Che fine ha fatto Ombretta Colli?

07 luglio 2017 ore 13:50, intelligo
Cantante, donna di spettacolo, moglie amata di uno dei maggiori cantautori italiani, tosta e pronta a subire critiche senza mai abbattersi. Donna politica per molti anni tra le fila di Forza Italia, non si è mai vista perdonare questa scelta dalla sinistra egemone nel mondo dello spettacolo. Lei è Ombretta Colli, e quando scese in campo per il partito di Berlusconi si gridò allo scandalo. In un’intervista di qualche anno fa, sua figlia Dalia ha raccontato: “Lella Costa arrivò a dire che di fronte ad una scelta del genere, mio padre (Giorgio Garber ndr) doveva fare un atto politico: divorziare. Mia madre è stata una femminista militante, ma non era di sinistra. E poi la sua decisione di candidarsi nasceva dal desiderio di fare qualcosa per gli altri. Negli anni alla Provincia, ad esempio si è occupata molto di anziani.”

Che fine ha fatto Ombretta Colli?
Ombretta Comelli, in arte Ombretta Colli, nasca a Genova il 21 settembre del 1943, in un momento davvero turbolento e difficile della recente storia italiana. E’ un caso che la famiglia di Ombretta si trovi nella città della Lanterna in quei giorni, e lo racconta lei stessa: “I miei genitori, milanesi, si trovavano nel capoluogo ligure per ragioni di lavoro, mio padre, nato a Milano, in via Settembrini, era un cantante, musicista, batterista e bassista. A causa del mestiere di mio padre la mia famiglia si trova a girare da una città all’altra, in Italia e all’estero. Mi sentivo una bambina sfortunata, diversa dalle altre. Arrivavo in una scuola dove tutti si conoscevano, e io non conoscevo nessuno. Poi, a un certo punto, ho avuto uno scatto di orgoglio: ma fantastico,  io sono una bambina fortunata. Conobbi Firenze, Genova, Milano, Roma, avevo amici in tutta Italia, imparai le lingue. Prima media a Torino, seconda media a Venezia. Poi Svizzera, Austria, Germania. E l’estate quasi sempre ad Alassio.” Poi, quando lei compie diciassettenne anni suo padre decide che sia arrivato il momento di fermarsi, e la famiglia torna a Milano in pianta stabile. 

La prima casa milanese è in viale Lucania, poi ci sarà quella di via Corridoni. E di quel periodo, Ombretta ha un ricordo vivido e, per certi versi, struggente: “La Milano della mia infanzia e della mia adolescenza era meno assediata, meno frequentata, con minor traffico, era una città che aveva sicuramente una grinta e una voglia di ricostruire, con i milanesi molto laboriosi e molto tenaci.  Molti immigrati arrivavano dal sud, vi erano molti alloggi da costruire”. E lei, con il suo carattere spumeggiante, determinato e curioso si immerge in quell’atmosfera di crescita e rinascita. Si iscrive all’Università Statale Ombretta e con il background che si porta già dietro decide di continuare lo studio delle lingue straniere, impegnandosi pure con il russo e il cinese. Ma c’è anche altro che l’attrae, ed è il mondo dello spettacolo, non quello dei grandi teatri quanto quello dei piccoli locali di tendenza che in quegli anni spuntano a Milano come funghi. In più è bella. Appena diciassettenne le offrono di partecipare a Miss Italia, e lei si classifica seconda. 

Nel 1962, nemmeno ventenne, esordisce al Piccolo Teatro in Un cannone per Mari, per la regia di Virgilio Puecher, e si unisce per un po’ alla compagnia. Terminata quell’esperienza, lavora anche come fotomodella ed è posando per la copertina di un suo disco che conosce il cantautore Giorgio Gaber. Tra i due c’è subito una profonda intesa sebbene siano molto diversi. Nasce l’amore, ma dovranno trascorrere tre anni, ed arrivare il 1965 prima che si sposino nell’Abbazia di Chiaravalle, il 12 aprile di quell’anno. Intanto Ombretta lavora molto nel mondo del cinema per B-Movie tipo  A due passi dal confine di Gianni Vernuccio (1961), Colpo gobbo all’italiana di Lucio Fulci (1962), Il figlio di Spartaco di Sergio Corbucci (1962), Il gladiatore di Roma di Mario Costa (1962), Goliah e la schiava ribelle di Mario Caiano (1963), I predoni della steppa di Tanio Boccia (1964), Maciste alla corte dello zar di Tanio Boccia, Crimine a due di R.Ferrara (1964), Il pianeta errante di A.Margheriti (1965), La morte viene dal pianeta Aytn di Antonio Margheriti (1965), che non passeranno alla storia della cinematografia, ma che all’epoca fanno guadagnare i produttori. In più, Ombretta si lancia anche come cantante: ha un suo gruppo tra chi figura anche Franco Battiato come chitarrista. I suoi primi brani sono Riccioli a cavatappo, La sigaretta (scritta da Giorgio Gaber) e La quercia (scritta da Franco Battiato). Successivamente sceglie di rivisitare antichi generi popolari e ripropone la filastrocca “La mia mamma” per cui Gaber riscrive il testo, che riceve apprezzamento di critica e di vendite. Ben presto arriva il primo LP, è il 1970, Viva l’amore, che riscuote notevole successo. 

