Italo-tunisino accoltella agenti, Meluzzi: «Problema "spostati", a metà fra occidentalismo e islam»

19 maggio 2017 ore 14:31, Americo Mascarucci
Un agente della Polfer e due militari sono rimasti feriti giovedì sera durante un'operazione di controllo documenti presso la Stazione di Milano. (CRONACA). A ferirli un ventenne italiano di origini tunisine, che li ha aggrediti con un coltello dopo la richiesta di esibizione dei documenti. Pare che il giovane fosse in una fase di radicalizzazione. Nato da madre italiana e padre tunisino si sarebbe avvicinato all'estremismo islamico negli ultimi tempi, fino a postare su internet post inneggianti l'Isis. Ma come capire realmente quando un giovane, nato e cresciuto in Occidente si sta radicalizzando? E quali i segnali da comprendere? Intelligonews lo ha chiesto allo psichiatra Alessandro Meluzzi. 

Che idea si è fatto dell'accoltellamento di ieri sera alla stazione di Milano?
Italo-tunisino accoltella agenti, Meluzzi: «Problema 'spostati', a metà fra occidentalismo e islam»
"E’ l'ennesimo di una serie di episodi che si moltiplicheranno a dismisura mentre intorno assisteremo ad un proliferare di manifestazioni per l'accoglienza. La società sarà sempre più caratterizzata da un’alternanza fra manifestazioni per l’accoglienza e accoltellamenti senza soluzione di continuità. Tanto più la situazione diventerà ingovernabile, incontrollabile, intollerabile, pericolosa, fuori controllo, tanto più crescerà una cultura catto-marxista dell’accoglienza ad ogni costo che ci porterà alla follia di veder entrare 500mila sconosciuti l’anno in Italia mentre lo Stato sarà sempre meno in grado di fronteggiare l'invasione".

Sembra che il ragazzo postasse su internet messaggi inneggianti l'Isis. Come mai giovani nati e cresciuti in Occidente scelgono ad un certo punto di sposare l'integralismo islamico?

"Il problema riguarda quelli che io definisco "gli spostati", persone cresciute in Occidente ma con una cultura di riferimento afro-islamica. Queste persone tendono ad assumere questa identità perché alla fine, proprio in virtù del loro essere "spostati" a metà fra occidentalismo e islam, è meglio diventare integralisti islamici che non essere niente. Direi che siamo in presenza di un mix fra fascismo e fondamentalismo islamico che sta diventando sempre di più il rifugio delle canaglie".

Quali sono i segnali da considerare per prevenire il rischio di radicalizzazione?

"Internet è strumento di radicalizzazione per eccellenza, poi ci sono le moschee fuori controllo, la predicazione violenta di certi imam e un’idea di un Islam aggressivo, vendicativo, risarcitorio. Un Islam che con la violenza vuole riaffermare una supremazia sulla storia. Del resto lo scontro fra Occidente ed Islam dura da oltre 1400 anni".

Quanto è davvero importante intensificare i controlli per prevenire i rischi di radicalizzazione e di terrorismo?

"Questa domanda dovrebbe rivolgerla alle autorità che domani scenderanno in piazza a Milano per manifestare in favore dell'accoglienza e che forse dovrebbero prima interrogarsi di quanto accaduto alla stazione. Io posso solo dire che a mio giudizio questa situazione sarà destinata ad aggravarsi se non si porrà un argine all'accoglienza. Se continueremo a far finta di nulla la situazione, oggi già ingovernabile, si trasformerà nel caos assoluto". .  

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