Effetto Trump per Buffon: "Club di Serie A a stranieri? Povera Italia!"

20 marzo 2017 ore 15:52, Micaela Del Monte
Gianluigi Buffon da anni difende la Nazionale italiana e oggi difende anche la sua Italia. Il portierone ha infatti parlato della tendenza di cedere le nostre società calcistiche a gruppi stranieri. La prima nel nostro Paese è stata la Roma per poi essere seguita da Inter e (forse) il Milan. A Buffon però questa scelta non va giù e ai tedeschi di Kicker ha espresso il suo pensiero: "La Roma agli americani e le milanesi ai cinesi sono una sconfitta per le nostre tradizioni. Povera Italia! E' una sconfitta per il nostro calcio e per le nostre tradizioni" sono state le parole del capitano della Juventus e della Nazionale. 

Effetto Trump per Buffon: 'Club di Serie A a stranieri? Povera Italia!'
Buffon poi si è soffermato sul suo ruolo e ha ammesso: "Un portiere deve essere masochista. Come ruolo può essere paragonato all’arbitro. Ha il potere di comandare ma può solo subire goal, non può segnare, e deve sopportare offese continue. La psicologia dovrebbe studiare questo ruolo così contraddittorio. Per me fare una papera è uno shock. Ci metto giorni a riprendermi. Invidio chi ne commette di più…lo shock non è così grande". E Gigi è tornato a parlare anche della sua depressione, un nemico che lo mise a durissima prova per sei mesi, dal dicembre 2003 al giugno 2004: "Rimasi artefice del mio destino - conclude Buffon -. Non prendere mai medicine fu fondamentale".
Quindi il numero uno della Juventus ripercorre la propria infanzia: "Mangiavo così tanta mortadella e orsetti gommosi che è un miracolo non sia ingrassato. La mia carriera sarebbe diventata improbabile".

Il portiere della Juve ha poi parlato anche della sua "ossessione" per la Champions League, coppa che ancora non è riuscito a portarsi a casa: "Da un po’ di anni mi chiedo cosa mi spinga ancora a giocare. È una lotta interiore che mi dà forti motivazioni. Se avessi vinto la Champions sarei svuotato, è una cosa che mi sprona". 

Ecco, dunque, il sogno di Gigi: la coppa mai conquistata. Un motivo per continuare, nonostante una carriere già lunghissima alle spalle: "Da un po’ di anni mi chiedo cosa mi spinga ancora a giocare. È una lotta interiore che mi dà forti motivazioni. Se avessi vinto la Champions sarei svuotato, è una cosa che mi sprona". 

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