Che fine ha fatto Milena Vukotic?

21 febbraio 2017 ore 11:43, intelligo
Nel vasto mondo della recitazione, esistono attori e attrici – un numero esiguo, per la verità - così bravi e versatili che hanno addirittura un pubblico diverso a seconda delle loro esibizioni

Raramente questi fuoriclasse sono però riconosciuti come tali: nello spietato mondo dello spettacolo, purtroppo, non sempre il talento si accoppia al successo travolgente. Spesso, questi rari esempi di capacità, se ne restano in una sorta di “girone” a latere dove vengono definiti “caratteristi” e dove raccolgono sì consensi, e applausi, e magari premi, ma dove mai si ritrovano folle oceaniche in adorazione come avviene per le cosiddette star. Il caratterista è un attore che difficilmente ha una parte di protagonista, ma senza il quale qualsiasi rappresentazione, sia essa teatrale o cinematografica, perderebbe forse la sua maggiore attrattiva. Ed è nella categoria dei grandi caratteristi italiani che ascriviamo senz’altro Milena Vokotic. 
Che fine ha fatto Milena Vukotic?
Milena nasce a Roma il 23 aprile del 1935 dicono i maligni, nel 1938 dicono gli amici. E’ figlia di un commediografo di origine montenegrina e di una pianista e, ça va sans dire, la ritroviamo fin da piccina ad impegnarsi per entrare anche lei a pieno titolo nel mondo dello spettacolo. I genitori, però, vogliono per la loro figliola anche un’educazione tradizionale, e le fanno frequentare le scuole superiori a Londra. Una volta ottenuto il diploma, la giovane Milena si trasferisce a Parigi dove studia recitazione, musica e danza sotto la guida di Tania Balachova. Qui, come ballerina, grazie anche al suo fisico esile, perfetto per la danza, entra a far parte della compagnia del Marquis de Cuevas e, poi, in quella di Roland Petit, entrambe prestigiose.  E già a questo punto, Milena potrebbe dire di aver superato un bel traguardo, ma danzare non è la sua massima aspirazione. Quello che la giovane desidera davvero,  in realtà, è recitare.
Trasferisce dunque nella recitazione la sua grazia e una certa soavità che le arrivano proprio dalla danza. Ottiene le sue prime piccole parti e fai il suo debutto nel 1960 nel Sicario di Damiani.   Seguono poi altre pellicole con registi di prestigio, quali Il giovedì (1963) di Dino Risi, Giulietta degli spiriti (1965), L'arcidiavolo (1966) di Scola e l'episodio Toby Dammit (inserito in Tre passi nel delirio, 1968) di Fellini, poi i primi due capitoli (1975 e 1982, entrambi di Monicelli) della trilogia di Amici miei, e La terrazza (1980) sempre di Scola, La bisbetica domata (1967) di Zeffirelli, Il fascino discreto della borghesia (1973), Il fantasma della libertà (1974) e Quell'oscuro oggetto del desiderio (1976) tutti di Luis Buñuel.          
Nello stesso periodo in cui Milena comincia a recitare  al cinema, viene anche notata per la televisione tanto che nel 1964 Lina Wertmüller la inserisce nel cast dello sceneggiato di grande successo Gian Burrasca, dove Milena recita la parte di una delle sorelle del terribile ragazzino. Dieci anni dopo, nel 1974, viene chiamata ad interpretare la protagonista di Nel mondo di Alice, trasposizione televisiva del celebre romanzo Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll.  

E non basta perché, tra il cinema e la televisione, la Vukotic riesce a far entrare anche il teatro, e che teatro! Non si esibisce certo con compagnie amatoriali o di poco conto, ma partecipa a prestigiosi allestimenti accanto a Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Paolo Poli e Jean Cocteau, divenendo anche una delle attrici preferite di Rina Morelli che la vuole, tra l’altro, in  Oh, che bella guerra del 1982 o Così è se vi pare di Pirandello nel 1983.
Eppure, sebbene abbia un pubblico che la ama, la segue e l’applaude, per essere sdoganata in una platea più nazional-popolare, Milena deve attendere il personaggio della signora Pina, la “casalinga disperata” moglie del ragionier Ugo Fantozzi, in ben 8 delle 10 pellicole dedicate al fortunatissimo – in termini di botteghino – personaggio inventato da Paolo Villaggio.  Pina le vale anche un Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista in Fantozzi in paradiso, del 1994.
Il grande successo cinematografico si somma poi a quello televisivo grazie al ruolo di nonna Enrica, snob e saccente, in netta contrapposizione con nonno Libero, interpretato da Lino Banfi, nella fortunatissima serie Un medico in famiglia di RAI 1.

Seguono anche interessanti interpretazioni come quella dell’arcigna infermiera in Saturno contro di Ferzan Özpetek, e in quello della professoressa in Un giorno Perfetto, sempre dello stesso regista.  E nello stesso anno di quest’ultimo film, riceve anche il Ciack d’oro alla carriera. Sette anni dopo, nel 2014, ottiene la terza nomination al David di Donatello grazie alla sua partecipazione al film testamento di Carlo Mazzacurati La sedia della felicità, dopo quelle ricevute, sempre nella categoria di migliore attrice non protagonista, per i film Amici miei - Atto II° nel 1983, e Fantozzi alla riscossa, nel 1991.
Ancora attivissima anche negli ultimi anni, Milena Vukovic ha lavorato in teatro in  C come Chanel, regia di Roberto Piana (2013-2014); Io sono Virginia, regia di Elisabetta Villaggio (2013);  Moderato cantabile - Duras mon amour, regia di Roberto Piana (2014)  e Regina madre, regia di Manlio Santanelli (2014-2016).
Ultimamente, poi, Milena ha fatto anche parlare di sé per una battaglia combattuta e vinta con l’Agenzia delle Entrate, che pretendeva da lei cifre notevoli. Resasi conto, come ha detto lei stessa che “tecnici del fisco avevano letto male le cifre dei suoi guadagni e fatto confusione con le percentuali” ha deciso di opporsi al prelievo. Alla fine, la Commissione tributaria che pure si era già espressa due volte rigettando i suoi ricorsi,  ha dovuto darle ragione, oltre che farle tante scuse.   
Mica male per un delicata signora ottuagenaria grande come un passerottino… Auguri, Milena!            

di Anna Paratore
                                                                                                       
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