Che fine ha fatto Gloria Gaynor?

17 marzo 2017 ore 12:17, intelligo
Per la musica americana, il 1949 è un anno basilare. Viene introdotto il Rhythm and blues (spesso abbreviato R&B), termine inventato da Jerry Wexler, allora giornalista per la rivista Billboard. Il termine, di origine inglese e che tradotto letteralmente significa "ritmo e blues", è una versione politicamente corretta del termine race music usato in quei tempi, considerato offensivo verso le persone di colore. Più che una definizione di un genere musicale ben preciso, rhythm and blues è stato utilizzato nel tempo per indicare genericamente la musica contemporanea popolare degli afroamericani (fonte: Wikipedia). 
Che fine ha fatto Gloria Gaynor?
Ma non solo, il 1949 è anche l’anno del festival estivo di Tanglewood
, che per la prima volta attrae un pubblico numeroso e entusiasta, e dello sviluppo del Berkshire Music Center, che assurgerà negli anni a importanza internazionale. E, se non bastasse ancora, è l’anno in cui venne al mondo Gloria Gaynor.
Forse seconda solo a Donna Summer, Gloria Gaynor è una delle artiste femminili più nota degli anni ’70 anche grazie a un suo particolare successo che tenne banco in testa alle classifiche per almeno una decade, I Will Survive.  Gloria nasce a Newark nel New Jersey il 7 di settembre del 1949, sotto il segno della Vergine. Attenta, precisa, perfezionista fin da bambina, ha un solo grande sogno: diventare una cantante affermata. 
Vivace e attiva, canalizza subito ogni sua risorsa verso la meta che vuole raggiungere, riuscendo così anche a combattere le insicurezze proprie della sua personalità, quel suo continuo bisogno d’approvazione che l’accompagneranno anche quando diventerà una diva affermata, e sarà considerata da tutti “la regina della disco music”.  Comincia a cantare fin da giovanissima nei locali lungo la costa est, e riesce così a vincere la sua naturale timidezza e la paura del pubblico, acquisendo una notevole naturalezza sul palcoscenico.  Pubblica il suo primo disco singolo nel 1965, She'll Be Sorry / Let Me Go Baby, prodotto da Johnny Nasch, ma viene davvero scoperta da Jay Elli, che la seguirà come manager per molti anni a venire. 
Il primo vero successo di Gloria arriva nel 1974 con la cover di Never Can Say Goodbye, del 1974 che sarà poi inserita anche all’interno dell’omonimo album del 1975 . L’album entrerà nella top ten e Never Can Say Goodbye diventa una dei primi fenomeni della disco music, che sarebbe esplosa nel 1977 affermandosi in tutto il mondo.  Nel 1978 è la volta di Love Tracks, secondo album da cui verrà tratta la canzone che renderà Gloria famosa in tutto il mondo, I Will Survive.  Pezzo destinano a durare nel tempo – ancora oggi capita di sentirla per radio – e che fu anche considerata una sorta di colonna sonora dell’emancipazione femminile grazie anche al suo testo che parla di una donna lasciata dal suo uomo che però tende a precisare che non avrà bisogno dell’aiuto di lui per ricominciare e farcela da sola. In seguito, la canzone sarà anche adottata come inno ufficioso della comunità gay che, per l’occasione, eleggerà anche Gloria a icona di tendenza. A pensare che I Will Survive nasce come lato B del disco, mentre sul lato A era stata piazzata Substitute, un pezzo considerato più orecchiabile e che invece restò semisconosciuto ai più.
Negli anni a venire, dopo 30 album, 12 raccolte di brani famosi e un numero imprecisato di singoli, il successo della Gaynor comincia ad appannarsi tanto che la cantante decide di dedicare la maggior parte del suo tempo alla recitazione e compare nelle fiction The Wayans Bros., That '70s Show, e Ally McBeal prima di esordire in uno spettacolo di Broadway chiamato Smokey Joe's Cafe che ottiene un buon successo sia di pubblico che di critica. Devono trascorrere però circa vent’anni, e si deve arrivare al 2002 prima che Gloria ritrovi la strada di uno studio di registrazione. Succede per l’album I wish you love che si presenta subito al meglio visto che entrambi i singoli che contiene, Just Keep Thinking About You e I Never Knew, scalano rapidamente le classifiche di vendita fino a piazzarsi, a turno, al primo posto. 
Il 19 settembre 2005 Gloria Gaynor è stata ammessa nella Dance Music Hall of Fame, sia come cantante che per il singolo I Will Survive. E’ vero che come artista è rimasta circoscritta a un genere preciso, ma è pur vero che con quel genere, la disco music, ha segnato un’epoca e, spesso, continua a far ballare la gente…

di Anna Paratore

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