Che fine ha fatto Dario Baldan Bembo?

01 agosto 2017 ore 11:16, intelligo
In un’intervista rilasciata a Gianfranco Giacomo D’Amato per faremusic.it, Dario Baldan Bembo ha detto: “La cosa più bella che mi sta capitando a 65 anni è vivere e godere di quello che ho fatto. C’è gente alla mia età che è in pensione, ma è una pensione monetaria. Io oggi sono un pensionato privilegiato, un pensionato della mia musica. Ovunque vado posso suonare quelle canzoni di cui mi hai chiesto, una specie di pensione vitalizia, dalla quale è anche difficile staccarsi. Posso suggerire ovviamente di suonare una canzone nuova, ma mi chiedono sempre di sentire quelle, è naturale. Ho 200 canzoni di cui fare il restyling, molte dello stesso valore di quelle più famose. E allora devo completare questo restyling, questo è l’impegno di oggi che presuppone il riprogrammare me stesso.”. Insomma, mica male per un sessantanovenne che sembra avere lo stesso sprint di un ragazzino di vent’anni.
Dario Baldan Bembo nasce a Milano il 15 maggio del 1948, da Sebastiano e Domenica, quest’ultima maestra di pianoforte. E’ lei che avvicina i figli, sia Dario che il fratello maggiore Alberto, all’amore per la musica ed è normale in un periodo della nostra storia recente in cui sembra che tutti i giovani suonino qualche strumento, che i due finiscano per esibirsi ancora giovanissimi in piccoli locali. Eccellente tastierista, capace di suonare anche l’organo così come suo fratello, Dario viene notato da Ico Cerutti che nel 1966 lo inserisce nel Clan di Celentano dove il ragazzo si mette subito in luce per le sue capacità.  Capacità che Dario mette in mostra alla grande con il celebre tema strumentale Djamballà, colonna sonora del film Il dio serpente, pellicola uscita negli anni ’70 interpretata da Nadia Cassini. La genesi di questo brano è molto controversa a causa di una disputa con Augusto Martelli, che chiese a Baldan Bembo (all'epoca giovanissimo e non ancora iscritto alla Siae) di collaborare alle musiche per il film. L'autore formalmente registrato alla Siae per Djamballà rimane Martelli, ma Baldan Bembo ha più volte spiegato negli anni cosa accadde in realtà.  
Che fine ha fatto Dario Baldan Bembo?
Nello stesso periodo, uno dei complessi italiani che va per la maggiore, l’Equipe 84, perde il batterista Alfio Cantarella, arrestato perché durante un sopralluogo in casa gli erano stati ritrovati degli stupefacenti (6 etti di hashish), e Franco Ceccarelli – chitarrista e voce del complesso – che parte per un lungo “hippie trail” fino a Kabul per poi aprire una volta tornato in Italia un negozio undergraound con la compagna Sandra. Il gruppo è sul punto di sciogliersi e il leader Vandelli di tentare la carriera da solista quando all’ultimo momento decide con Sogliani, altro membro dell’Equipe, di proseguire come “Nuova Equipe 84”, arruolando Franz Di Cioccio alla batteria e proprio Dario Baldan Bembo alle tastiere. Con questa nuova formazione, l’Equipe 84 s presenta al Festival di Sanremo del 1971 in coppia con Lucio Dalla cantando la celeberrima 4 marzo 1943 con la quale si aggiudicano il terzo posto. 
Poi, nel 1972, Dario compone insieme a Ciro Dammicco la musica della canzone Le rose blu. Con il testo di Alberto Salerno la canzone esce su 45 giri ma non riscuote il minimo successo. Dopo alcuni mesi, però, grazie all'intervento di Vince Tempera, del brano viene realizzata una versione strumentale che diventa un grande successo con il titolo di Soleado. Non bastasse, tempo dopo il pezzo esce in America con una versione dal titolo When a child is born, che diventa una hit natalizia e che verrà cantata dalle maggiori star mondiali: Bing Crosby, Mireille Mathieu, Demis Roussos, Placido Domingo, Andrea Bocelli, Sarah Brightman e tanti altri. Il 1972 si dimostra un anno davvero importante nella carriera di Baldan Bembo perché ecco un altro incontro importantissimo. Dario, che nel frattempo, sempre con la Nuova Equipe 84 ha pubblicato nel disco Casa mia le due prime canzoni scritte da lui su testo di Maurizio Vandelli, "Nessuno" e "2000 km", incontra la compianta Mia Martini. All’epoca lei non è ancora conosciutissima, ma tutti quelli che l’hanno sentita cantare non hanno dubbi sulle sue capacità vocali e di interprete, e sanno che prima o poi la ragazza sfonderà.  

