Alle prese col mal di testa dei bambini: 10 falsi miti da riconoscere

19 maggio 2017 ore 10:16, Americo Mascarucci
Il 10% dei bambini italiani soffre con il mal di testa. Un dato questo che sembrerebbe smentire la falsa idea che a soffrirne siano soltanto gli adulti. E' per questo motivo che gli specialisti del Centro cefalee dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù (neurologi, psicologi, infermieri specializzati) hanno promosso un Open day che si terrà sabato 20 maggio. L'obiettivo è quello di sensibilizzare ed informare i genitori sui rischi connessi al mal di testa nei bambini.
L'appuntamento è dalle 10 alle 16 presso la sede di San Paolo (ambulatori di Neurologia area D, viale di San Paolo 15, Roma), nell'ambito della IX Giornata nazionale del mal di testa indetta dalla Società italiana per lo studio delle cefalee.
Alle prese col mal di testa dei bambini: 10 falsi miti da riconoscere

COSA SAPERE  - Adnkronos ha riassunto tutti i miti che a detta degli specialisti andrebbero sfatati e tutto quello che invece le mamme, alle prese col mal di testa dei figli, dovrebbero conoscere. 
Il mal di testa non è un problema soltanto degli adulti e può presentarsi a qualsiasi età, a partire dai primi mesi di vita;
Il mal di testa, quando è espressione di una cefalea primaria, è legato a una predisposizione costituzionale. I fattori psicologici devono essere presi nella dovuta considerazione, soprattutto nei casi particolarmente gravi, perché possono peggiorare l'emicrania o una cefalea tensiva la cui causa, tuttavia, è di tipo organico;
Il mal di testa non è sintomo diretto dei difetti della vista. La visita oculistica in caso di mal di testa si esegue per la valutazione del fondo oculare: un esame necessario per escludere o rilevare una ipertensione endocranica;
La sinusite non è un problema che riguarda i bambini più piccoli di 8 anni, perché i seni nasali non sono ancora anatomicamente sviluppati. Eventuali diagnosi di sinusite associata a mal di testa e conseguenti cure con aerosol prima di questa età sono quindi da considerare errate. I dati confermano che anche dopo gli 8 anni i casi di cefalea associata in maniera esclusiva alla sinusite sono pochi (1-2%);
I mal di testa non sono privi di rischi. Possono essere un campanello di allarme per altre patologie. In molti casi possono essere gestiti dal pediatra. Tuttavia - se è bene non allarmarsi per un singolo episodio - è necessario affrontare correttamente quelle cefalee che per assiduità e intensità interferiscono con la vita quotidiana. I bambini con mal di testa frequenti che rispondono poco alle terapie antidolorifiche dovranno essere inviati ad un Centro specializzato;
Le cefalee si possono e si devono curare per alleviare il dolore e ridurre l'effetto disabilitante. Mal di testa non adeguatamente trattati possono comportare la sensibilizzazione delle aree del cervello deputate all'elaborazione del dolore che cominceranno a interpretare come dolore anche i segnali di tipo non doloroso. E' così che può aumentare la frequenza degli attacchi cronicizzando il problema;
Le terapie devono essere sempre seguite sotto controllo medico. Sbagliare il dosaggio degli antidolorifici o assumerne più di 15 dosi mensili - la tendenza generale di chi adotta la cura fai da te è quella di abusare dei farmaci - può infatti portare alla cronicizzazione del mal di testa. E' sbagliato anche dare ai bambini una quantità ridotta di farmaco rispetto a quella adeguata al peso e prescritta dal medico: in questi casi il rischio è che l'antidolorifico non esprima appieno la sua efficacia e che il genitore sia costretto, al ripresentarsi del dolore, a somministrare più dosi del dovuto;
Sono spesso prescritti al posto di farmaci appropriati, ma ad oggi non esistono evidenze scientifiche sull'efficacia degli integratori a base di erbe per la cura del mal di testa. Ci sono studi che, invece, confermano l'elevata efficacia dell'effetto placebo in età pediatrica. Tra i bambini con cefalea arriva fino al 60%, percentuale pari a quella dei migliori farmaci. Effetto placebo non significa 'ingannare', bensì stimolare con un meccanismo psicologico la produzione di sostanze con proprietà analgesiche: le endorfine;
Gli antidolorifici hanno effetti diversi a seconda del principio attivo di cui sono composti. In Italia è molto comune l'uso del paracetamolo, tuttavia il farmaco di prima scelta per tenere sotto controllo il mal di testa è l'ibuprofene, molecola con maggiori evidenze di efficacia documentate in letteratura scientifica;
Le possibilità di prevenzione esistono: possono essere di tipo farmacologico e non farmacologico. Agire sugli stili di vita rientra in quest'ultima categoria. Condurre una vita regolare evitando, per esempio, l'esposizione a temperature estreme, i sovraccarichi di stress, le alterazioni del ritmo sonno-veglia e dormendo un adeguato numero di ore, previene l'aumento della frequenza degli attacchi di mal di testa.
"Sull'origine, e soprattutto su come affrontare e liberarsi del mal di testa, c'è ancora confusione tra chi ne soffre - spiega Massimiliano Valeriani, responsabile del Centro cefalee del Bambino Gesù - Una serie di false credenze porta spesso ad approcciare il problema in maniera non corretta, con il rischio di cronicizzare il dolore o, ancor peggio, di medicalizzare il bambino".

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