Che fine ha fatto Mina, la tigre di Cremona?

02 agosto 2017 ore 10:29, intelligo
Mina Anna Mazzini, meglio nota solo come Mina, nasce a Busto Arsizio il 25 marzo del 1940, destinata a diventare la più grande cantante italiana di musica leggera almeno degli ultimi 60 anni,  capace di interpretare 1500 brani, vendere più di 150milioni di dischi ottenendo premi di tutti i tipi in tutto il mondo, e di duettare con artisti del calibro di  Frank Sinatra, Louis Armstrong, Michael Jackson, Aretha Franklin, Antony and the Johnsons, Jennifer Lopez, Mónica Naranjo, Céline Dion, Barbra Streisand, Liza Minnelli e Luciano Pavarotti, il tutto pur avendo lasciato le scene nel 1978, all’apice del successo
Ha detto: “…amo la nebbia, il freddo, la pioggia e la neve. La neve rallenta, modifica, ti ferma per farsi ammirare meglio. La neve riporta a altre nevi, a altri sguardi, a altre vite, a tutti gli inverni, a tutte le età che hai attraversato, anno per anno. La neve pesa poco, pesa meno dell’aria limpida, del sole e della pioggia. La neve è roba mia”, facendo immaginare un carattere melanconico, un po’ introverso, che ama i silenzi e disdegna i clamori. E forse è così se è vero, come è vero, che ormai da decenni Mina è una presenza invisibile,  nascosta al pubblico, ma sempre al centro dell’attenzione con le sue canzoni, passate, presenti e anche future, perché da lei comunque ci si aspetta sempre qualche splendida novità. E Mina sa come non deludere la sterminata legione dei suoi fan…
Che fine ha fatto Mina, la tigre di Cremona?
Eppure, quando viene al mondo, nessuno immagina un futuro simile per Mina, che è figlia di una famiglia della buona borghesia originaria di Cremona. Suo padre, quando lei è ancora solo una bambina, si preoccupa di farle fare sport presso la Canottieri Baldesio dove Mina diventa una discreta nuotatrice.  A farle nascere l’amore per la musica, è sua nonna Amelia, cantante lirica, che la obbliga a studiare pianoforte, che però non appassiona la ragazzi. E nemmeno per lo studio, Mina è troppo portata e si ferma al quarto anno dell’istituto tecnico che frequenta, preferendo dedicarsi alla lettura – soprattutto alla fantascienza – che adora.  Nel frattempo, però, comincia a cantare. All’inizio lo fa per gli amici, per i compagni di scuola, ma chiunque l’ascolti si rende conto che la ragazzina ha dei numeri. Così, in una notte d’estate del 1958, in vacanza con la famiglia a Forte dei Marmi, per una scommessa sale sul palco della Bussola dove ha appena finito di esibirsi Don Marino Barreto,  e si esibisce alla grande, tanto che replicherà nelle sere successive. Al ritorno a Cremona, qualcuno indica a Mina un complesso, gli “Happy Boys”, che all’epoca sta andando per la maggiore in città. Lei, che ha voglia di cantare, prende il coraggio a due mani, e si propone come solista. Viene scritturata, se così si può dire, e fa il suo debutto di lì a poco entusiasmando il pubblico al punto che si susseguono le richieste di bis.  Parlando di quei primi tempi, a un giornalista che cita “la sua arte”, Mina dice: “Non parlerei di arte. Noi, poveri canzonettisti, siamo mal sopportati dalla critica musicale “colta” che morirebbe di colpo se mi arrogassi il diritto di definire arte il mio modesto lavoro. Comunque, no. Non coltivavo granché. Aprivo la bocca per rifare a modo mio, già allora, i pezzi del momento.” Ammette anche di non aver mai preso lezioni di canto, ma di avercela fatta lo stesso. E la tecnica? “La tecnica viene da sola,” dice Mina, “ ma prima deve esserci il cuore. La tecnica vera, quella potente è quella di Cecilia Bartoli che fa dei picchiettati tanto impossibili da sembrare artificiali. Lì si può parlare di tecnica.” E ammette che soprattutto nei primi anni non faceva nemmeno caso ai cambiamenti timbrici e, a chi le ha chiesto come riscaldasse la sua voce, ha risposto: “Come no: Certo. Fumavo una bella sigarettina, tra gli sguardi attoniti di chi non sapeva che per cantare canzonette non c’è bisogno di troppe attenzioni, diciamo così, salutistiche. Non si tratta di cantare la “Carmen”.

