Vademecum del parto in casa: cosa sapere per non rischiare

06 dicembre 2016 ore 12:38, Andrea De Angelis
Partorire a casa in sicurezza si può, ma non si deve. I neonatologi parlano di "scelta rischiosa", ma il modo per renderla più sicura esiste. Di certo sono lontani anni luce i tempi in cui era necessario, perché non vi erano praticamente alternative, partorire nella propria abitazione. 

Per la Sin, Società Italiana di Neonatologia, la scelta è appunto rischiosa. Più possibilista invece l'Associazione Nazionale Ostetriche secondo cui dipende dalle condizioni. Su questo in realtà vi è concordanza: per partorire in casa non vi devono essere particolari patologie della mamma, in caso contrario è decisamente consigliato recarsi in un ospedale dove la persona incinta può essere monitorato costantemente dal personale medico e infermieristico. 
Fin qui tutto chiaro, quasi ovvio. Eppure in Italia le nascite tra le mura domestiche sono decisamente poche, specialmente se paragonate ad altri Paesi europei. Lo scorso anno, ad esempio, si è scesi abbondantemente sotto quota mille, compresa una potenziale fascia di nascite clandestine. Questo perché si teme l'imprevisto e si ha paura di restare sola nel momento più importante. Decisivo.

Vademecum del parto in casa: cosa sapere per non rischiare
Diversi, dicevamo, i numeri nel resto del continente. In Olanda, ad esempio, quasi un bambino su quattro non nasce in ospedale, ma nella casa dei suoi genitori. La scelta deriva dalla volontà di vivere in maniera meno traumatica il parto, appunto all'interno della propria dimora. Senza sottovalutare poi il fascino di poter dire al proprio figlio che sì, è nato lì, proprio in quella stanza. Così al secolo le mamme che scelgono di mettere alla luce il piccolo a casa appartengono a una fascia medio-alta, sia dal punto di vista economico che dell'istruzione. L'esatto contrario, dunque, di quanto avveniva decenni addietro, quando solo chi "poteva permetterselo" sceglieva la struttura ospedaliera
Anche in Italia, comunque, cìè chi si schiera apertamente per la casa. Oltre all'assenza di patologie, occorre rispettare due regole importanti: affidarsi ad ostetriche professioniste ed essere pronte, per qualsiasi evenienza, a recarsi nell'ospedale più vicino. 
Sul parto in casa la giornalista Elisabetta Malvagna ha scritto il libro "Il parto in casa-istruzioni per l'uso", con prefazione della cantautrice Giorgia, grande sostenitrice del parto in casa, avendolo lei stessa scelto per mettere alla luce il piccolo Samuel.
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