Molto conosciuta dal grande pubblico grazie alla TV per aver presentato dei programmi ma soprattutto per una serie di caroselli che ha girato, Ombretta viene catturata dal teatro quando Pietro Grassi la vuole protagonista nella commedia Ogni anno punto a capo diretta da Eduardo De Filippo. In seguito lavora nella compagnia di Gino Bramieri in Cielo, mio marito. Rientra momentaneamente nel mondo della musica nel 1973 quando partecipa a Canzonissima con Oh marito, il cui testo farà scandalo nell’Italietta puritana, costringendo Ombretta a modificarne alcune frasi. Dopo di allora si dedica quasi esclusivamente al teatro, in particolare alle commedie musicali, con cui riceve successo e particolare apprezzamento dalla critica. Poi torna a lavorare in televisione, all’inizio come ospite poi come conduttrice. Nel 1983 presenta con Gino Paoli le prime quindici puntate del programma televisivo di Rai2 Il cappello sulle ventitré. 

Nel 1991 ritorna all'attività di presentatrice, conducendo insieme a Red Ronnie il programma televisivo di Canale 5 Vota la voce. I suoi album più noti sono: Una donna tutta sbagliata, ai cui testi collabora anche Battiato, ed Una donna due donne un certo numero di donne, che vede la collaborazione, oltre che di Gaber, anche di Gino Melchiorre, autore di tre testi: Ah, la Mama; Sì lo so ch'è quasi tutto; Stornelli sul lavoro. All’improvviso, poi, Ombretta Colli prende le distanze dal mondo dello spettacolo e si getta a capofitto in quello della politica per l’allora neonato partito di Forza Italia, al seguito di Silvio Berlusconi. Da sempre considerata di sinistra come suo marito, questa sua scelta viene letta come una sorta di tradimento, e criticata in modo a dir poco esagerato anche da gente che fino al giorno prima si professava amica. Per tutta risposta, Ombretta viene eletta parlamentare europea nel 1994, seggio a cui rinuncia nel giugno del 1995 per entrare nella Camera dei Deputati, divenendo membro delle commissioni parlamentari lavori pubblici e lavoro. 

Viene poi eletta senatrice nelle elezioni politiche del 1996, restando in carica fino al 2001. Contemporaneamente, nel 1997 diviene assessore comunale ai servizi sociali nella giunta comunale di Milano guidata da Gabriele Albertini. Nel 1999 assume la presidenza della Provincia di Milano ruolo che ricopre fino al 2004, quando viene scalzata dal centrosinistra di Penati. Dopo le politiche del 2006, torna in Senato, stavolta per la lista Casa delle libertà. Si occupa anche delle amministrative di Milano, e viene chiamata a ricoprire il ruolo di assessore alle periferie del comune dal sindaco Moratti, incarico che viene però ritenuto inconciliabile con quello di senatore della Repubblica. Nel 2008 viene riconfermata senatrice per il PdL. L'8 febbraio 2012 viene nominata sottosegretaria alle pari opportunità, moda e design della Regione Lombardia nella IV giunta guidata da Roberto Formigoni. Il 17 maggio 2012 si dimette per incompatibilità con l'incarico di sottosegretario della Regione Lombardia dalla carica di senatrice, ma decide anche di chiudere con la politica, convinta di aver terminato il suo percorso. Si dedica così alla sua vita privata. Rimasta vedova del grande Giorgio Gaber, ha una figlia, Dalia Gaberšcik, che le ha dato due nipoti: Lorenzo e Luca.

di Anna Paratore
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