In quell’inizio di carriera, Mina prende il nome d’arte di Baby Gate, e incide le sue prime canzoni come Non partir , Malatia, Proteggimi, e ha l’occasione di partire con gli Happy Boys per una tournée in Turchia, ma suo padre si oppone, e alla fine lei resta a Cremona, così finisce per cantare con un nuovo complesso, “I Solitari”, con cui esordisce nel 1959, mentre i dischi già incisi vendono ben 70.000 copie, un’enormità per una cantante fino ad allora conosciuta solo a livello locale.  Davide Matalon, titolare dell’Italdisc, etichetta con cui Mina ha inciso fino ad allora, le propone un contratto, e nasce così il primo successo nazionale, Nessuno,  brano melodico della De Angelis che Mina reinterpreta alla sua maniera, facendolo decollare. Arriva così la TV e Mina debutta in televisione il 1º marzo 1959, nella seguitissima trasmissione Lascia o raddoppia?  Seguono molte altre partecipazioni televisive accolte sempre con maggior gradimento dal pubblico in ascolto. Il 16 gennaio 1960 con Tintarella di luna, canzone scritta da Franco Migliacci e Bruno De Filippi, Mina raggiunge per la prima volta la prima posizione in hit-parade: il brano viene anche inserito nei film Urlatori alla sbarra e Juke box - Urli d'amore, due musicarelli. E’ a quel punto che la giovane cantante si merita il soprannome de La Tigre di Cremona, coniato per lei dalla conterranea giornalista e amica Natalia Aspesi.
Che fine ha fatto Mina, la tigre di Cremona?
La carriera di Mina è ormai lanciatissima, ma nell’ottobre del 1960 ecco arriva il primo brano di grande qualità, Il cielo in una stanza scritto da Gino Paoli e arrangiato da Tony De Vita, che diventerà il brano più venduto dell’anno con 2milioni di copie.
Ormai famosa, Mina passa da una trasmissione televisiva di successo all’altra, dimostrandosi anche un’ottima conduttrice, e sforna canzoni di successo su canzoni di successo. Arrivano album che il più delle volte si piazzano ai primi posti della classifica dei più venduti e vi restano a lungo. La critica la osanna, e tutti vogliono cantare con lei. Diviene la musa di Lucio Battisti e di Mogol, e nella storia della musica leggera il duetto televisivo tra Mina e Lucio Battisti, come quello tra Mina e Celentano restano delle vere e proprie pietre miliari,  esempi di televisione che difficilmente verranno replicati anche a distanza di decine di anni. In tutto questo, Mina ha anche una vita privata almeno all’inizio piuttosto movimentata.  Conosce Corrado Pani, giovane attore di teatro che però all’epoca risulta ancora sposato, e dal loro amore la cantante concepisce un bambino. Siamo all’inizio degli anni ’60, e una ragazza incinta senza essere sposata per di più di un uomo sposato, fa scandalo. Mina viene addirittura allontanata dalla TV di Stato, mentre buona parte della stampa nazionale la tratta come una poco di buono. Intanto, il 18 aprile del 1963, lei mette al mondo Massimiliano, detto “Paciughino”.  Il pubblico, però, a differenza della TV e della stampa, continua ad amare Mina, e quando lei fa il suo rientro alla Bussola di Focette in Versilia, il successo è clamoroso. Mina ricorda così in un’intervista a PlayBoy quel periodo: “Il massimo è stata una foto su "Epoca" dove io ridevo con Corrado con il mio pancione, tranquilla, e sotto scritto "Cosa avrà da ridere?", guarda che è il massimo, me la ricorderò tutta la vita una cosa del genere. Per cui capisci tu l'atteggiamento della stampa: me ne hanno tirato addosso delle badilate e la gente non si è lasciata condizionare da questo fatto, l'ha superato”. 

Così, grazie al pubblico dalla sua parte, sia la stampa che la TV devono abbassare il tiro. Intanto, Mina e Pani si lasciano, e lei conosce il compositore Augusto Martelli con cui convive per diversi anni.  Finita anche quella relazione, Mina conosce il giornalista Virgilio Crocco. Tra loro è un colpo di fulmine e i due si sposano nel 1970 Trevignano. Causa però i diversi impegni di lavoro che li tengono lontani la maggior parte del tempo, il matrimonio naufraga, e mentre Mina dà alla luce la sua secondogenita, Benedetta, si può dire che le nozze siano già finite anche se con Virgilio resta una grande amicizia almeno fino alla morte di lui, due anni dopo, quando viene investito da un’automobile mentre si trova in America per lavoro. In seguito, Mina frequenterà per un po’ di tempo il discografico Alfredo Cerruti, relazione che durerà un paio d’anni. Poi, dopo essersi ritirata dalle scene ormai da tempo, Mina ritrova un vecchio amico, Eugenio Quaini, cardiochirurgo cremonese di diversi anni più giovane; con lui inizia una nuova e lunga relazione che diventerà un matrimonio il 10 gennaio 2006. Oggi Mina vive in Svizzera, a Lugano, dove si è trasferita ormai da tantissimi anni, ed è nonna di due nipoti avuti dal primogenito Massimiliano: Axel ed Edoardo, nati rispettivamente nel 1986 e nel 2004. Ogni anno presenta un nuovo album che incide direttamente a casa sua: immancabilmente un successo.

di Anna Paratore

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