Risparmi nella tempesta, dove puntare e come muoversi

29 maggio 2017 ore 13:01, intelligo
Sono due anni che gli investitori non campano più, i mercati spesso per cause politiche hanno sterzate e giravolte dure e improvvise. Il prezzo del petrolio troppo basso a inizio 2016, i crediti deteriorati delle banche italiane (ma anche qualcuna tedesca), la Brexit, il ciclone Trump. Ora abbiamo il difficile salvataggio delle due banche venete (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza), la Grecia che a luglio dovrà restituire 7 miliardi che per il momento non possiede, il possibile impeachment di Trump per aver ostacolato la giustizia sul Russiagate. Dobbiamo poi ricordare la crescita economica bassissima dell'Italia, il debito pubblico per il momento sotto controllo grazie alla politica monetaria espansionistica della Bce, politica che comunque terminerà nei prossimi mesi.
Risparmi nella tempesta, dove puntare e come muoversi
Il quadro è triste e non fa assolutamente onore al nostro Paese
, i risparmiatori grandi e piccoli non sanno che pesci prendere. L'azionario italiano per il momento va bene, particolarmente le "mid cap" i titoli a media capitalizzazione che beneficiano dei cosiddetti Pir (Piani individuali di risparmio) esentasse introdotti nei mesi scorsi che si prevede aumenteranno ancora nei prossimi mesi. In America dopo le elezioni di Trump il Dow Jones andava benissimo e il Nasdaq (titoli tecnologici) soffriva, ma le recenti difficoltà del presidente americano ha invertito l'andamento dei due indici azionari. La Borsa giapponese dovrebbe in teoria andare a gonfie vele data la politica generosa della banca centrale giapponese e le innovazioni liberali del governo Abe, ma risente pesantemente dell'andamento poco lineare del dollaro. I paesi emergenti da tempo non sono più un gruppo compatto, l'investitore deve andare a caparseli, Brasile e Russia non vanno bene, la Cina con i suoi giganteschi debiti bancari è soggetta agli interventi dei politici, solo l'India respira anche se alcune riforme nel campo monetario sono state criticate. 
Anche muoversi sul mercato obbligazionario non è facile, i titoli a lunga scadenza con l'elezione di Trump e il pericolo di un ritorno dell'inflazione in parte rientrato, hanno sofferto molto, il dollaro molto cresciuto nello stesso periodo sta perdendo colpi, sempre per motivi legati alla politica.
Che fare? Puntate sui titoli italiani a media capitalizzazione, tipo Autogrill, Geox, Fincantieri, ma fate attenzione sono sopravvalutati, se i Pir di cui dicevamo dovessero avere degli intoppi la caduta sarebbe improvvisa e pesante, se nelle prossime settimane (il 15 giugno un decisivo incontro dell'Eurogruppo) si sbloccasse la situazione della Grecia comprate i suoi titoli di Stato che hanno un rendimento notevolmente superiore alla media. Ma non scordateveli, di questi tempi le bufere sui mercati sono numerose, cercate sempre di seguire l'informazione economica con costanza, i tempi dei "cassettisti" sono decisamente passati.

di Luciano Atticciati

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