Tap, Puglia di Emiliano contro Ue: "Polizia per questione politica"

29 marzo 2017 ore 13:27, Luca Lippi
La Tap come la Tav, ma stavolta la questione ha l’aspetto di una comunità che si ribella all’Europa. Per chi non conosce la questione, in sintesi, il gasdotto transadriatico Tap è solo uno dei progetti energetici che rientrano nel cosiddetto Corridoio meridionale del gas, definito dalla Commissione Ue “un’iniziativa importante per portare le risorse di gas del Mar Caspio e dell’Asia centrale sui mercati europei”.  
L’opera, la Trans Adriatic Pipeline (Tap) parte quindi al confine tra Grecia e Turchia, dove si collega al Trans Anatolian Pipeline (Tanap). Si snoda quindi in tre paesi, Grecia, Albania e Italia, per oltre 800 chilometri, (di cui un centinaio nell’Adriatico): in Italia, Tap si radica in Salento, nel comune di Meledugno, con un tratto di 8 chilometri sulla terra ferma, mentre la condotta sottomarina nelle acque territoriali italiane misurerà 25 chilometri, secondo quanto si legge nel sito del progetto.
Immediatamente la regione Puglia si è opposta ai lavori di preparazione dei terreni interessati, ma a metà marzo, il ministero dell’Ambiente ha risposto alla nota del dipartimento Mobilità e ambiente della Regione Puglia, chiarendo che le autorizzazioni ambientali relative allo spostamento degli ulivi (in ottemperanza a una prescrizione) nell’aria di cantiere del microtunnel erano state conseguite da Tap e quindi si poteva procedere con i lavori. Al centro delle contestazioni, quindi, l’attività di espianto degli ulivi, destinati al sito di stoccaggio ‘Masseria del Capitano’ in attesa del reimpianto.
Secondo il presidente della Regione Emiliano, il Governo ha utilizzato “Forze dell’ordine per risolvere una questione politica”, non avendo ascoltato “l’indicazione della Regione Puglia e dei Comuni, che avevano chiesto di localizzare l’approdo del gasdotto più a nord, nell’area del comune di Squinzano”. Emiliano, che pure ammette che la Regione è favorevole all’opera, rimarca che “purtroppo abbiamo dovuto incassare una pesante sconfitta giudiziaria da parte del Consiglio di Stato” ma anche che “la Regione Puglia si riserva ogni ulteriore eventuale iniziativa giudiziaria finalizzata alla modifica del punto di approdo”.
Tap, Puglia di Emiliano contro Ue: 'Polizia per questione politica'
Quindi, scontri davanti al cantiere Tap tra le forze dell'ordine e i manifestanti che cercano di impedire lo spostamento degli ulivi che si trovano lungo il tracciato a terra.  Ieri le forze dell’ordine, in tenuta anti-sommossa, hanno dovuto forzare il posto di blocco ‘creato’. Gli attivisti, seduti davanti ai cancelli sono stati spostati dalla Polizia con “modi poco gentili”. Pochi minuti di ‘guerriglia’ che rendono l’idea di come il fronte dei contrari alla realizzazione dell’opera considerata ‘strategica’ per il territorio non si voglia arrendere, nemmeno davanti all’ok del Consiglio di Stato o al beneplacito del Ministero.
Alla fine, oggi intorno alle 10,30, i camion della Tap sono entrati nel cantiere di San Basilio per continuare, protetti da un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa, l’espianto degli ulivi propedeutico al passaggio del microtunnel per il gas proveniente dall’Azerbajian (dopo i lavori, gli ulivi, espiantati con tanto di zolla e radici, verranno rimessi al loro posto). 
Dunque la questione non è tanto l’espianto degli ulivi che non sarà permanente, ma è l’insofferenza di una comunità, che rappresenta un popolo (anche più di uno giacchè gli stessi problemi si stanno evidenziando anche in Grecia) alla prepotenza.
Ha commentato il sindaco di Castrì di Lecce,  Andrea De Pascali: “Quando le ragioni si fanno prevalere con la forza il rischio è che la gente si ‘indispettisca. C’è uno spiegamento di forze dell’ordine notevole, forse sproporzionato considerando che nessuno dei manifestanti si è opposto se non pacificamente ai lavori. In tenuta anti-sommossa, poi. È normale che le persone che hanno sacrificato tutto per stare lì si sentano prese in giro. E lo spostamento degli ulivi ha tutto il sapore di una provocazione”. 
Il primo cittadino punta il dito contro la multinazionale, rea di non aver fatto nulla per evitare i disordini: “Non era necessario eradicare gli alberi proprio oggi è un messaggio chiaro che Tap ha voluto lanciare, una specie di dimostrazione di forza, di superiorità. La costruzione del micro-tunnel nella campagna dove è previsto il tracciato dovrebbe iniziare almeno tra un anno e mezzo, che senso ha spostare gli alberi durante una manifestazione con il rischio di esacerbare gli animi tra i presenti?”. 




#Tap #Ulivi #Puglia #AntiUe #Emiliano #Gasdotto
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...