Che fine hanno fatto i Rokes?

13 settembre 2017 ore 18:01, intelligo
Era il periodo in cui impazzavano i Beatles quando dall'Inghilterra arrivò un complesso destinato ad avere un clamoroso successo nel nostro Paese: i Rokes. I ragazzi si impongono quasi subito sia per il loro aspetto estetico, sia per la musica innovativa e travolgente, tanto da meritare l'appellativo di "Beatles italiani". Sono stati il complesso ‘beat’ di maggior successo in Italia negli anni ‘60, insieme all’Equipe 84, Caterina Caselli e molti altri.

Che fine hanno fatto i Rokes?
Shel Shapiro, Bob Posner, John Charlton e Mike Shepstone erano quattro ragazzi a cui piaceva suonare il rock’n’roll e che trovarono in Italia il luogo giusto per raggiungere l'agognato successo.
Lo Shel Carson Combo (nome iniziale della band) approda in Italia l’8 maggio del 1963 per accompagnare il cantante solista Colin Hicks, fratello minore della star inglese Tommy Steele. Il gruppo firma un contratto dove si precisa che oltre a suonare le canzoni di Hicks devono anche adottare il nome di Cabin Boys. Prima di uno spettacolo che si deve tenere a Torino Hicks si ammala e perde completamente la voce, ma i Cabin Boys si esibiscono ugualmente proponendo il loro repertorio e il pubblico apprezza subito il loro sound.
Teddy Reno, che li vede suonare al Teatro Ambra-Jovinelli di Roma e li scrittura subito per accompagnare Rita Pavone nella sua tournée italiana. E' l'inizio del successo che coincide con il cambio di nome i Rokes. Capelli lunghi, stivaletti a punta e soprattutto il loro nuovo sound fanno guadagnare ai Rokes uno spazio fisso al famoso Piper Club di Roma, dove conquistano i teenagers italiani.
Un grande successo arriva con i loro singoli, sempre ai primi posti delle classifiche dei dischi tra il 1965 ed il 1969, il maggior periodo di diffusione della musica beat in Italia. Canzoni come Ascolta nel vento, C’è una strana espressione nei tuoi occhi, La mia città, Grazie a te, Proprio niente… portano una ventata nuova nel panorama musicale italiano. Il suono della chitarra 12 corde elettrica si adatta molto bene alla voce di Shel, che canta in italiano con accento inglesizzato. Con il singolo Che colpa abbiamo noi i Rokes raggiungono la più alta vetta delle classifiche in Italia, consacrandosi come il complesso musicale più amato dai giovani beatnik italiani.
Nell'agosto 1966 i Rokes vincono l'importante rassegna del "Cantastampa" con il brano "Che mondo strano" di Sergio Modugno; nello stesso periodo Shel Shapiro e Mike Shepstone pubblicano un 45 giri con lo pseudonimo Les & Kim: La mia ispirazione e Unchained Melody. Nel 1967 partecipano al Festival di Sanremo con Bisogna saper perdere, che presentarono in coppia con Lucio Dalla, ottenendo nuovamente un notevole successo di vendite. Torneranno a Sanremo altre due volte, nel 1968 e nel 1969.
I Rokes continuano tra alti e bassi fino al 1970, dopo aver pubblicato quattro album, più di una dozzina di singoli e centinaia di concerti in giro per l’Italia che li hanno resi famosissimi. La mancata pubblicazione di un disco, unita ai pochi riscontri commerciali degli ultimi singoli e alle aspirazioni da solista di Shel Shapiro, portano il gruppo allo scioglimento nel 1970.

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