Anche Dario l’ascolta, e le affida la splendida Minuetto che ha composto su testo di Franco Califano, un pezzo che resterà nella storia della musica leggera italiana del dopoguerra, destinata a scalare classifiche anche internazionali. Dopo, sempre per Mia, Dario scriverà Inno (1974) su testo di Maurizio Piccoli.  L’anno successivo, 1975, Dario debutta come cantautore con Aria, che sarà un successo internazionale, poi nel 1976 compone un nuovo brano ancora una volta per Mia Martini dal titolo "Che vuoi che sia se ti ho aspettato tanto" presentato all'edizione del festivalbar di quell'anno, e successivamente la splendida Canto universale su testo della stessa Mia Martini, a cui farà seguito nel 1977 Non mi lasciare. A questo punto ecco arrivare un altro vitale incontro nella vita del musicista, quello con Renato Zero,  che secondo lo stesso Dario apre un periodo d’oro della sua carriera e che cambia la sua vita professionale. Per Renato Zero, Dario scrive le musiche e gli arrangiamenti di molte canzoni, incluse alcune tra le più amate dai fan del cantante romano: Amico nel 1980, Più su, inedito dal live Icaro del 1981, "Ed io ti seguirò" e "Stranieri" dall'Album Artide Antartide, il mini lp Calore del 1983 il cui brano di punta è Spiagge, e altre canzoni pubblicate negli anni successivi, per un totale di  15 pezzi, tutti più o meno noti.  Inoltre, all’inizio degli anni ’80, Dario partecipa a un Tour con Renato Zero accompagnandolo con il pianoforte.
La carriera di Baldan Bembo continua spedita, con brani che restano nei ricordi di molti, come Tu cosa fai stasera? Terza classificata al Festival di Sanremo del 1981, Canto straniero, sempre del 1981, brano interpretato da Marcella Bella e, nel 1982, è la volta del pezzo più conosciuto di Dario, Amico è (testo di Nini Giacomelli, Mike Bongiorno e Sergio Bardotti che hanno scritto per lui i testi dell'intero LP Spirito della Terra), interpretato con Caterina Caselli, sigla di Superflash nota trasmissione televisiva condotta dallo stesso Bongiorno.  Nel 1985 Dario ritorna al Festival di Sanremo proponendo Da quando non ci sei. 

Dopo un periodo di pausa, nel 1993 riprende  a collaborare con Zero per l'album Quando non sei più di nessuno. Nel 1996 esce anche il nuovo album Il canto dell'umanità, in cui Dario torna a proporre i suoi brani migliori, più due nuovi pezzi, Il canto dell'umanità e Gente del 2000. Nel 1999 la DV More pubblica I successi, altra raccolta dei maggiori successi del musicista, nuovamente incisi e arrangiati per l’occasione. In seguito Dario riduce molto la sua attività come interprete, preferendo dedicarsi alla composizione e alla realizzazione di eventi.  A Giacomo D’Amato che gli chiede cosa faccia oggi, Baldan Bembo risponde: “Sono sempre impegnato, ma non necessariamente a fare nuove canzoni. 
Organizzo serate, curo la riedizione delle mie canzoni in vinile da portare in CD ed è un lavoro lungo. I pezzi nuovi non saprei a chi darli, il periodo d’oro, ad esempio con Renato Zero, è finito.” Nessuna particolare nostalgia, però, perché nel corso della sua cinquantennale carriera, Dario di soddisfazioni e successi ne ha avuti davvero tanti, e non è detto che sia finita qui… In bocca a lupo. 

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