Spiaggia fascista a Chioggia, via i simboli: gestore obbedisce ma attacca

11 luglio 2017 ore 11:22, Americo Mascarucci
Non si placano le polemiche sulla "spiaggia fascista" di Sottomarina di Chioggia dove sono esposte foto di Benito Mussolini e richiami espliciti a motti del fascismo. In particolare nella spiaggia Punta Canna sono esposti cartelli in cui si richiamano i bagnanti "all'ordine e alla disciplina" con riferimenti diretti a manganelli, olio di ricino e altre espressioni tipiche dell'era fascista. Il Prefetto di Venezia ha emanato un'ordinanza con la quale impone a Gianni Scarpa, 64enne miranese gestore dello stabilimento a rimuovere ogni simbolo, foto o frase che richiami all'esperienza del fascismo, mentre la Digos sta indagando per appurare se nel comportamento del gestore possano configurarsi reati riferibili alla legge Mancino che punisce chi si rende responsabile di espliciti richiami con slogan, gesti o azioni di varia natura all'ideologia nazifascista.
Spiaggia fascista a Chioggia, via i simboli: gestore obbedisce ma attacca

LA DIFESA - Scarpa si dice stupito per il clamore sollevato dalla vicenda. "Non mi aspettavo una tempesta del genere - dice - una tempesta in un bicchier d’acqua. Come si fa a chiedere la revoca della concessione? Non ci pensano questi che ci sono persone che resterebbero senza lavoro? Cos’è questa? Invidia? Malevolenza? Non lo capisco". 
Scarpa ha provveduto a rimuovere tutti i cartelli e le foto del Duce esposti nello stabilimento dopo che la Polizia gli aveva fatto capire che non era opportuno esporli al pubblico. Poi racconta: "Sono andato in Questura, sono stati gentilissimi, ho spiegato che io non sono fascista, che non ho mai votato né destra, né sinistra e che avevo già tolto i cartelli. Mi è arrivata anche l’ordinanza della Prefettura. Mi hanno detto che c’è questa querela che deve fare il suo corso, ma di non preoccuparmi". 
Infine Scarpa dichiara di essere pronto a lasciare il lavoro. "Ho 64 anni e una figlia di 11 che studia danza alla scuola della Fracci. Tra qualche anno potrei venire qui, con lei e godermi il relax. Lascerò spazio ai giovani". In realtà lui quei richiami al fascismo li aveva esposti soltanto come ammonimento ai bagnanti che frequentavano il suo stabilimento per prevenire comportamenti incivili tipici di chi in spiaggia non si preoccupa di sporcare o di disturbare gli altri. 

I BAGNANTI - Ma anche i bagnanti che frequentano lo stabilimento difendono Scarpa e giudicano esagerate le reazioni scandalizzate delle ultime ore: "Un clamore che non sta in piedi -riferiscono alcune persone - Semplicemente qui ci sono delle regole che vanno rispettate. Gianni Scarpa non obbliga di certo a venire nella sua spiaggia. Chi non approva può scegliere di andare altrove. Ad esempio io trovo giusto che, fumando, mi venga dato un portacenere dove gettare le sigarette evitando così di doverle buttare a terra. Dove c'è ordine, disciplina e pulizia si sta bene e in questa spiaggia si sta benissimo. Questo non è fascismo"...
Vallo un pò a spiegare ai professionisti dell'antifascismo!

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