Austria non mette il burqa: è divieto. E l'Italia guarda

29 marzo 2017 ore 10:35, Adriano Scianca
Stretta dell'Austria sui profughi di religione islamica: il governo ha infatti deciso di vietare il velo integrale in pubblico e si prepara a bandire la distribuzione del Corano e a rendere obbligatoria la frequentazione di corsi di lingua e cultura tedesca per i profughi nel primo anno del loro arrivo nel paese. Lo riportano i media austriaci precisando che le misure, preannunciate a febbraio, sono state approvate oggi dall'esecutivo di larga coalizione nel consiglio dei ministri che ha apportato modifiche al piano “sicurezza e integrazione”. I richiedenti asilo dovranno inoltre svolgere attività socialmente utili in modo gratuito. Chi si rifiuterà vedrà ridotti gli aiuti finanziari. “Solo in questo modo le persone potranno elaborare il rispetto verso la società”, ha affermato Sebastian Kurz (Oevp), ministro degli Esteri e dell'Integrazione, promotore del pacchetto di misure varato oggi. Il provvedimento, approvato oggi, prevede in particolare il divieto del burqa e di qualsiasi altro tipo di velo che copra il viso delle donne nei luoghi pubblici. 

LA LEGGE ITALIANA
Austria non mette il burqa: è divieto. E l'Italia guarda
Questo in Austria. E in Italia, che dice la legge? Il Parlamento non ha mai legiferato espressamente sulle varie forme di velo islamico, ma una linea di condotta è rintracciabile nelle norme generali contenute nel Testo unico della legge di pubblica sicurezza, che all'articolo 85 vieta di “comparire mascherati in luogo pubblico” e prevede per i trasgressori una “sanzione amministrativa”. Chi, invitato a farsi identificare, rifiuti di farlo, è punito con un'ulteriore ammenda. Non solo. L'articolo 2 della legge 8 agosto 1977, n. 533 (Disposizioni in materia di ordine pubblico) vieta anche l'uso di caschi protettivi, o di “qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo”. Per chi trasgredisce è previsto l'arresto da sei a dodici mesi e una sanzione amministrativa. Burqa e niqab (il velo che lascia una fessura solo per gli occhi) sarebbero quindi illegali in base alle norme italiane, mentre il chador che lascia visibile l'ovale della faccia e copre unicamente i capelli sarebbe invece ammesso. Per quanto riguarda la carta d'identità, una circolare del ministero dell'interno del 24 luglio 2000 specifica che per il rilascio delle carte di identità sono permesse le fotografie col capo coperto ma con i tratti del viso ben visibili. Un certo dibattito si è comunque acceso in seguito alla sentenza della Corte europea di giustizia di Lussemburgo che concede la possibilità alle aziende di vietare il velo islamico e altri simboli religiosi ai dipendenti durante i contatti con i clienti.
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