Effetto Volgestein sui tumori: questione di informazione e non sfortuna

12 aprile 2017 ore 12:40, intelligo
I tumori mettono paura a tutti. E quando, purtroppo, si viene a contatto con questa realtà o addirittura la si vive in prima persona, si può rimanere sconvolti. Questa è una reazione normale, in quanto ciò che non  conosciamo, l'ignoto, ci spaventa sempre. Però , alcuni, forse, più sensibili di altri, arrivano a fare ricorso ad ogni mezzo per poter uscire fuori da una situazione che ritengono disperata o ricorrono a soluzioni disperate. Ricordiamo, ad esempio, il caso di quel professore di Torino che adescava giovani donne dandosi l'appellativo di mago e offrendosi di risolvere i loro problemi, ma, alla fine, spillandogli soldi o favori sessuali.
Certo, si potrebbe essere tentati di dire che queste donne erano delle sempliciotte e forse anche delle credulone. Ma molto più difficile da giustificare è  il caso dell'errata interpretazione di uno studio medico, come riporta il Corriere della Sera,sull'incidenza dei tumori, come accaduto al Dott. Bert Volgestein, eminente scienziato, che, suo malgrado, si è visto attribuire delle idee non sue. Due anni fa pubblicava uno studio, volutamente provocatorio,  che basandosi su dei modelli matematici, stimava l'incidenza della proliferazione delle cellule tumorali sulla base della proliferazione delle cellule staminali nei vari organi.
Il dibattito sulle cellule staminali, sul loro utilizzo e gli eventuali benefici è estremamente complesso e ricco anche di risvolti etici, e andrebbe siciramente affrontato cercando di avere un quadro il più possibile completo riguardo allo stato dell'arte prima di poter esprimere giudizi di qualunque genere. Sopratutto, se lo studio proviene da una personalità scientifica che ha dato un enorme contributo nella comprensione dei meccanismi molecolari e genetici alla base della diffusione del cancro.
Sicuramente, non tutti hanno gli strumenti per interpretare correttamente determinate informazioni non certo per colpa loro; ma per circostanze della vita, studi fatti, esperienze vissute. Ma lo spirito critico deve essere equilibrato da un' altrettanto spirito analitico correttamente educato.
Ciò che è avvenuto al Dott Volgestein e al suo studio è un esempio paradigmatico di come non ci si possa basare su una lettura superficiale di qualsiasi materiale, sia esso un articolo giornalistico o un saggio di filosofia, tanto più uno studio medico fisiologico. L'approfondimento, la conoscenza e l'informazione sono complementari anche nell'era digitale.

di 
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...