Eutanasia, legge su consenso informato? De Carli: "La retorica dei politici cattolici in parlamento"

11 gennaio 2017 ore 12:08, intelligo
Come sempre, ritornano. La legge sul consenso informato in materia sanitaria e il cosiddetto Dat, cioè le Disposizioni Anticipate di Trattamento, è tornata in questi giorni all'attenzione della apposita commissione della Camera dei Deputati. Si teme che l'eventuale approvazione di questo disegno di legge porterà - come sempre in via surrettizia - all'introduzione generalizzata dell'eutanasia in Italia. Infatti, riconoscere a chiunque la possibilità di rifiutare
Eutanasia, legge su consenso informato? De Carli: 'La retorica dei politici cattolici in parlamento'
anticipatamente trattamenti sanitari anche non palliativi o estremi, potrebbe facilmente diventare la via per il suicidio assistito. Ne parliamo con Mirko De Carli, responsabile bolognese del Popolo della Famiglia. 

Sarebbe stato da ingenui sperare che la deriva antropologica sottintesa a certi disegni di legge si fosse esaurita con la caduta del governo Renzi. Che cosa ci dobbiamo aspettare? 

“Purtroppo anche ora potrebbe verificarsi, forse addirittura con più facilità, quello che temiamo da tempo. E cioè che nel disinteresse generale per la politica, sfruttando la stanchezza dell’opinione pubblica e l’immagine per così dire “tecnica” del governo Gentiloni, l’irreparabile avvenga quando le difese sono abbassate. Non sarebbe la prima volta che certi provvedimenti contro la vita e la dignità delle persone vengano approvati in articulo mortis di una legislatura”. 

Eppure molte forze politiche si dicono d'accordo sulla necessità di una legge sul cosiddetto “fine vita”. 

“La retorica sulla necessità di una legge è lo strumento con il quale, tipicamente, i politici di ispirazione cattolica lasciano passare ciò che non sarebbe mai lecito per il bene comune della società. E’ una tradizione di ipocrisia legislativa tipicamente italiana, della quale abbiamo esempi fin dal tempo della legge sull'aborto. Anche in questo caso, la legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito potrebbe avvenire attraverso le ambiguità testuali se non mediante veri e giochi di parole. Tanto poi si sa bene che ci penserà la magistratura a fare diventare la regola quello che, a parole dovrebbe essere un’eccezione. È proprio questa ambiguità che si deve impedire, fermando l’approvazione della legge”. 

Quindi una legge sull'eutanasia non sarebbe necessaria? 

“Purtroppo, in questa era di post-verità della quale tutti quanti stiamo parlando, spesso a sproposito, uno degli argomenti più gettonati dai politici e che comunque su certi temi “una legge ci vuole”. Per alcuni è un modo di lavarsi la coscienza, per altri un vero e proprio strumento per tradire il mandato ricevuto dagli elettori. In realtà su questi temi etici, più che nuove leggi occorrerebbe un ritorno ai principi fondamentali. Tra i quali c’è soprattutto quello della dignità della vita umana, e della persona, dall'origine fino alla fine naturale. Certi valori nella storia dell’umanità sono sempre stati scontati dal tempo del giuramento di Ippocrate, ma oggi, quando si parla di vita e di morte, anche tra i medici si fa presto a essere irretiti dalla menzogna e dall’ambiguità. Purtroppo c'è da temere che per l'eutanasia, come sta avvenendo per altri settori della cosiddetta “biopolitica”, certi abusi dilagheranno più nella prassi, venendo garantiti per via giudiziaria, che non in ossequio al dettato delle leggi. Ci penseranno le interpretazioni della magistratura a rendere generalizzate quelle pratiche eutanasiche e di suicidio assistito che eventualmente la legge dovesse limitare. Per questo motivo riteniamo necessario impedire preventivamente l'approvazione di questa legge”. 
Eutanasia, legge su consenso informato? De Carli: 'La retorica dei politici cattolici in parlamento'
Dunque nessuna disposizione anticipata di trattamento? 

“In realtà con questo termine si vuole affermare il principio per cui ogni individuo avrebbe sostanzialmente un diritto al suicidio, che gli dovrebbe essere garantito anche da parte dei medici. Con buona pace non soltanto del giuramento di Ippocrate, ma anche del principio fondamentale per il quale nessun uomo è un’isola, e prima che individui si è persone. È una verità elementare che stiamo dimenticando. Nessuno può pensare di vivere soltanto per se stesso, libero da qualsiasi responsabilità verso gli altri, né di trattare la propria stessa esistenza senza alcun riguardo verso la comune umanità a cui tutti apparteniamo. Se si abbandona in questo principio, come è già stato ampiamente fatto anche riguardo al valore della famiglia, gli esiti saranno devastanti per tutta la società”. 

Il mondo cattolico su questi temi come si sta ponendo? 

“Ormai è fuorviante anche il solo uso di questo termine, perché i cattolici - di nome o di fatto - sono quanto mai divisi e confusi, anche rispetto ai temi sui quali dovrebbero quantomeno avere un'ispirazione ideale comune. Purtroppo, e non da ieri, da alcune forze politiche che pure vorrebbero ottenere il voto dei cattolici, non possiamo aspettarci alcuna coerenza rispetto ai principi non negoziabili. Quello che è peggio è che, quando si avvicinano le elezioni, non solo questi politici pretenderebbero di chiedere lo stesso al voto ai cattolici, ma riescono anche ad ottenere delle esplicite benedizioni da parte della gerarchia ecclesiastica. Questo è uno degli aspetti più orribili di questa strana epoca di post verità nella quale ci stiamo trovando tutti quanti. Per le persone di fede, non è difficile scorgere in tutta questa confusione la presenza irridente dell'antico avversario”. 

Possiamo fare esempi concreti?

“Basta guardare a come si sono comportati certi politici centristi, per non parlare di quelli ormai omologati in tutto e per tutto al laicismo del Pd, nel corso di questa legislatura. Mi dicono peraltro che importanti ambienti cattolici avrebbero già garantito, se non l’appoggio, quanto meno la solita connivente “non opposizione” su questo tema dell’eutanasia. Come già avvenuto per le cosiddette Unioni Civili, per non parlare delle leggi su divorzio breve e facile”.

autore / intelligo
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