Vaccino papilloma abbassa rischio tumore, ma non copre tutti i virus

21 aprile 2017 ore 12:37, Americo Mascarucci
Le donne non vaccinate sarebbero 85 volte più a rischio tumore di quelle che invece si sono sottoposte alla vaccinazione anti papilloma virus. Lo afferma Massimo Andreoni, professore Ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma Tor Vergata e Past President della Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali. L’occasione è offerta dalla Settimana mondiale delle Vaccinazioni. Lo scenziato approfitta della circostanza per sensibilizzare le donne invitandole a vaccinarsi, ancora di più dopo che nel corso della trasmissione Report è stato trasmesso un servizio che, getta ombre proprio sull'utilità e la non pericolosità di questo vaccino.
Vaccino papilloma abbassa rischio tumore, ma non copre tutti i virus

GLI STUDI – Andreoni spiega: "Studi scientifici hanno dimostrato che su 8mila casi di donne vaccinate si è avuto un solo caso di lesione precancerosa. Tra quelle, stesso numero, che hanno ricevuto placebo, si sono invece registrati 85 casi di lesione precancerosa. Ottantacinque volte tanto: basterebbe questo per dimostrare la validità di questo vaccino. Eppure sono bastate poche segnalazioni di manifestazioni post vaccinali, spesso difficilmente attribuibili allo stesso, per scatenare una sorta di gogna mediatica. Il vaccino per il papilloma virus, occorre ricordarlo, è in grado di prevenire l’infezione, e di ridurre così il rischio di sviluppo del tumore dell’utero. Basti pensare che il 70% dei carcinomi uterini sono dovuti a dei virus per i quali il vaccino ci immunizza".
L’esperto punta il dito contro i colleghi medici che a suo giudizio non favorirebbero una corretta informazione alle pazienti. "Non è chiaro - spiega ancora - cosa porti le persone a non vaccinarsi. Evidentemente c'è una colpa dei medici e delle strutture sanitarie nazionali che non riescono a far comprendere il reale valore di questi strumenti. Ma è grave che si sia più attenti a ciò che i mezzi di informazione riferiscono, a volte in maniera incongrua, come spesso accade su siti dalla dubbia validità giornalistica". Il riferimento al servizio di Report è servito. 
"Occorrerebbe invece capire – ha concluso. Massimo Andreoni - la natura degli effetti a distanza di un vaccino. Nessuno può confermare che questi non sarebbero comunque insorti, anche senza la somministrazione. Prima di attaccare questo strumento bisognerebbe capire quale sia l'effettiva causa di quello che viene considerato un effetto collaterale. E, di conseguenza, non occorre dare notizia certa di qualcosa che non abbia alcuna validità scientifica. Gli eventi avversi alla vaccinazione sono mediamente eventi semplici: da un lieve rialzo febbrile ad un arrossamento nel punto dell'inoculazione del vaccino. Gli eventi gravi sono eccezionali, rarissimi, ma questo vale per qualsiasi somministrazione di un farmaco".

IL PAPILLOMA VIRUS E I VIRUS COPERTI- Il Papilloma Virus Umano o HPV (acronimo di "Human Papilloma Virus" ) è un virus appartenente alla famiglia dei Papillomaviridae. Le infezioni da HPV sono estremamente diffuse e possono causare anche malattie della cute e delle mucose.Solitamente l'infezione provocata da questo virus non causa nessuna alterazione e si risolve da sola. In una minoranza di casi invece provoca delle lesioni a livello del collo dell'utero. La maggior parte di esse guarisce spontaneamente, ma alcune, se non curate, progrediscono lentamente verso forme tumorali. Il virus si contrae generalmente attraverso rapporti sessuali, ma non si possono escludere vie indirette dell'infezione come bocca e unghie.Si conoscono 120 tipi di papilloma virus, divisi in 16 gruppi designati progressivamente con le lettere da A a P in base alle omologie di sequenza del DNA. È inoltre possibile classificare i papilloma virus in cutanei e mucosi in base al tessuto per cui sono specifici. La maggior parte dei virus di questa famiglia causa malattie non gravi, quali ad esempio le verruche cutanee; alcuni però possono causare tumori benigni come il condiloma genitale e anche maligni come il cancro al collo dell'utero, al cavo orale, all'ano, all'esofago e alla laringe.
Secondo alcuni studi scientifici il vaccino anti-HPV (sia quello bivalente che quello tetravalente) stimola il sistema immunitario a formare anticorpi contro 2 dei 13 tipi potenzialmente cancerogeni di HPV: sono i due tipi più frequenti, ma sarebbero solo 2 e quindi l'effetto protettivo del vaccino, anche se fosse del 100% verso questi due tipi, in ogni caso non protegge verso gli altri 11 tipi. 

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