Centrodestra unito, Borghi (LN): "Caro Toti, l'Italia non è la Liguria. C'è grosso scoglio"

13 giugno 2017 ore 17:09, Americo Mascarucci
La proposta l’ha lanciata il Governatore della Liguria Giovanni Toti, un partito unico del centrodestra o quanto meno una federazione o lista unica fra Forza Italia-Lega Nord e Fratelli d’Italia in grado di ripetere alle prossime elezioni politiche il successo delle ultime amministrative. Proposta che però sembra lasciare freddi tanto i forzisti che i leghisti. Come ad esempio l’economista del Carroccio Claudio Borghi che ad Intelligonews spiega vantaggi e rischi di questa proposta.

Toti lancia l’idea del partito unico di centrodestra sulla scia dei risultati delle amministrative. Centrodestra unito, ma come?

"E’ evidente che in ogni situazione ed in ogni possibile elezione se si riesce ad essere uniti e a mettere insieme più sensibilità e più forze politiche intorno ad un progetto comune il risultato è positivo. Faccio un esempio che i lettori possono ben capire. In un condominio se voglio cambiare le cose devo avere il 50%. Se ognuno invece presenta una sua idea diversa dalle altre, ritiene che la sua sia migliore in assoluto e resta sulle sue posizioni senza integrare la sua proposta con le altre, non si cambierà mai nulla. Con la frammentazione non si va da nessuna parte. Toti su questo ha perfettamente ragione. Ma un conto è la teoria, altro la pratica".
Centrodestra unito, Borghi (LN): 'Caro Toti, l'Italia non è la Liguria. C'è grosso scoglio'

In che senso?

"Nel senso che poi si cade sul che cosa fare. Lo scoglio è sempre lo stesso. Possiamo essere d’accordo su tutto, ma se poi abbiamo idee diverse su quello che Mario Draghi chiama il pilota automatico, ossia l’obbligo per chi governa di rispettare le regole di Bruxelles, siamo daccapo. Toti ragiona nell’ottica del governo regionale e lui in Liguria vede che l’alleanza Forza Italia-Lega funziona a gonfie vele come anche in altre parti. Quindi perché non replicare lo stesso modello anche al governo nazionale? Purtroppo governare l’Italia è molto diverso dal governare la Liguria. Possiamo trovarci pure tutti d’accordo con la Flat Tax, ma se poi arriva Bruxelles e ci dice che non la possiamo fare, come ci comportiamo? La facciamo lo stesso? E se dall’Europa ci rispondono che se non obbediamo non ci garantiranno più i titoli di debito facendo alzare lo spread? Uno come Berlusconi queste cose dovrebbe saperle visto che è stato cacciato con questi metodi. Il punto comune dovrebbe essere la difesa della sovranità nazionale. Se Forza Italia capirà questo allora ben lieti di collaborare, ma io non mi sento sinceramente di dire ai miei elettori di tagliare le tasse quando poi so che per obbedire a Bruxelles non potrò farlo".

Berlusconi appena una settimana fa apriva all’ipotesi di Mario Draghi premier? Questa eventualità non sarebbe incompatibile con il sovranismo di Salvini?

"Dovrebbe essere incompatibile col buon senso. La sindrome di Stoccolma può colpire tutti ma Draghi è il massimo regista del periodo dello spread. E' fra i massimi esponenti della tecnocrazia europea. Mi meraviglio che Berlusconi possa ritenere possibile una cosa simile, dal momento che proprio Draghi ha contribuito alla sua defenestrazione da premier per favorire l’ascesa di Mario Monti. E’ chiaro che noi non saremo mai d’accordo con un'ipotesi del genere. Tuttavia il problema non è Berlusconi. Lo scoglio sull’unità del centrodestra non sono le persone ma quello che ho detto sopra". 

Non teme che annacquando troppo le proposte politiche per favorire l’unità del centrodestra si possa incorrere nell’effetto May che ora per governare potrebbe doversi convertire alla Brexit soft? La Lega non avrebbe tutto da perdere mitigando il proprio anti-europeismo?

"Ci fa piacere essere paragonati ai conservatori inglesi ma la Lega per sua stessa natura non si presta ad annacquamenti. Quello che ci proponiamo di fare sia nel campo economico che della sicurezza e dell’immigrazione lo porteremo avanti con determinazione. A differenza del Movimento 5Stelle siamo pronti a qualsiasi tipo di alleanza per conseguire i nostri obiettivi, ma prima vengono gli obiettivi, poi le alleanze. Non esiste che per favorire accordi con altri la Lega rinunci ai propri obiettivi, gli elettori ci punirebbero e noi questo non possiamo permetterlo. Se riusciremo ad allearci con altri saremo felici, ma se ciò non sarà possibile andremo avanti anche da soli".  



caricamento in corso...
caricamento in corso...