"Mascherine" anti-apnee notturne, trattamento meno invasivo e più facile

13 dicembre 2016 ore 12:47, Andrea Barcariol
Metodi efficaci esistono contro le apnee notturne e l'ultimo si chiama Ventilazione Meccanica a pressione positiva. Si tratta della cosiddetta Cpap (Continuous Positive Airway Pressure) che hanno già provato 200-300mila pazienti in trattamento. 
'Mascherine' anti-apnee notturne, trattamento meno invasivo e più facile
Al Corriere della sera ne ha parlato Alberto Braghiroli, responsabile del Centro per i Disturbi del Sonno della Fondazione Maugeri Irccs di Veruno (NO): "Un’inezia rispetto ai 2 milioni di casi conclamati". Si tratta di una mascherina da cui esce aria a pressione continua, evita il collasso delle alte vie aeree, responsabile delle apnee. Ovviamente occhio al monitoraggio con periodiche polisonnografie, il tutto deve essere rigorosamente seguito da un medico. Fausto De Michele, direttore della Pneumologia e Fisiopatologia respiratoria al Cardarelli di Napoli ha infatti evidenziato: "La terapia, se correttamente prescritta, è molto efficace su sintomi e controllo delle complicanze ma va seguita per molto tempo, talvolta per tutta la vita". Ma si sa che il sonno non viene disturbato solo dalle apnee notturne. Altro fattore di rischio per chi dorme poco sono gli incidenti. Il pericolo si può quadruplicare se si è in debito di sonno. E' quanto dimostra uno studio italiano pubblicato su PLoS One condotto su circa 950 camionisti. I ricercatori hanno dimostrato che il 36% soffre di apnee ostruttive e che la patologia quintuplica il numero di incidenti evitati per poco. Uno studio che assume una particolare rilevanza se si considera che nel 2015 in Italia, su 174.000 incidenti stradali (dati Istat), ben 12.180 sono stati quelli causati da autisti affetti da sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas), con circa 240 morti e 17.224 feriti accertati. Per questo motivo quest’anno un documento approvato da Governo e Regioni ha definito questa malattia un “grave e crescente problema sanitario, sociale ed economico”. Lo studio ha sottolineato che con due anni di Cpap il rischio di sinistri torna nella norma, confermando la “bontà” del decreto legge approvato a dicembre del 2015 che, recependo le direttive europee, impone ai pazienti con apnee medio-gravi e sonnolenza diurna precisi controlli per il rinnovo e il rilascio della patente con esami per la revisione ogni 3 anni anziché 10. Un modo per salvaguardare non solo se stessi ma anche gli altri.

“I ricercatori hanno preso in esame la quantità di sonno desiderata e il numero di ore effettivamente dormite, così da calcolare il debito di sonno, cioè le ore che effettivamente mancano rispetto alle necessità psicofisiche di ciascun partecipante. A questo punto è stato misurato con esattezza il rischio di incidente di un camionista che dorme meno del dovuto”. Lo studio conferma l'importanza del riposino pomeridiano, ma solo se ha una durata di circa 20 minuti. Uno dei problemi è che spesso chi soffre di apnee notturne nel sonno è l'ultimo a saperlo, per questo iniziare in ritardo la terapia rappresenta un problema. 
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