una serie di colpi d’arma da fuoco colpisce e uccide il Presidente John Fitzgerald Kennedy. Il presunto assassino, Lee Harvey Oswald  viene freddato il giorno dopo nei sotterranei delle polizia da Jack Ruby, un piccolo malavitoso che la polizia uccide sul posto: è il 1963…
Gli anni ’60 in Italia, così come in tutto l’occidente, significano musica rock e la nascita delle band, che allora si chiamavano più comunemente “complessi”.  Alla base di uno di essi destinato a diventare famoso ci sono i "Beatnicks", complesso formato nel 1962 da Livio Macchia e Marco Reggè, due ragazzi vicini di casa, che frequentano la stessa scuola e che trascorrono il tempo libero suonando le loro chitarre. Così, nel 1963, danno vita a una formazione di 4 elementi, Macchia e Reggè più Riky Maiocchi e Marco Minghinelli. Ma questa formazione ha vita breve, escono Minghinelli e Reggè e al loro posto arrivano Mario Perego e Roberto Cartago oltre a Giorgio Manzoli, e più in là il fratello di quest’ultimo, Gerry.  In questa formazione i Beatnicks vanno avanti proponendo un repertorio di matrice anglosassone, ispirandosi ai Champs e agli Shadows. Poi arriva la grande scissione: in un primo momento, il quartetto Macchia, Manzoli, Perego e Cartago, con l'aggiunta del chitarrista Giovanni Borettini, si trasforma nel gruppo de "I Demoniaci", che ha come cantante solista il ventunenne Nino Teocoli, ribattezzano da tutti Teo Teocoli. I ragazzi però non sembrano trovare pace, e presto danno vita a un nuovo gruppo, "I Marines", costituito dai componenti de "I Demoniaci", più Riky Maiocchi e un nuovo elemento, Cesare Poggi. Così, tra defezioni e nuove entrare si arriva finalmente a I Camaleonti, nella loro formazione iniziale cinque ragazzi, (Livio Macchia, voce e basso, Antonio Cripezzi, voce e organo, Riki Maiocchi, voce e chitarra, Paolo de Ceglie, batteria,  Gerry Manzoli, basso), ben assortiti con le voci e con un’ottima musicalità e, soprattutto con la tenacia e al determinazione di chi vuole sfondare al punto di fare un prestito pur di poter acquistare strumenti e amplificatori all’altezza del loro lavoro. Poi iniziano una dura gavetta nei locali e nelle balere del milanese. Per fortuna, piacciono molto. Le scritture si susseguono a pieno regime, tanto che Livio, Jerry, Tonino, Paolo e Riky ricevono ingaggi in altri famosi locali della Lombardia: principalmente al "Parco delle Rose", all'"Arethusa", alla "Taverna Messicana" e al famoso "Derby".  Dopo due anni di impegno e di lavoro, al “Santa Teda” li nota Miki Del Prete, paroliere di Adriano Celentano che si diletta anche come produttore e che propone al complesso un contratto con l’etichetta discografica Kansas, una delle tante che gravitano intorno al famoso Clan di Celentano, fondato da Domenico Serengay e dallo stesso Miki Del Prete.  I ragazzi accettano, e Miki del Prete ha visto giusto perché quasi subito la band comincia a scalare le classifiche. Il primo  45, Chiedi/Sha la la la, è del 1966 e vende 40,000, non un numero mostruoso per l’epoca, ma già un’ottima performance. Nello stesso periodo, poi, lascia il gruppo Riki Maiocchi per tentare la carriera di solita, e gli subentra Mario Lavezzi, che non è una voce solita, ma un musicista che canta solo in coro con gli altri.  Al primo disco segue   Portami tante rose, pubblicato l'11 febbraio del 1967, remake di una canzone di Bixio – Galdieri dell’epoca fascista, che  bissa il successo del primo disco. 
