Provate prima di comprare, Amazon testa la 'casa-camerino'

27 giugno 2017 ore 15:15, Luca Lippi
Quello di provare i vestiti acquistabili on line ‘gratuitamente’ sembra passare come la nuova frontiera dell’e-commerce, e su quest’onda non poteva mancare Amazon, anche se non arriva affatto prima! 
A detta di molti media e osservatori, era uno dei pochi limiti rimasti alla diffusione dell’e-commerce in relazione all’acquisto dei capi d’abbigliamento: non è facile decidere quali vestiti comprare senza prima aver avuto la possibilità di provarli; ragion per cui tutte le principali piattaforme di shopping online si stanno attrezzando per trovare soluzioni che rendano sempre più facile “provare” gli abiti per via virtuale o almeno restituire gratuitamente quelli che non hanno superato la prova. Nella sostanza, è una lieve evoluzione del ‘soddisfatto o rimborsato’, unica differenza che non devi necessariamente pagare per avere il capo in prova a casa.
Provate prima di comprare, Amazon testa la 'casa-camerino'
Amazon, che ha lanciato, per il momento solo negli Stati Uniti e ancora in versione beta, il servizio Prime Wardrobe , che consente di ricevere a casa gratuitamente tutti i capi (non meno di tre e non oltre 15) che si desiderano, provarli per una settimana e poi acquistare solo quelli che effettivamente ci hanno convinto. Gli altri verranno ritirati direttamente a casa dalla stessa Amazon, senza dover pagare nulla. 
Premesso che la prova gratis degli abiti, in linea generale esiste da sempre, premesso anche che chiunque voglia cogliere affari su internet prima di inoltrare l’ordine va a provare “sempre gratis” il capo nella distribuzione tradizionale allo scopo di andare sul sicuro, ora questa presumibile nuova frontiera offre la possibilità di non uscire mai più di casa per vestirsi, una sorta di controsenso!
Il nuovo servizio ricorda la soluzione studiata da Stitch Fix (che tramite un abbonamento consente di ricevere a casa mensilmente dei vestiti selezionati in base ai nostri gusti e alle nostre misure, per poi tenere solo quelli che ci piacciono); a differenza della startup americana, però, Amazon consente di scegliere da soli quello che ci piace. La soluzione è aggressiva anche dal punto di vista dei prezzi: se decidete di comprare almeno tre abiti, ci sarà uno sconto del 10%, che sale fino al 20% se si superano i cinque capi d’abbigliamento. Tra i marchi disponibili ci sono Calvin Klein, Levi’s, Adidas, Theory, Timex, Lacoste e altri ancora.  
Dieci anni fa, Jeff Bezos disse:Per diventare una società veramente importante, dobbiamo imparare a vendere online anche i vestiti e il cibo”. Con l’acquisto di Whole Foods e il lancio di Prime Wardrobe, sembra che Amazon sia sulla buona strada. 
Solo una riflessione; poiché l’esigenza di chi acquista online è quella di risparmiare, e avendo affinato la pratica provando i capi nella distribuzione ordinaria prima ancora di ordinarli, sorge un legittimo dubbio.
È noto che in tutte le griffe esistono linee di prima scelta e poi di seconda e terza scelta. È noto anche che alcune linee, quelle più economiche, seguono percorsi alternativi e sono assemblate in località dove le etichette sono cucite a caso, fenomeno assai diffuso soprattutto per le scarpe. Forse la grande distribuzione online vuole allontanare l’utenza dal rischio di scoprire qualcosa che non deve essere conosciuta?

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autore / Luca Lippi
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