Ristorante francese licenzia chef italiano per una 'carbonara al dente'

28 luglio 2017 ore 17:20, Luca Lippi
Licenziato dai francesi perché non sanno mangiare la pasta. È quello che è accaduto a Maurizio Landi, chef italiano emigrato in Francia a causa della crisi che sta erodendo il lavoro nel nostro Paese. E da italiano, ma soprattutto da chef, Landi non può sopportare che si mangi la pasta scotta. In sostanza lo chef bolognese non ha voluto transigere sul tempo di cottura degli spaghetti con il proprietario del ristorante dove aveva trovato lavoro. Un gesto eroico, il lancio del cucchiaio di legno come fu per Toti la stampella. Non si è voluto piegare alla barbarie culinaria dei francesi e per questo si è immolato alla sacra causa dello spaghetto.
Ristorante francese licenzia chef italiano per una 'carbonara al dente'
EMIGRANTE
L’eroico chef qualche anno fa è stato costretto a trasferirsi in Francia dopo che gli affari nel suo storico locale, il Divinis, andavano male. Trova subito lavoro nella cucina di un bistrot del Beaujolais, che dà il nome a un popolare rosso. Tutto bene tra i fornelli fin quando non gli viene chiesto di cimentarsi con la pasta.

GALEOTTO LO SPAGHETTO
Lo chef cucina lo spaghetto alla carbonara ordinatogli rigorosamente al dente, e in questo modo lo favorisce al passe. Servito il piatto ai commensali francesi, questi ultimi abituati a ingurgitare palle collose non riescono a mangiarla. Per questo motivo i piatti di carbonara da manuale ritornano sul passe. A questo punto il proprietario del locale chiede a Maurizio di fare un passo indietro e lasciare qualche minuto in più la pasta sul fuoco. Ma il nostro eroe non vuole cedere all’onta e intima ai francesi di fare un passo in avanti. Sono i francesi, secondo Maurizio, a dover capire la pasta e non gli italiani ad accontentare i loro gusti gallici.

LICENZIATO
Il fatto si ripete anche nei giorni a seguire e il titolare del locale che bada all’incasso non a dover prestare il suo locale come fucina per insegnare a gustare la cucina italica, convoca il Landi e gli dà il benservito. Come confermato dallo stesso Maurizio: “Licenziato in tronco per la pasta al dente: dovevo essere assunto il 4 agosto a tempo indeterminato, ma non sono arrivato a finire il quarto mese di prova”.

IL PRODE CUOCO ITALICO RECIDIVO
Landi ci ha provato a difendere la qualità del cibo italiano. E di quello bolognese.Mi hanno chiesto molte volte di fare gli spaghetti alla bolognese e io non mi sono mai prestato: lasciavo pronto il ragù alla bolognese e lo usavano durante il mio giorno di riposo con gli spaghetti, a nulla serviva dire che quel piatto non esiste e che per il ragù ci vogliono le tagliatelle. Perché va bene adattarsi ai gusti del posto, ma snaturare del tutto le proprie origini e i propri culti alimentari è forse chiedere un po’ troppo”.
Non ha proprio tutti i torti il nostro chef-eroe, ma la sostanza è che se realmente si ha bisogno di sopravvivere forse si può prima cercare di consolidare il proprio posto di lavoro e poi provare a far capire ai galli come si può mangiare la pasta secondo le usanze italiche.

CHEF FORTUNATO
La storia, assolutamente vera, ha un lieto fine, almeno per una volta. Due giorni dopo il licenziamento,  il 56enne bolognese ha trovato un altro posto di lavoro.Per fortuna in Francia da questo punto di vista è più facile ripartire. Mi sono presentato nel nuovo posto e ho messo subito le cose in chiaro, però. Ho chiarito immediatamente che io la pasta la faccio, ma la faccio al dente. Sia chiaro che non scendo compromessi”.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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