Energia pulita da fusione nucleare: primo 'super magnete' è italiano

19 maggio 2017 ore 19:00, Stefano Ursi
E' destinato al più grande impianto sperimentale di produzione di energia pulita: è il primo magnete, di produzione italiana, a quest'uso preposto ed è stato realizzato negli stabilimenti di La Spezia della Asg Superconductors. Ed è solo il primo, visto che ne verranno prodotti altri nove. Presentato proprio in quel di La Spezia, si tratta di un prototipo che andrà a fare da apripista ad altri 18, che tutti insieme saranno il cuore pulsante del reattore a fusione nucleare Iter, in via di realizzazione a Cadarache nel sud della Francia e la prima sperimentazione di fusione è prevista per il 2025; si tratta di un elemento di altissima complessità e dalle dimensioni imponenti, visto che pesa 300 tonnellate e misura 14 metri in altezza e 9 in larghezza. Una enorme bobina a forma di ''D'', costituita da circa 5 km di cavi superconduttori, capace di rilasciare un altissimo quantitativo di energia e in grado di generare un campo magnetico un milione di volte più potente di quello del nostro Pianeta.

Energia pulita da fusione nucleare: primo 'super magnete' è italiano
Il magnete (Photo Credit - ENEA)
Lo sviluppo dei cavi superconduttori, del valore di circa 17 milioni di euro per singola bobina, ha visto il coinvolgimento dell’ENEA nel ruolo di coordinatore del consorzio ICAS del quale fanno parte anche le aziende italiane CRIOTEC Impianti S.r.l., esperta nella realizzazione di componenti operanti alle bassissime temperature, e Tratos Cavi SpA, leader internazionale nella produzione di cavi elettrici, elettronici e a fibre ottiche. Così Davide Malacalza, presidente di Asg Superconductors: "Siamo molto orgogliosi, noi e tutti quelli che hanno lavorato per costruirlo: il capo della produzione quando per la prima volta ha mosso questa bobina ha avuto la pelle d'oca. Ci sono voluti cinque anni per realizzare il prototipo". Questo il commento del direttore generale del progetto Iter, Bernard Bigot: "Quando abbiamo iniziato il progetto c'era grande entusiasmo e i 35 Paesi coinvolti avevano fissato la scadenza al 2017 per l'accensione del plasma. Ma nel 2014 è venuto fuori che il progetto era molto complesso, al di là dell'accordo politico aveva bisogno di ingegneria e di più tempo. Quando mi hanno chiamato a dirigere il progetto ho subito detto che il termine doveva essere spostato al 2025 e confermo questa data. I tempi sono sotto controllo".

Il presidente dell’ENEA Federico Testa, ricorda come ''il grande successo dell’industria e della ricerca italiana nel campo della fusione dimostra come il sistema Paese sia competitivo a livello mondiale in un settore fortemente high-tech, che negli ultimi 20 anni ha prodotto 50 brevetti con importanti ricadute scientifiche, economiche e occupazionali. Infatti, le imprese interessate sono circa 500 e i contratti vinti negli ultimi anni ammontano a circa 1 miliardo di euro, quasi il 60% del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia relativa ai progetti in questo settore''.

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autore / Stefano Ursi
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