Salvato da un infarto dalla figlia grazie a Grey's Anatomy e vivavoce

12 luglio 2017 ore 11:46, intelligo
Studentessa, appena diciotto anni, ha salvato la vita al babbo privo di coscienza e a letto. Allertata dalla madre, ha trovato il padre subito dopo il suo risveglio "perché il babbo – che ha 54 anni - non si svegliava e non respirava più. Sono corsa in camera e l’ho trovato disteso sul letto, privo di coscienza”. Non studiava medicina né un corso specifico di rianimazione o primo soccorso. La sua fortuna è stata seguire Grey’s Anatomy, anche se ha chiamato il 118 infatti col vivavoce e sotto la guida dell’operatore della Centrale ha iniziato il massaggio cardiaco al padre colto da infarto miocardico acuto. Dopo alcuni giorni di ricovero in terapia intensiva, il paziente è stato dimesso dall’ospedale.
La nota dell'Asl ha sottolineato proprio l'importanza delle primissime operazioni d'intervento, quelle che hanno svolto la figlia dell'uomo e gli operatori del 118. "Quando il cuore smette di battere, l’assenza di circolo determina un danno cerebrale che si aggrava di minuto in minuto. La catena dei soccorsi è quell’insieme di interventi, sequenziali e coordinati, che permettono di sostenere le funzioni vitali fino all’esecuzione degli interventi necessari".
Salvato da un infarto dalla figlia grazie a Grey's Anatomy e vivavoce
Dunque la tempestività dei soccorsi ha fatto il resto. Insomma manovre di rianimazione avanzate che hanno letteralmente soccorso l'uomo:“L’ambulanza è arrivata dopo soli 10 minuti, durante i quali ho continuato a effettuare il massaggio cardiaco, senza fermarmi un solo secondo” ha raccontato la figlia.
Il resto è toccato ai paramedici arrivati con l'ambulanza dotata di defibrillatore e che hanno continuato le manovre. Gli operatori sanitari hanno anche provveduto all'esecuzione dell’elettrocardiogramma con tele-trasmissione al medico di Cardiologia all’Ospedale San Jacopo di Pistoia. Insomma tutti interventi possibili grazie alle tecniche avanzate di diagnostica. Dopo di che con la terapia appropriata è continuata la degenza del paziente nel reparto di emodinamica. Il resto è la prassi: l'angioplastica coronarica per riaprire l’arteria responsabile dell’arresto cardiaco. 

Come raccontato proprio dai medici diretti dal dottor Marco Comeglio: “Nel caso che abbiamo raccontato, grazie ad una organizzazione rodata da ormai molti anni, la catena del Sistema Sanitario - 118, Cardiologia, Rianimazione - ha funzionato alla perfezione, facendo in modo che il paziente venisse dimesso senza conseguenze neurologiche, tuttavia, senza il coraggioso e determinante intervento della figlia, quei 10 minuti, interminabili per le sue esili braccia che hanno lavorato incessantemente, avrebbero potuto rendere vani tutti gli sforzi successivi”.

#cuore #infarto #greysanatomy
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...