Ecco che fine ha fatto Brigitte Bardot

09 maggio 2017 ore 13:42, intelligo
Ha detto: “È meglio essere infedeli che essere fedeli senza volerlo essere.” E anche: “Non importa che sia di destra o di sinistra, ma abbiamo bisogno di una voce che si alzi e che difenda i diritti degli animali.” Così, in due sole frasi, Brigitte Bardot ha riassunto tutta la filosofia della sua vita. Una vita intensa, movimentata, controcorrente, a volte scandalosa, ma piena e lunga. Da molti punti di vista, una vita invidiabile che lei continua a navigare con la caparbietà di una diciassettenne…
Brigitte Bardot nasce a Parigi il giorno 28 settembre 1934 sotto il degno della Bilancia, dall'unione di Louis "Pilou" Bardot, industriale, e di Anne-Marie Mucel. La sua è una famiglia dell’alta borghesia, una stirpe di imprenditori, il papà facoltoso ingegnere, la mamma una bellissima donna anche lei dell’upper class francese. Fin da piccolissima l’affidano a una bambinaia italiana, Dada, e la bimbetta ci trascorre talmente tanto tempo insieme che alla fine parla meglio l’italiano del francese.  
Sia chiaro, i genitori adorano Brigitte, ma sono gente del bel mondo, pieni zeppi d’impegni, e hanno poco tempo per lei che così crescerà probabilmente coltivando in cuor suo la sindrome del’abbandono, e una serie di insicurezze che derivano dalla poca presenza della mamma nel suo primo anno di vita. Poi, a 4 anni, Brigitte ha un trauma, viene ricoverata d’urgenza per un appendicite e quando rientra in casa dopo l’operazione trova ad attenderla una sorellina, Mjanou, che lei nemmeno immaginava che potesse arrivare e che, da quel momento, ancora di più le ruba le attenzioni della mamma.  Così, lentamente, il suo carattere si modifica: la bambinetta tenera e dolce comincia ad essere ribelle, scontrosa, maleducata, incorregibile. In pratica fa di tutto per tornare al centro dell’attenzione  dei genitori che però non apprezzano e per punizione obbligano Brigitte a dar loro del “voi”, contribuendo ad allargare il solco che si sta creando tra loro. 
Intanto, il tempo passa e BB cresce. E’ bellissima, ma lei non si piace, si vede addirittura goffa e impacciata. L’aiuta la danza classica che raffina il suo portamento e le conferisce armonia e flessuosità. Gli uomini cominciano ad accorgersi di lei che passa da un amorazzo all’altro, senza soffermarsi, alla perenne ricerca di quell’amore esclusivo che le è mancato in famiglia. Incarna quell’aspetto un po’ da Lolita trasgressiva che la maggior parte di chi la conosce
Ecco che fine ha fatto Brigitte Bardot
trova travolgente, ha un look innovativo ancora oggi imitato. La bocca dall’espressione perennemente imbronciata, le fasce tra i capelli e il noto “chroucroute” – una sorta di inimitabile cotonatura – lo stile hippie, ma pulito e ordinato, fanno di lei immediatamente un mito non appena il cinema e il gossip la scoprono. Ha 18 anni quando appare sul grande schermo, uno dei primi film che interpreta è Manina, ragazza senza veli, del 1952. Nel frattempo si fa vedere a Cannes, sulla spiaggia dei divi dove contribuisce al successo del bikini e qualche volta, come molta spregiudicatezza, si mostra anche in monokini. In Francia fa notizia, negli USA fa scandalo, e Andy Warhol la ritrae come fa per la Monroe e farà per la Kennedy. E’ indiscutibilmente nato un mito.
I suoi film da quel periodo in poi, sono per lo più commedie, a volte pellicole storiche, ma niente di particolarmente impegnato. Ecco alcuni titoli: Grandi manovre (Les grandes manoeuvres), regia di René Clair (1955); Elena di Troia (Helen of Troy), regia di Robert Wise (1956), nel quale però l’attrice non interpreta Elena ma solo una sua ancella; Mio figlio Nerone, regia di Steno (1956), con Alberto Sordi in cui BB interpreta un’esplosiva Poppea; Piace a troppi (Et Dieu... créa la femme), noto anche col titolo E Dio creò la donna  diretto nel 1956 da Roger Vadim, pellicola che contribuisce a lanciare sia Vadim che Brigitte Bardot aveva sposato nel 1952 e da cui divorzierà nel 1957, che Louis Trintignant, attore protagonista della pellicola. La ragazza del peccato (En cas de malheur), regia di Claude Autant-Lara (1958), tratto da un romanzo di Georges Simenon; Femmina (La Femme et le pantin), regia di Julien Duvivier (1959); Babette va alla guerra (Babette s'en va-t-en guerre), regia di Christian-Jaque (1959); Sexy Girl (Voulez vous danser avec moi?), regia di Michel Boisrond (1959); L'affare di una notte (L'affaire d'une nuit), regia di Henri Verneuil (1960).