Anno d’oro della band è il 1968, L’ora dell’amore, versione italiana di Homburg dei Procol Harum, ha un incredibile successo e raggiunge la vetta delle classifiche. Nei primi locali, e nelle “cantine” usate come ritrovi a basso costo in quel periodo storico, è il disco più ballato e quello che fa nascere migliaia di nuovi amori.  10 settimane primo in classifica e 1.600.000 copie vendute la dicono lunga su quanto sia stato amato questo disco.  Diranno I Camaleonti di questo successo che, da un certo punto di vista, li prende quasi alla sprovvista: “Può sembrare un paradosso, ma, ancora oggi come ha scritto un critico de Il Corriere della Sera,  sono in molti a pensare che siano stati i Procol Harum ad aver preso in prestito una canzone dei Camaleonti e non viceversa”. Nello stesso anno, poi, prendono parte a Playboy, un film diretto da Enzo Battaglia, che annovera, tra i protagonisti, Caterina Caselli, Sergio Leonardi, Gaspare Zola, Bruno Lauzi e I Rolls 33. 

Dopo questa esperienza, ecco altre canzoni: Io per lei, nono in classifica, traduzione di "To give thè reason I love" di Frankie Vallie, quarto posto al Cantagiro di quell’anno, la cui registrazione viene realizzata con la maggior parte dei violinisti dell'orchestra della Scala di Milano e Applausi, quest’ultimo di nuovo in testa alla hit parade per tre settimane, più dodici settimane in classifica e 900.000 copie vendute. Di lì a poco il gruppo incide Mamma Mia  di Mogol e Battisti, Viso d’angelo di Pace e Panzeri e Eternità che il gruppo presenta al Festival di Sanremo in coppia con Ornella Vanoni, pezzo che resterà in classifica per 13 settimane e raggiungerà il secondo posto per 2 settimane. Poi, alla fine del 1968, ecco un importante cambiamento di formazione, conseguente alla partenza per il servizio militare di Mario Lavezzi, il quale viene sostituito da Gabriele Lorenzi, ex componente dei "Califfi" e futuro tastierista della Formula 3. Così, con questa nuova formazione, tra dischi d’oro e Maschere d’Argento, il gruppo entra negli anni ’70.
La formazione ritorna ufficialmente un quintetto con l'ingresso di Dave Sumner, già facente parte dei Primitives di Mal e dei Cyan Three di Patty Pravo, e nel 1972 partecipa a Un disco per l'estate, ma viene esclusa dalle finali. Arriva poi la partecipazione al Festival di Sanremo 1973 con Come sei bella. Nell’estate dello stesso anno, vincono Un disco per l’estate col brano Perché ti amo. Seguono nuovi successi a Canzonissima con Amicizia e amore, a Un disco per l'estate 1975 con Piccola Venere e due partecipazioni al Festival di Sanremo, con Cuore di vetro (1976) e Quell'attimo in più (1979) con la quale arrivano terzi.
Nel 1981 la formazione cambia ancora con l’uscita di Dave Sumner sostituito da Vincenzo Mancuso, ed esce anche Jerry, lasciando che I Camaleonti si riducano a quattro.  Nel 1984 compongono Cuore nerazzurro che diventerà l’inno ufficiale dell’Inter.  E di nuovo una defezione: lascia Mancuso che va a collaborare con De Gregori ed entra il giovane Valerio Veronese. Nel 1990, i Camaleonti ritornano a essere in 5 con l'ingresso del tastierista Massimo Brunetti. Partecipano di nuovo Festival di Sanremo dove cantano (insieme ai Dik Dik e Maurizio Vandelli ex Equipe 84) la canzone nostalgica Come passa il tempo che, sebbene eliminata, riscuote un discreto successo. Da allora I Camaleonti partecipano a numerosissime trasmissioni televisive, soprattutto su quelle che giocano sull’ “amarcord”. Nel 2009 sono a “I migliori Anni”, condotta da Carlo Conti, poi nel 2010 fanno un tour di successo in USA, e nel 2013 partecipano al concerto per festeggiare i cinquant'anni di carriera di Gian Pieretti. Il 16 maggio 2014 ritirano a Genova presso la Fiera Internazionale della Musica il FIM Award Premio Italia alla Carriera assegnato da CAPAM, Commissione Artistica per la   Promozione dell'Arte e della Musica.  Nel 2015 viene pubblicato il 


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