Che fine ha fatto la sex symbol Nadia Cassini? - FOTO

20 febbraio 2017 ore 11:02, intelligo
Un fondoschiena veramente ben fatto è l’unico legame tra Arte e Natura, Oscar Wilde. - La patria, l’onore e la libertà non sono niente. L’universo intero gira intorno a un paio di… chiappe, Jean Paul Sartre. - Di tutti i panorami di questo mondo è insuperabile, e sempre lo sarà, il posteriore femminile. John B. Keane. -  Io vado fiera del mio sedere. È difficile, per una donna di razza bianca, una simile perfezione. E poi trovo che il sedere sia importantissimo nella sensualità contemporanea. È sexy e moderno. E pratico. A differenza del gran seno, che è antico, scomodo, Carla Bruni, intervista a Sette, 1993. - Disumano per l’esattezza e la perfezione delle sue proporzioni, il culo è anche molto umano. Mentre la perfezione è, per ciò stesso, inespressiva, il culo è la parte più eloquente del corpo, Massimo Fini.      
Tranquilli, tranquilli, questa sorta di “elegia” del lato B pubblicata qui sopra ha un suo senso. Meglio, ha un nome e un cognome: Nadia Cassini, il miglior lato B del mondo dello spettacolo in un momento storico in cui di lato B non se ne parlava mai, ma anzi tutte le donne erano convinte che non solo non era il caso di ostentarlo, ma era meglio se fosse stato piccino, poco evidente, magari piatto.  E cmq, non era una di quelle parti del corpo a cui si faceva risalire – pubblicamente – la sensualità o l’avvenenza di una donna.  Poi il vento è cambiato. Fatta ferma l’adulazione per il lato B sempre professata a Tinto Brass che sull’argomento ha basato buona parte della sua filmografia, ecco arrivare una vera rivalutazione al livello mondiale. Il successo arride a Jennifer Lopez, che sul suo didietro ha commentato: “L’unica cosa che posso dire è che se in un film mi inquadrano il sedere, gli conviene usare il grandangolo”, o a Kim Kardasjian, altra “chiappo_munita” grandi forme, tanto grandi da risultare eccessive, sproporzionate e sgraziate.  Comunque, ormai il lato B è completamente sdoganato e in giro, soprattutto al cinema e in TV, se ne possono ammirare di bellissimi. Ma negli anni ’80, quello di Nadia Cassini era una rarità e quando comparve sul piccolo e sul grande schermo, mezza Italia, quella maschile, trattenne il fiato mentre l’altra mezza, cioè signore e signorine si chiesero se con un “vantaggio” così bisognava nascerci o sarebbero bastati esercizi sfiancanti e diete particolari per guadagnarselo.  Da parte sua Nadia Cassini se ne andava in giro serena tra set cinematografici, palcoscenici di teatri e piccolo schermo, mietendo successi.
Lei,  nata Gianna Lou Müller a Woodstock, il 2 gennaio 1949, è figlia d’arte, i genitori ambedue ballerini – lui americano di origini tedesche, lei americana di origini italiane - la mettono al mondo durante una tournée. E’ quindi evidente che nel futuro di Nadia c’è già il mondo dello spettacolo che lei inizia a frequentare giovanissima, prima andando via di casa, poi cominciando a esibirsi come cantante nei night club, ballerina di fila, fotomodella e indossatrice. E’ bellissima, Nadia. Non solo il lato B, ma tutto il suo corpo è fantastico e moderno, lontano dallo stereotipo della maggiorata, ma fatto di forme aggraziate e slanciate.  Guardarla e innamorarsi di lei, dei suoi profondi occhi neri, del nasino all’insù, della bocca generosa, è un attimo. Capita a George Simenon, il “papà” di Maigret, e al conte statunitense di origini russe, Igor Cassini, fratello dello stilista Oleg e famoso giornalista, che la sposa.  Così, ecco Nadia arrivare a Roma al seguito del marito, che qui ci viene per il fratello. E per lei arrivano le prime piccole parti al cinema, in alcune pellicole, come ad esempio Il divorzio, di Romolo Guerrieri. Poi il colpo di fortuna, il regista Piero Vivarelli la vede e la vuole protagonista di un film di cassetta, una pellicola a sfondo erotico-fantastico, una sorta di antesignano Conan il Barbaro, intitolata Il dio serpente, che sbanca al botteghino grazia alla fotografia di Frattari, alla colonna sonora di Augusto Martelli che con Djmballà scala tutte le classifiche, e il fisico di Nadia, quasi sempre sullo schermo in completino che definire succinti sarebbe un eufemismo, oltre a un paio di scene di nudo.
Dunque, in Italia la sua carriera sarebbe in rampa di lancio se non fosse che alla porta di Nadia bussa l’amore. Nel 1971 divorzia dal marito e segue in Grecia e poi a Londra Yorgo Voyagis, affascinante attore greco che in Italia molti ricorderanno per vari film tra cui Zorba il greco e per lo sceneggiato televisivo Gesù di Nazareth dove interpreta la parte di Giuseppe. Insieme i due formano una splendida coppia, si sposano e hanno anche una figlia, Cassandra.
Quando ormai in Italia rischiano di dimenticarla, Nadia torna e inizia a recitare come protagonista in una serie di film ascrivibili al filone comico-erotico, per capirci lo stesso in cui primeggia la Fenech. La bella americana raggiunge il massimo del successo con L'infermiera nella corsia dei militari del 1979 e La dottoressa ci sta col colonnello del 1980. In questo periodo il suo lato B viene pubblicizzato come “Il più bello di tutto il panorama femminile mondiale”.
Piace, quel lato B, ma le crea anche qualche problema come quando Nadia si presenta in TV e balla al fianco di Lando Buzzanco con un perizoma parecchio ridotto e si becca una denuncia per, testualmente, simulazione di atto sessuale contro natura, che le fa uno spettatore napoletano. Per fortuna, il giudice mostra di essere decisamente più in sintonia con la maggioranza degli italiani,  e rigetta la denuncia in prima istanza.  Non a caso dopo quell’episodio le sue apparizioni televisive si intensificano, e Nadia partecipa a Premiatissima nel 1983 con Amanda Lear, a Drive In nel 1984 e a Risatissima nel 1985. Purtroppo, Nadia ha un limite: non riesce ad imparare l’italiano e questo suo problema ne frena la carriera che avrebbe potuto essere decisamente più lunga e proficua.  Per questo alla fine degli anni 80 Mediaset non le rinnova il contratto, e Nadia sparisce dalle scene italiane. Subito dopo ha un altro colpo di sfortuna. A seguito di un non riuscito intervento al naso, subisce ustioni di terzo grado su tutto il viso e l’amputazione di parte del padiglione auricolare destro. Il problema gravissimo le induce una pesante depressione che Nadia sfoga nell’alcol. Solo grazie all’aiuto della mamma e della figlia che sapranno starle vicino con amore e disponibilità, Nadia riesce a superare il problema dopo un ricovero in una clinica specializzata degli States. 
Da allora, a parte una brevissima stagione di lavoro in Francia, Nadia si è definitivamente ritirata dalle scene, sostenendo tra l’altro che l’essere considerata una donna oggetto, valida solo per l’avvenenza fisica, era diventato per lei insopportabile. Decide poi di tornare negli Stati Uniti dopo che nel 2009 subisce l’aggressione da parte di uno stalker che dopo averla picchiata la minaccia anche di morte.  Nel 2015 è stata ospite del salotto di Barbara D’Urso dove ha raccontato la sua storia. 

di Anna Paratore

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