Dopo il breve matrimonio con Vadim, conclusosi nel 1957, Brigitte avrà una love story proprio con l’attore conosciuto sul set di  E Dio creò la donna, l’affascinante Jean-Louis Trintignant che in Italia diverrà famosissimo con il celeberrimo “Un uomo, una donna”. In quel periodo, però, l’attore è anche obbligato al servizio militare francese, e questo complicherà la relazione. Addirittura, proprio in quel periodo BB avrà anche una storiella con il cantate Gilbert Bécaud, che però è sposato e, tra l’altro, non ci pensa per niente a mettere fine al suo matrimonio.  Poi, finita la storia con Trintignant, Brigitte ha una breve relazione con il nostro Raf Vallone, seguita dopo pochi mesi da una storia con il cantante Sacha Distel. Distel è alle prime armi e l’amore con BB lo porta sulle copertine delle riviste, regalandogli un’immediata pubblicità che favorirà non poco la sua carriera.
Brigitte, dal canto suo,  continua a stupire con la sua spregiudicatezza. Vive le sue storie alla luce del sole, senza farsi problemi né porsi limiti. Durante la lavorazione della pellicola Babette va alla guerra, Brigitte conosce Jacques Charrier. I due si innamorano e si sposano il 18 giugno del 1959. Nel 1960 il matrimonio viene allietato dalla nascita dell’unico figlio di Brigitte, Nicolas-Jacques Charrier.  La nascita del bambino destabilizza la Bardot. Probabilmente l’attrice non ha mai superato e forse mai supererà, la sua infanzia difficile, e quel bimbo non fa altro che riaprire una ferita mai rimarginata tanto che lei fa fatica ad occuparsene, e lo affida da subito alle cure di una nutrice. Questo però non la salverà dai suoi demoni personali che parecchie volte in quel periodo la spingeranno a tentare il suicidio, forse proprio come richiesta d’aiuto a un mondo che la vede solo bella e vincente. Poi, anche il matrimonio con Charrier finisce quando l’uomo si accorge che BB sta vivendo una relazione con l’attore Sami Frey. E’ il 1962, e BB non ha ancora trent’anni.
Nel 1966  Brigitte Bardot si sposa per la terza volta con il ricchissimo playboy tedesco Gunter Sachs, e le immagini dei due a feste di ogni tipo o nelle più esclusive location europee, riempiono i settimanali di gossip, ma anche lì, non dura molto. Il matrimonio avrà termine nel 1969. Prima della fine della storia col play boy, l'attrice ha una intensa relazione con il cantautore Serge Gainsbourg. Arriva il 1973 e BB decide di averne abbastanza del mondo dello spettacolo. Possiede dal 1958 un suo eremo, la Madrague, una tenuta nei dintorni di Saint Tropez e decide di ritirarsi lì per dedicarsi esclusivamente alla sua grande passione: gli animali.  
Nel 1986 organizza una vendita all’asta di molti oggetti che le appartengono, compresi i gioielli, e con i 3 milioni di franchi ricavati costituisce la “Fondazione Brigitte Bardot per il benessere e la Protezione degli animali”.  Non nasconde nemmeno le sue idee politiche di destra, particolarmente rare tra i personaggi dello spettacolo francese, e in alcune circostanze si impegna fattivamente a favore di particolari cause.  
La sua vita sentimentale, invece, dopo tanti capitoli, sembra entrare in stasi. Successivamente al divorzio da Gunter Sachs, passeranno molti anni prima che BB contragga un nuovo matrimonio, si sposa infatti per la quarta volta soltanto nel 1992, a 58 anni, con un esponente politico del Front National, Bernard d'Ormale, una relazione che si rivelerà la più duratura della sua vita.
Oggi, BB continua a vivere nella sua tenuta, con i suoi amici a 4 zampe; ha superato gli ottant’anni e ha fatto sapere di infischiarsene del tempo che trascorre implacabile. Ha un vanto di cui bisogna darle atto: una delle donne più desiderate e imitate al mondo, non è mai voluta ricorrere a ritocchi estetici, giudicando solo quella interiore come vera bellezza.

di Anna Paratore

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