Fiscal Compact, Renzi ha ragione: Dijsselbloem ha un 'pregiudizio'. Quella battuta...

11 luglio 2017 ore 13:34, Luca Lippi
L’Eurogruppo e la Commissione europea sono dichiaratamente contro l’ipotesi di un deficit pubblico esteso al 2,9% per 5 anni mettendo da parte gli impegni con l’Ue di riduzione del maxi debito italiano. La proposta è stata dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi che aveva rilanciato sul Fiscal Compact, nel suo libro “Avanti”, che vorrebbe ritornare per cinque anni ai parametri di Maastricht, con un indice del deficit del 2,9%. In questo modo, si potrebbero stanziare circa 30 miliardi di euro in cinque anni con l’obiettivo di ridurre le tasse e riprogrammare le strategie per la crescita del Paese. “Noi abbassiamo il debito ma la strada per farlo deve essere la crescita. E per questo dobbiamo abbassare le tasse”. L’ex presidente del Consiglio ha insistito e insiste sul fatto che l’Unione europea deve ritornare a tre luoghi fisici simbolici per riprendere la credibilità perduta: deve ricordare gli ideali di Ventotene, la strategia di Lisbona e la direzione economica di Maastricht.
Fiscal Compact, Renzi ha ragione: Dijsselbloem ha un 'pregiudizio'. Quella battuta...
Ha scritto Renzi:Noi pensiamo che l’Italia debba porre il veto all’introduzione del Fiscal Compact nei trattati europei e fissare un percorso nel lungo periodo. Un accordo forte con le istituzioni europee, che possa essere rinegoziato ogni cinque anni e non ogni cinque mesi”. 
Il presidente dell’Eurogruppo ha replicato all’idea di Matteo Renzi spiegando che quanto ipotizzato dall’ex presidente del consiglio “non è una decisione che un Paese può prendere da solo. Siamo all’interno di un’Unione monetaria”. Inoltre critica i salvataggi delle banche venete: “La questione ora è se modificare le norme sugli aiuti di Stato”. 
La replica dell’ex premier non si è fatta attendere: Dijsselbloem ha “un pregiudizio”.  La Commissione europea ha fatto anche sapere che il presidente Jean-Claude Juncker “ha un rapporto molto buono con il premier Gentiloni e i commissari incaricati hanno un rapporto molto buono con il ministro Padoan”, pertanto “non commenta i commenti di persone fuori dal governo”. Ha messo il carico anche il ministro dell’Economia Padoan ha fatto capire che il governo di Paolo Gentiloni non intende seguire la linea di Renzi durante il suo mandato.
Detto questo, però, una stoccata a favore dell’ex premier Renzi si può anche concedere. È vero che Dijsselbloem ha ‘un pregiudizio’, più di uno!
Nel marzo scorso, il presidente dell'Eurogruppo, Dijsselbloem ha dichiarato al Frankfurter Allgemeine Zeitung Jeroen: "I Paesi del Nord Europa hanno dimostrato solidarietà con i Paesi colpiti dalla crisi dell'euro. Io come socialdemocratico do importanza alla solidarietà, ma non possono spendere tutti i soldi in liquori e donne e poi chiedere solidarietà". Inutile ricordare che le parole del presidente dell’Eurogruppo hanno scatenato un putiferio.e ironia della sorte a quelle parole non è mai seguita neanche un scusa.
È giusto ricordare che il gioco dell’Europa è un conto (politico) mancare di rispetto ed esprimere concetti pregiudizievoli è un altro. L’Europa del sud, Italia compresa, viene descritta come un Paese incapace di gestire la propria economia, poi però dall’Ue scrivono trattati e leggi a senso unico. 
Il presidente dell’Eurogruppo si è dimenticato di dire, quando ha parlato di alcol e donne, che noi spendiamo tutto anche per un'immigrazione che loro hanno lasciato alla nostra esclusiva gestione. E per essere più precisi, se l’idea di Matteo Renzi non è una decisione che un Paese può prendere da solo, allora è anche vero che per l’immigrazione l’Ue non può decidere di tenere aperte SOLO le frontiere italiane. In conclusione, se le parole di Dijsselbloem non sono pregiudizievoli allora qualcuno ci spieghi cosa lo è.

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autore / Luca Lippi
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